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ONGI ETORRI URTZA! TUTTI E TUTTE LIBERE!

  • novembre 16, 2015 20:09
Ongi etorri Urtza!
urtzaAccogliamo con gioia la notizia del ritorno alla libertà Urtza Alkorta, scarcerata sabato 14 novembre. Urtza è una compagna basca arrestata nel maggio 2013 dopo diversi giorni di “muro popolare”.
Centinaia di persone, ininterrottamente per diversi giorni, avevano protetto con i loro corpi Urtza sul ponte di Ondarroa, per resistere contro l’arresto. Noi come caso basco, così come tutte le realtà solidali con Euskal Herria, in quei giorni abbiamo seguito con attenzione e trasporto quanto stava avvenendo nel vivace e combattivo paesino sulla costa basca. Le immagini circolate in rete e i racconti delle nostre compagne e compagni lì presenti ci confermavano con chiarezza sia la persistenza della dura repressione contro la dissidenza basca, sia, allo stesso tempo, la forza e determinazione con cui le compagne e i compagni baschi resistono (https://www.youtube.com/watch?v=gVCEyBlsYLU)
Oggi con la liberazione di Urtza possiamo gridare con gioia “bat gutxiago!/un@ di meno”. Ma alla gioia si accompagna anche la consapevolezza che ci sono ancora tante e tanti compagne/i baschi ancora in carcere (ad oggi sono ancora più di 400), che ad oltre 4 anni dalla fine del conflitto armato continuano ad essere sottoposti a dispersione, vessazioni e carcere duro. Negli stessi giorni in cui si è saputo della imminente liberazione di Urtza, altre notizie, ben più tristi, hanno riguardato un altro compagno di Ondarrua, Ibon Iparragirre “Iparra”, gravemente malato, che per la sua condizione, secondo le stesse leggi spagnole, non dovrebbe essere in carcere. invece, non solo ancora non è stato liberato, ma continua ad essere sottoposto a vessazioni e torture fisiche e psicologiche. A fine ottobre “Iparra”, già detenuto in un carcere vicino Madrid (a centinaia di km da Ondarroa) è stato trasferito in un altro carcere, e il tutto è avvenuto poche ore prima dell’orario di visita previsto con i suoi familiari, e senza comunicare a loro la nuova destinazione. Alcuni giorni dopo il trasferimento, la psicologa che segue “Iparra” ha potuto verificare sia le sue difficili condizioni di salute (a malapena riesce a stare in piedi) sia la durezza del trattamento ricevuto dai funzionari durante il trasferimento. Un ulteriore esempio, se mai ce ne fosse il bisogno, della crudeltà delle istituzioni penitenziarie spagnole contro i prigionieri, anche quelli gravemente malati. (http://halabedi.eus/2015/11/01/ibon-iparagirre-vuelve-a-ser-alejado-de-euskal-herria/)
Per “Iparra”, ma anche per Karlos, Aingeru, Piol e per tutte e tutti le compagne e i compagni baschi ancora prigionieri continua la solidarietà e la lotta, fino a  quando non saranno tornate tutte e tutti a casa. Una lotta che vedrà un importante passaggio il prossimo 28 novembre a Bilbao, con un corteo che con determinazione chiederà amnistia e libertà (http://amnistiaaskatasuna.blogspot.it/2015/11/rueda-de-prensa-de-ex-press-politics.html)
Ongi etorri Urtza!
Karlos, Aingeru, Piol ta denak askatu!
Amistia eta askatasuna!
tutte liberi!

Gora euskal gazteria!  Libertà per 40 giovani basch*, ora liberiamo tutte e tutti gli altri!

  • giugno 12, 2014 17:52

40 giovani processat* nella Audiencia Nacional…
LA SENTENZA ASSOLVE TUTTI/E!
#grebalariakASKE! condanna a 2 anni e 6 mesi per due giovani

