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Aggiornamento Karlos 22 dicembre

  • dicembre 22, 2015 09:35

amniKarlos si trova ancora nel carcere di Rossano calabro.
un mese fa la cassazione si è pronunciata favorevole all’estradizione in spagna. Ma i tempi perchè questo avvenga non si conoscono, un limbo di incertezza che pesa ancor di più su Karlos e la sua famiglia che in questo modo non può programmare le visite per incontrarlo.

Inoltre in questo periodo la quasi totalità dei detenuti nel braccio dove si trova sono stati trasferiti, Karlos si trova quindi ad affrontare questi giorni di detenzione in particolare solitudine, lo ricordiamo dopo aver già scontato 8 mesi di reclusione in isolamento a rebibbia.
Nonostante questo Karlos ci scrive ringraziando tutti e tutte per la solidarietà, affronta quanto sta accadendo a testa alta,lucido e attento.

Intanto dagli avvovati e dai compagni baschi che seguono la sua vicenda anche in Euskal Herria, apprendiamo che il 21 gennaio 2016 è stata fissata la data per il ricorso davanti al tribunale supremo di madrid, sulla sentenza che ha condannato Karlos a 16 anni nel 2000.

Mentre aspettiamo di avere altri aggiornamenti rinnoviamo ancora una volta l’invito a fargli sentire la nostra vicinanza, scrivendogli un messaggio di solidarietà presso il carcere di Rossano.

Karlos Garcia Preciado
Casa di reclusione di Rossano
Nuovo complesso maschile
Contrada Ciminata Greco
87067 Rossano (CS)

ASKATASUNA ETA ELKARTASUNA
LIBERTA’ E SOLIDARIETA’

 

 

 

Per la cassazione Karlos deve essere estradato

  • novembre 25, 2015 23:10

Italia e Spagna due facce della stessa medaglia

E’ arrivata la sentenza di Cassazione del tribunale di Roma,
Karlos verrà estradato.
Non conosciamo ancora le motivazioni ma poco importa, ancora una volta lo stato italiano avallando le richieste dello stato spagnolo, diventa complice della repressione cieca con la quale il governo di Madrid continua a perseguitare la dissidenza Basca.

Karlos verrà portato in spagna dove, dopo aver scontato 8 mesi in isolamento a Rebibbia e quest’ultimo mese nel carcere di massima sicurezza di Rossano Calabro, lo attende una condanna a 16 anni di carcere.
Con la sua estradizione sara’ piu’ difficile per la moglie e il figlio raggiungerlo per le visite, ma siamo certi che si faranno forza e non saranno soli, perchè già molti compagni e compagne di Euskal Herria sono pronti ad accoglierli e ad accompagnarli in questo nuovo pezzo di viaggio…con Karlos, fino alla libertà!
Noi da qui continueremo a seguire la vicenda e fargli sentire forte la nostra solidarietà.

DAJE KARLOS, ANIMO!
ELKARTASUNA ETA ASKATASUNA!
AMNISTIA ORAIN!

24 novembre csoa Corto Circuito “Solidarietà e Libertà”

  • novembre 18, 2015 19:48

 

con Karlos 24 novembre csoa corto circuitoMARTEDI’ 24 NOVEMBRE

csoa Corto Circuito
via Filippo Serafini 57

PER SOSTENERE KARLOS
DETENUTO IN ITALIA DA QUASI 9 MESI A RISCHIO ESTRADIZIONE!!!

Dopo nove mesi di reclusione in stato di isolamento, il nostro compagno Karlos e’ a rischio estradizione. Mercoledi’ 25 novembre infatti, e’ fissata l’udienza della Corte di Cassazione che si esprimera’ sulla richiesta della Spagna che, nel 2000 ha condannato Karlos Garcia Preciado a 16 anni di reclusione per il presunto danneggiamento di una filiale di una banca ad Andoain.
La detenzione di Karlos e’ stata resa ancora piu’ dura, per lui e per la sua famiglia, dal trasferimento, un mese fa, nel carcere di massima sicurezza di Rossano Calabro. Per denunciare questa situazione e la complicita’ dell’Italia in questo ennesimo “caso basco”, invitiamo tutte e tutti a partecipare alla conferenza stampa che si terra’ il 24 novembre, alle 11:30 all’aula esteri della Camera dei deputati. La sera dello stesso giorno, al csoa Corto Circuito, e’ prevista un’iniziativa con cena a sostegno delle spese legali; un’occasione per fargli sentire la nostra vicinanza e per parlare della costante repressione nei confronti dei dissidenti baschi, costretti a vivere in clandestinità come nel caso di karlos o rinchiusi nelle carceri francesi e spagnole come i recenti casi di Aingeru e Piol e dell’organizzazione internazionalista Askapena.

KARLOS ASKATU!

ELKARTASUNA ETA ASKATASUNA!
TUTTI LIBERE!

ONGI ETORRI URTZA! TUTTI E TUTTE LIBERE!

  • novembre 16, 2015 20:09
Ongi etorri Urtza!
urtzaAccogliamo con gioia la notizia del ritorno alla libertà Urtza Alkorta, scarcerata sabato 14 novembre. Urtza è una compagna basca arrestata nel maggio 2013 dopo diversi giorni di “muro popolare”.
Centinaia di persone, ininterrottamente per diversi giorni, avevano protetto con i loro corpi Urtza sul ponte di Ondarroa, per resistere contro l’arresto. Noi come caso basco, così come tutte le realtà solidali con Euskal Herria, in quei giorni abbiamo seguito con attenzione e trasporto quanto stava avvenendo nel vivace e combattivo paesino sulla costa basca. Le immagini circolate in rete e i racconti delle nostre compagne e compagni lì presenti ci confermavano con chiarezza sia la persistenza della dura repressione contro la dissidenza basca, sia, allo stesso tempo, la forza e determinazione con cui le compagne e i compagni baschi resistono (https://www.youtube.com/watch?v=gVCEyBlsYLU)
Oggi con la liberazione di Urtza possiamo gridare con gioia “bat gutxiago!/un@ di meno”. Ma alla gioia si accompagna anche la consapevolezza che ci sono ancora tante e tanti compagne/i baschi ancora in carcere (ad oggi sono ancora più di 400), che ad oltre 4 anni dalla fine del conflitto armato continuano ad essere sottoposti a dispersione, vessazioni e carcere duro. Negli stessi giorni in cui si è saputo della imminente liberazione di Urtza, altre notizie, ben più tristi, hanno riguardato un altro compagno di Ondarrua, Ibon Iparragirre “Iparra”, gravemente malato, che per la sua condizione, secondo le stesse leggi spagnole, non dovrebbe essere in carcere. invece, non solo ancora non è stato liberato, ma continua ad essere sottoposto a vessazioni e torture fisiche e psicologiche. A fine ottobre “Iparra”, già detenuto in un carcere vicino Madrid (a centinaia di km da Ondarroa) è stato trasferito in un altro carcere, e il tutto è avvenuto poche ore prima dell’orario di visita previsto con i suoi familiari, e senza comunicare a loro la nuova destinazione. Alcuni giorni dopo il trasferimento, la psicologa che segue “Iparra” ha potuto verificare sia le sue difficili condizioni di salute (a malapena riesce a stare in piedi) sia la durezza del trattamento ricevuto dai funzionari durante il trasferimento. Un ulteriore esempio, se mai ce ne fosse il bisogno, della crudeltà delle istituzioni penitenziarie spagnole contro i prigionieri, anche quelli gravemente malati. (http://halabedi.eus/2015/11/01/ibon-iparagirre-vuelve-a-ser-alejado-de-euskal-herria/)
Per “Iparra”, ma anche per Karlos, Aingeru, Piol e per tutte e tutti le compagne e i compagni baschi ancora prigionieri continua la solidarietà e la lotta, fino a  quando non saranno tornate tutte e tutti a casa. Una lotta che vedrà un importante passaggio il prossimo 28 novembre a Bilbao, con un corteo che con determinazione chiederà amnistia e libertà (http://amnistiaaskatasuna.blogspot.it/2015/11/rueda-de-prensa-de-ex-press-politics.html)
Ongi etorri Urtza!
Karlos, Aingeru, Piol ta denak askatu!
Amistia eta askatasuna!
tutte liberi!