Due notizie, due sentenze, giornata dal sapore agrodolce quella di ieri nel Paese basco. Sono arrivate infatti due importanti sentenze. La prima sul maxi-processo contro 40 giovani  militanti con piena assoluzione da parte dell’Audiencia Nacional. La seconda condanna due giovani di Bilbao a scontare una pena di 2 anni e 6 mesi.
libre1Dopo 5 anni si chiude con una totale assoluzione “l’odissea” di 40 giovani baschi/e. Il processo farsa si è finalmente concluso con la piena assoluzione di tutte e tutti. Un maxiprocesso farsa che si è svolto da ottobre a febbraio, preceduto da diversi anni di persecuzione poliziesca e giudiziaria ai danni delle compagne e dei compagni che hanno dovuto affrontare carcerazione preventiva, regime di incomunicazione, torture e maltrattamenti, seguito da mezzo anno di attesa della sentenza. Uno schifo repressivo fatto prima, durante e dopo il processo dalle autorità spagnole che certamente non viene cancellato dalla sentenza e dalla gioia per la libertà delle compagne e dei compagni.
Una storia che inizia nel novembre del 2009 con una maxi-retata contro 42 militanti indipendentist*, 34 dei quali arrestat* la notte del 24 novembre del 2009. La maggior parte degli arrestati denunciano torture nei giorni di incomunicación. Nei mesi succesivi vengono arrestati in diversi stati europei altri 8 giovani riusciti a fuggire il giorno dell’operazione. Tre di questi, Zuriñe, Artzai e Fermin, vengono arrestat* a Roma mentre denunciavano la criminalizzazione del movimento giovanile basco.
[Video]
Dopo alcuni mesi di carcere in Italia e senza alcuna prova giudiziaria lo stato italiano come nel caso di Lander Fernandez concede l’estradizione allo stato spagnolo.
Come Caso basco a Roma abbiamo seguito con particolare attenzione questo processo. Sia perché ha rappresentato un caso particolarmente evidente della strategia di criminalizzazione della dissidenza politica e sociale che vivono sulla loro pelle le compagne e i compagni di Euskal Herria. Sia perché abbiamo appunto potuto conoscere da vicino quest* compagn* nelle nostre città, condividendone le storie, il legame solidale e la rabbia dell’arresto e dell’estradizione.
Tutti gli imputati hanno scontato da uno a due anni di carcere preventivo. Hanno subito in questi mesi un processo lungo e faticoso, fatto di continui viaggi tra Paese basco e il Tribunale speciale di Madrid.
libre libreI giudici del “tribunale speciale”, dopo quasi 4 mesi di attesa dalla fine del dibattimento, hanno finalmente reso pubblica una sentenza importante. Infatti, viene riconosciuto che i compagni e le compagne accusate hanno solo svolto attività politica e non terrorismo. Inoltre, vengono rifiutate le dichiarazioni dei 40 accusati raccolte dalla polizia durante i fermi in regime di incomunicación, vale a dire il periodo, che dura diversi giorni, in cui i fermati per accuse di terrorismo non possono contattare avvocati, medici e famigliari, rimanendo così senza difese nelle mani della polizia. Questa volta i giudici dell’Audiencia Nacional, pur non entrando nel merito delle torture denunciate dalle nostre compagne e compagni, ci hanno sorpreso, dichiarando nulle le dichiarazioni raccolte durante l’incomunicación, solo per il dubbio che possano essere state estorte sotto tortura, e, inoltre, dichiarando esplicitamente che l’ incomunicación rappresenta una situazione in cui sono a rischio i diritti di chi è tratt* in arresto e che, pertanto, risulta essere una formula poco compatibile con una pratica giudiziaria attenta ad evitare i rischi di tortura e maltrattamenti.
[ qui il link allo stralcio della sentenza, pdf in castigliano ]
Ciò che da anni denunciano i collettivi e le realtà che svolgono lavoro di solidarietà e informazione sulla prigionia politica e la repressione nel Paese basco, vale a dire che durante l’ incomunicación si tortura, e che le dichiarazioni estorte sotto tortura vengono usate come prova in processi farsa, è stato riconosciuto in maniera abbastanza chiara anche dalla stessa Audiencia Nacional, il famigerato tribunale che per decenni è stato complice, se non parte integrante e attiva, del sistema di criminalizzazione e brutale repressione della dissidenza politica e sociale basca ad opera di Madrid e Parigi. ‘Meglio tardi che mai’ non si può dire, perchè ci sono stati anni e anni di sofferenze, torture e rabbia.
La gioia per l’assoluzione dei 40, e l’importanza della sentenza per la delegittimazione dell’incomunicación, non ci devono comunque far tenere bassa la guardia e l’attenzione solidale. Nelle stesse ore in cui si stava per rendere pubblica la sentenza sul maxiprocesso Segi, altri compagni venivano invece nuovamente colpiti dalla repressione.
Nella notte tra lunedì e martedì Tomás “Tomi” Madina è stato svegliato nella sua casa di Galdakano, vicino Bilbao, da una quindicina di sbirri incappucciati e armati fino ai denti, che lo hanno arrestato e posto in regime di incomunicación con la solita accusa di terrorismo e appartenenza ad Eta (a quasi tre anni dalla fine definitiva delle attività armata). Oggi Tomi ha denunciato davanti al giudice di essere stato torturato.