La solidarietà non va in vacanza! Karlos Libero!

  • agosto 15, 2015 12:32

LA SOLIDARIETA’ NON VA IN VACANZA: KARLOS LIBERO!

IMG-20150623-WA0009Sono passati ormai 6 mesi da quando Karlos Garcia Preciado, per gli amici italiani “Roberto”, è stato fermato a Roma e tradotto nel carcere di Rebibbia, dove in regime di duro isolamento sta affrontando le procedure per la richiesta di estradizione da parte dello stato spagnolo.
L’accanimento giudiziario che Karlos subisce da più di 20 anni da parte dello stato spagnolo, in questi mesi è stato portato avanti dalla complicità di quello italiano, che avalla condanne politiche risultato di processi farsa ai danni di centinaia di dissidenti baschi.

Dopo diversi gradi di giudizio nei quali gli è stata negata la possibilità di utilizzare misure alternative al carcere per stare vicino alla sua compagna e a suo figlio piccolo, lo scorso 16 luglio si è svolta l’udienza per la sua estradizione.

Se da un lato non ci sorprende la bieca disponibilità dello stato italiano a non mettere in discussione le spropositate sentenze di madrid, dall’altro troviamo sconcertante la facilità con cui la giurisdizione italiana si spinge anche oltre quella spagnola individuando nella storia di Karlos l’appartenenza ad ETA per giustificarne condanna e conseguente estradizione.

Karlos continua a resistere con tenacia nel carcere di Rebibbia alla persecuzione politica che subisce da più di 20 anni, in attesa che la cassazione si esprima in maniera definitiva rispetto all’estradizione.
Continuando a gridare con forza NO ALL’ESTRADIZIONE, invitiamo tutti e tutte a portare a Karlos e alla sua famiglia la nostra solidarietà, scrivendogli in questo periodo di attesa e preparandoci alla mobilitazione in occasione dell’udienza della cassazione.

La solidarietà è un’arma, usiamola!
Karlos libero!
Karlos askatu!

TUTTI E TUTTE LIBERE!
EUSKAL PRESOAK ETA HIESLARIAK ETXERA!

Scriviamo a Karlos Garcia Preciado c/o Carcere di Rebibbia via Raffaele Majetti 70  00156 Roma

LIBERTA’ PER AINGERU E PIOL !!!

  • giugno 5, 2015 17:22

IMG-20150605-WA0004Apprendiamo in queste ore dell’infame condanna e dell’imminente arresto per i nostri compagni Aingeru e Piol, giudicati lo scorso novembre dall’audiencia nacional, per un presunto reato di Kale Borroka avvenuto nel 2001.
Ancora una volta la spagna perseguita compagni baschi per presunti reati legati alle lotte sociali in Euskal Herria, a distanza di decine di anni, utilizzando prove estorte sotto tortura o rubate illegalmente.

Complici e solidali con i nostri fratelli Aingeru e Piol!
AINGERU  ASKATU!
PIOL ASKATU!
MAITE ZAITUGU!

http://uncasobascoaroma.noblogs.org/post/2014/11/03/3-novembre-con-aingeru-e-piol/

http://uncasobascoaroma.noblogs.org/post/2014/12/01/da-roma-a-euskal-herria-solidarieta-con-aingeru-e-piol/

 

16 Aprile MARTXA eta BORROKA @ L.O.A. ACROBAX

  • aprile 13, 2015 00:00


image-0001(1)GIOVEDì 16 APRILE @ IL L.O.A. ACROBAX via della Vasca Navale 6

Di ritorno da Euskal Herria..
Dopo aver incontrato i compagni e le compagne di Karlos, e aver partecipato con loro al presidio per la liberazione dei PRESOAK che si tiene ogni venerdì..Dopo aver manifestato nelle strade di Ondarroa per la libertà dei detenuti malati, rinchiusi nelle carceri spagnole..
Dopo aver corso un pezzetto  della storica Korrika che attraversa l’intero Paese Basco, nel nome di Karlos e della libertà di tutti e tutte..

http://uncasobascoaroma.noblogs.org/post/2015/04/07/marzo-2015-uncasobascoaroma-in-euskal-herria-con-karlos/

*AGGIORNAMENTI
*VIDEO E
*PINTXOS

CON UN CASO BASCO A ROMA
DALLE ORE 19

MARTXA ETA BORROKA…PERCHE’ LA LOTTA E’ ANCHE ALLEGRIA!

SERATA  A SOSTEGNO DI KARLOS E DELLE SPESE LEGALI!

Karlos: dal 24 febbraio in regime di isolamento, in un silenzio assordante!

  • marzo 20, 2015 00:49

20 marzo 2015

amniSiamo in attesa delle motivazioni del rifiuto della richiesta di arresti domiciliari per Karlos.
Una decisione assurda che mantiene il nostro compagno ancora in regime di isolamento nel carcere di Rebibbia.
In questi giorni sta crescendo la rete di solidarietà con Karlos, i suoi famigliari, compagni e amici, con iniziative di finanziamento e informazione in diverse città italiane. Una rete di solidarietà e di controinformazione che sarà necessario sviluppare ed estendere nelle prossime settimane. Si avvicina infatti la data entro la quale la famigerata audiencia nacional spagnola dovrà inviare i documenti per ufficializzare la richiesta di estradizione di Karlos, e pertanto sarà cruciale la campagna contro la sua estradizione, e per denunciare le falle dell’impianto accusatorio che ha portato alla sproporzionata e assurda condanna per terrorismo nel 1997.
Dal giorno dell’arresto di Karlos si registra un assoluto silenzio da parte dei media mainstream (che, nei rari casi in cui si sono occupati del caso, si sono limitati a riportare la velina del ministero della giustizia spagnolo).

Un velo di silenzio che è necessario squarciare, perché nel silenzio la lunga mano della repressione spagnola ha gioco facile.
Parlare di Karlos, opporsi alla sua estradizione e denunciare l’assurdità della sua condanna, vuol dire denunciare l’immobilismo dei governi di madrid e parigi nella risoluzione del conflitto in Euskal Herria, a quasi quattro anni dalla fine unilaterale e definitiva della lotta armata da parte di Eta; vuol dire denunciare i processi politici che, oggi come nel 1997, colpiscono duramente il movimento giovanile della sinistra indipendentista basca; vuol dire denunciare il continuo uso del teorema accusatorio secondo cui “tutto è ETA”, utilizzato dai giudici spagnoli per reprimere e illegalizzare organizzazioni politiche e movimenti sociali, come l’organizzazione internazionalista Askapena; vuol dire denunciare la criminale politica di dispersione che tiene le prigioniere e i prigionieri politici baschi a centinaia di chilometri di distanza dai loro cari; vuole dire parlare delle decine di rifugiati ed esiliati politici baschi che, per l’immobilismo di madrid, sono ancora costretti a rimanere lontani dalla loro terra e dalla possibilità di poter contribuire attivamente alla creazione della Euskal Herria libera e in pace di domani. Sostenere Karlos e la sua opposizione all’estradizione, vuol dire sostenere chi viene colpito dalla repressione per lottare per una società più giusta.

Karlos askatu! Denak Askatu!
Karlos libero! Tutte liberi!

 

EUSKAL HERRIA- Andoain- manifestazioni in solidarietà con Karlos!

  • marzo 2, 2015 16:10

 

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VOLANTINO IN EUSKERA DISTRIBUITO DURANTE LA MANIFESTAZIONE:

errepresioa ez da bidea eus.

VOLANTINO IN CASTIGLIANO:
errepresioa ez da bidea cast

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KARLOS ASKATU! KARLOS LIBERO!