aske grebalariakLa giornata di ieri è stata inoltre macchiata dalla notizia della condanna a 2 anni e 6 mesi per Urtzi e Jon, due giovani ragazzi di Bilbao, arrestati nel giugno del 2012 per la presunta partecipazione ad alcuni incidenti durante lo sciopero generale del 29 marzo dello stesso anno. Dal momento dell’arresto è partito un grande montaggio giudiziario atto a condannare i 2 ragazzi, molto attivi a Deusto, il loro quartiere. Un montaggio che ha portato l’accusa a chiedere fino a 14 anni di carcere. Nel settembre del 2013 arriva la condanna a 1 anno e tre mesi, che rispetto alle richieste iniziali fa intravedere l’assoluta inconsistenza delle accuse mosse contro di loro, ma ieri, dopo il ricorso della procura, è arrivata la notizia che la condanna sale a 2 anni e 6 mesi, e costringerà i due giovani baschi a scontare la totalità della pena.
L’atteggiamento schizofrenico dell’apparato repressivo spagnolo, che, da un lato, dopo anni di persecuzione assolve 40 giovani militanti della sinistra indipendentista, dopo avergli fatto soffrire carcere, esilio e tortura, mentre, dall’altro continua a condannare militanti di organizzazioni politiche e sociali e ad arrestare in regime di incomunicazione e di legislazione antiterrorista come se nulla fosse accaduto nell’ottobre 2011, rendono ancora necessaria la mobilitazione e la solidarietà internazionalista. Oggi festeggiamo il ritorno alla libertà dei 40, ma la lotta del movimento basco, e la nostra azione solidale, non si fermeranno finché non saranno liberati tutti i prigionieri e le prigioniere politiche basche, e finché non si porrà fine all’assurda legislazione antiterrorista.
Perché non possiamo essere liber* se non lo sono anche tutte e tutti loro.

Con Tomi, Urtzi e Jon, finchè non saranno liberi!

euskal gazteria aurrera!! tutti liberi, tutte libere!

VIDEO completo dell’ONGI ETORRI di Lander e Aingeru

  • marzo 27, 2014 13:35

Roma 17 gennaio 2014, Ongi Etorri Lander eta Aingeru
Eskerrik asko
Grazie alle compagne, ai compagni, ai collettivi e alle realtà di movimento che hanno partecipato all’Ongi Etorri del 17 gennaio. È stata una serata di festa e lotta, un abbraccio caloroso e militante a Lander e Aingeru e a tutti e tutte coloro che lottano per la libertà del Paese Basco.
Abbiamo brindato e cantato con gioia per festeggiare il ritorno alla libertà di Lander e Aingeru, ma abbiamo anche gridato con determinazione il nostro rifiuto alla criminalizzazione delle lotte sociali attraverso l’etichetta di “terrorismo”.
Insieme abbiamo animato, a Roma, un momento di solidarietà al fianco di tutte e tutti coloro che sono colpiti dalla repressione, in Euskal Herria, in Italia e ovunque.
Solo poche settimane fa Arkaitz Bellon, un compagno basco detenuto da quasi 13 anni per ‘kale borroka’, è morto in carcere, ucciso dal regime spagnolo e dall’infame politica di dispersione che lo costringeva recluso a più di mille chilometri da casa.
Arkaitz sarebbe uscito dal carcere a maggio, tra 2 mesi avrebbe ricevuto il suo Ongi Etorri.
A lui dedichiamo questo video.

Borroka da bide bakarra..
La lotta è l’unico cammino..

EUSKAL PRESOAK ETXERA!
TUTTI LIBERE!

I compagni e le compagne di Un caso basco a Roma

Trailer del video dell’ONGI ETORRI a Lander e Aingeru a Roma-17.1.14

  • gennaio 29, 2014 14:09

 

 

Per Bahar libero subito!

  • gennaio 16, 2014 12:21

CONTRO LA REPRESSIONE NESSUN@ E’ SOL@
il saluto di bentornato di bahar a lander.

 

bahar non ci sarà venerdi 17  all ONGI ETORRI perché costretto a misure cautelari in italia con richiesta di estradizione da parte della turchia per la sua militanza politica.
l’ ONGI ETORRI parlerà anche di di questa storia.

COMPLICI E SOLIDALI, TUTT@ LIBER@

bahar1

17 GENNAIO BEN TORNATI LANDER E AINGERU!

  • dicembre 22, 2013 15:52

ongietorrihqONGI ETORRI – BENTORNATI LANDER E AINGERU! 