6 marzo @ALEXIS OCCUPATO ” Tortura, carcere,repressione, Voci di Resistenza”

  • febbraio 26, 2015 12:24

6marzocarlos6 MARZO 2015 ALEXIS OCCUPATO VIALE OSTIENSE 124

dalle 18
Dibattito con
uncasobascoaroma
Alexis Occupato
ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus
Avv. Maria Luisa D’addabbo
Avv. Francesco Romeo

PROIEZIONE DI
VOCES: detenzioni e tortura nel Paese Basco

LETTURE DAL LIBRO
L’AMICO CONGELATO di “Sarri” Joseba Sarrionandia

APERITIVO CON PINTXOS A SOSTEGNO DEL KM DELLA KORRIKA 2015
E SOTTOSCRIZIONE PER LE SPESE LEGALI
#KARLOSASKATU!

Operazione repressiva contro gli avvocati dei presoak #JeSuisBasque !

  • gennaio 13, 2015 22:19

Rdada Abogados. Registro Manzisidor.Ieri mattina, 12 gennaio, un’ operazione della guardia civil ha portato all’arresto di 16 persone in tutta Euskal herria.
12 di questi sono avvocati del collettivo dei prigionieri politici. L’operazione denominata “Mate” é direttamente collegata a quella compiuta già più di un anno fa quando 18 persone furono arrestate nell’operazione contro Herrira. La retata di oggi va a colpire direttamente anche il finanziamento del collettivo dei prigionieri e delle prigioniere, con il sequestro di denaro nelle varie sedi perquisite (Herriko Taberna, sindacato LAB) tra Bilbao, Hernani e Durango. Fonti della polizia parlano di 90.000 euro prelevati e sequestrati durante le perquisizioni. Sono i soldi che sabato, durante la manifestazione imponente di Bilbao, erano stati raccolti per sostenere le spese delle centinaia di prigionieri politici che si trovano nelle carceri spagnole e francesi.
Tre degli avvocati soni stati arrestati direttamente a Madrid dove era previsto uno dei tanti maxi processi contro i militanti della sinistra indipendentista.
Tra gli avvocati arrestati anche kepa, che molti di noi hanno conosciuto negli anni passati in quanto legale di Lander e Aingeru.

Da subito sono stati organizzati presidi e manifestazioni solidali in tutta Euskal Herria.
In serata sono finite le perquisizioni nella sede del sindacato autonomo LAB mentre anche durante il presidio solidale una manifestante é stata fermata.
Mobilitazioni in tutta Euskal Herria hanno chiesto a gran voce la liberazione degli arrestati e delle arrestate,e la fine dei giudizi politici.

Da Euskal Herria chiamano alla mobilitazione generale tutti i solidali e i comitati di solidarietà alla causa basca:
Dimostriamo ancora una volta che: EUSKAL HERRIA NON CAMMINA SOLA!
#JeSuisBasque
http://www.notav.info/post/comunicato-di-solidarieta-con-gli-avvocati-baschi-dagli-avvocati-dei-notav/
http://www.naiz.eus/eu/actualidad/noticia/20150112/jesuisbasque-cataliza-en-la-red-la-indignacion-por-la-operacion-contra-los-abogados
http://www.naiz.eus/eu/actualidad/noticia/20150112/operacion-de-la-guardia-civil-contra-varios-abogados-vascos http://askapena.org/eu/content/otra-vez-el-fascismo-espa%C3%B1ol-agrede-con-detenciones-al-pueblo-vasco
http://www.radiondadurto.org/2015/01/12/paesi-baschi-retata-della-guardia-civil-in-carcere-16-persone-accusate-di-terrorismo/?fdx_switcher=true http://contropiano.org/internazionale/item/28526-democrazia-occidentale-retata-di-avvocati-baschi-sedici-arresti-per-terrorismo
http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/13658-paesi-baschi-retata-contro-gli-avvocati-della-sinistra-indipendentista

Da Roma a Euskal Herria solidarietà con Aingeru e Piol!