Venerdì 17 gennaio ore 18 L.go delle Sette Chiese – Roma

ongi etorri ez da delitua! 

Il 17 gennaio daremo il bentornato a Roma, a Lander e Aingeru.

I compagni e le compagne che hanno animato e sostenuto la campagna di “Un caso basco a Roma” li riabbracceranno nelle strade di Garbatella, insieme ad una larga delegazione in arrivo da Euskal Herria, per festeggiare il loro ritorno alla libertà.  

Come abbiamo avuto modo di imparare attraversando le strade del Paese basco, però, la festa, martxa, si accompagna alla borroka, la lotta contro chi reprime e opprime. Per questo il 17 gennaio sarà una festa, ma anche e soprattutto un atto politico.Una giornata per parlare dell’infame repressione di Spagna e Francia contro la lotta del popolo basco.
Lander, arrestato all’alba del 13 giugno 2012 con un’operazione militare, è stato tradotto in carcere e poi costretto per dieci mesi ai domiciliari prima di essere estradato su un volo speciale il 27 aprile 2013. Tutto questo si è consumato in nome dei ‘buoni rapporti’ tra paesi, senza considerare la persecuzione politica e la tortura, pratiche comuni utilizzate dalla spagna nei confronti di militanti baschi. Una repressione feroce che ha privato per anni Lander e Aingeru della propria libertà, trattandoli come pericolosi terroristi, per poi rilasciarli come se nulla fosse accaduto.

Grideremo il nostro sdegno contro l’asservimento dell’ autorità italiana, che, incurante della campagna portata avanti per fermare l’estradizione, sorda di fronte alle motivazioni di un processo politico che si stava consumando e indifferente alle difese legali, sostenute anche da giuristi e parlamentari, ha estradato Lander consegnandolo a Madrid.
La liberazione di Lander e Aingeru conferma quanto sostenuto durante la campagna, il ministro della ‘giustizia’ italiano, i giudici e la polizia sono stati complici di questa ennesima vergogna ‘made in italy’.
 

Organizzando un ongi etorri a Roma vogliamo anche esprimere la nostra solidarietà a compagne, compagni e familiari delle prigioniere e dei prigionieri politici baschi, a cui la repressione spagnola vuole vietare anche il diritto a riabbracciare e festeggiare il rientro a casa dei loro cari appena liberati, dopo mesi o anni di reclusione, lontananza e dispersione. In Euskal Herria è vietato riunirsi in strada aspettando l’arrivo dei compagni e le compagne che escono dal carcere. Proprio con l’accusa di organizzare ongi etorri sono state da poco arrestate e poi rilasciate, in attesa di giudizio, 18 persone appartenenti ad Herrira, organizzazione di sostegno ai presoak e alle loro famiglie.

Ongi etorri ez da delitua! Festeggiare il ritorno alla libertà di prigioniere e prigionieri non è reato!

La nostra battaglia per la liberazione di Lander e Aingeru è solo un piccolo tassello della più ampia battaglia per i diritti delle prigioniere e dei prigionieri politici baschi, dei loro compagni e familiari. Una battaglia che vedrà nuovamente una marea umana riempire le strade di Bilbao il prossimo 11 gennaio per reclamare con forza la fine dell’immobilismo di Madrid e Parigi nella risoluzione del conflitto e delle sue conseguenze. Un immobilismo che nel caso del governo spagnolo, con la complicità di quello francese, si abbina al mantenimento della repressione della dissidenza basca, con decine di militanti di organizzazioni politiche e sociali che in queste settimane rischiano pesanti condanne in processi farsa solo per attività politiche e sindacali. Una linea autoritaria del governo di Madrid che appare ogni giorno sempre più evidente, e che sta estendendo la filosofia della legislazione di emergenza e della repressione dura e brutale al complesso delle lotte politiche e sociali in tutto lo stato, dopo decenni di sperimentazione portata avanti nel Paese basco.

Un caso basco a Roma aggiunge le sue gocce di solidarietà per far montare l’onda di libertà contro la repressione.

TANTAZ TANTA…goccia dopo goccia si forma un mare!

Uncasobascoaroma

 

17 GENNAIO- ONGI ETORRI LANDER ETA AINGERU

  • dicembre 15, 2013 15:37

Tantaz-TantaLANDER TORNA A ROMA!


venerdì 17 gennaio h 18


Largo delle sette chiese
freeGarbatella

ONGI ETORRI
Bentornati Lander e Aingeru!

Non si può mancare…