  • dicembre 1, 2014 13:57
zuluAingeru e Piol sono stati processati lo scorso 3 novembre davanti all’audiencia nacional per fatti accaduti nel quartiere di Santutxu (Bilbao) nel novembre del 2001.
La procura chiedeva 5 anni per ognuno di loro per aver bruciato un bancomat 13 anni prima.
Qualche giorno fa è arrivata la sentenza che condanna Aingeru e Piol a 3 anni di carcere.
Tutti e due presenteranno ricorso davanti al tribunal supremo, e quindi non dovranno andare in carcere finchè la sentenza non sarà definitiva in secondo grado.
Le prove per condannarli sono state le solite dichiarazionI estorte sotto tortura in commissariato, sotto regime di “incomunicacion” quando sono stati arrestati nel 2003.
nano e rapnoize2Bisogna riccordare che sia Aingeru che Piol sono già stati in carcere per anni.
Piol aveva recuperato la libertà nel 2011 dopo aver scontato una condanna di 8 anni e Aingeru aveva recuperato la libertà insieme a Lander nel novembre scorso, festeggiando la loro libertà anche a Roma con l’ “ongi etorri” di gennaio.
PIOL E AINGERU LIBERI!!!
VIDEO:
99 posse in concerto per genova 2001 ,per Aingeru e Piol e per la libertà di tutti e tutte
Nano e laboratorio Hip Hop Stay Real con Euskal Herria
zulu2Durante la serata benefit per  Genova 2001, al L.O.A. Acrobax, striscioni, parole e musica in solidarietà con Aingeru e Piol e per tutti i compagni e le compagne costrette in carcere.
Da Euskal Herria alla Palestina, dai No Tav a Genova 2001..
HAMAIKA HERRI BORROKA BAKARRA!

TANTI POPOLI UN’UNICA LOTTA!
ELKARTASUNA ETA ASKATASUNA!
  SOLIDARIETA’ E LIBERTA’!
99 posse199 posse

3 novembre, con Aingeru e Piol !

  • novembre 3, 2014 11:07

AINGERU EPAIKETA MANI KARTELAAingeru Cardaño, che molti di noi hanno avuto la fortuna di conoscere l’anno scorso come compagno coimputato nel processo di Lander, sarà nuovamente giudicato oggi, 3 novembre, presso l’audiencia nacional di madrid.
Insieme a un altro compagno di Indautxu, Piol, saranno chiamati oggi a processo per rispondere all’accusa di un presunto reato di kale borroka, che si riferisce a 14 anni fa e per cui il pubblico ministero chiede 5 anni di carcere.

Una storia che si ripete quella della persecuzione da parte dell’autorità madrilena, di giovani indipendentisti baschi, per presunti reati di danneggiamento, anche a distanza di molti anni, con l’inutile scopo di punire, limitare e scoraggiare la dissidenza basca, che invece non teme la repressione e va avanti verso la liberazione di Euskal Herria e di tutti i prigionieri e le prigioniere politiche ancora costrette nelle carceri spagnole e francesi.

Complici e solidali con Aingeru e Piol!
Non sarete mai soli!

BORROKA DA BIDE BAKARRA!
LA LOTTA è L’UNICO CAMMINO!

 

Gora euskal gazteria!  Libertà per 40 giovani basch*, ora liberiamo tutte e tutti gli altri!

  • giugno 12, 2014 17:52

40 giovani processat* nella Audiencia Nacional…
LA SENTENZA ASSOLVE TUTTI/E!
#grebalariakASKE! condanna a 2 anni e 6 mesi per due giovani

Due notizie, due sentenze, giornata dal sapore agrodolce quella di ieri nel Paese basco. Sono arrivate infatti due importanti sentenze. La prima sul maxi-processo contro 40 giovani  militanti con piena assoluzione da parte dell’Audiencia Nacional. La seconda condanna due giovani di Bilbao a scontare una pena di 2 anni e 6 mesi.
libre1Dopo 5 anni si chiude con una totale assoluzione “l’odissea” di 40 giovani baschi/e. Il processo farsa si è finalmente concluso con la piena assoluzione di tutte e tutti. Un maxiprocesso farsa che si è svolto da ottobre a febbraio, preceduto da diversi anni di persecuzione poliziesca e giudiziaria ai danni delle compagne e dei compagni che hanno dovuto affrontare carcerazione preventiva, regime di incomunicazione, torture e maltrattamenti, seguito da mezzo anno di attesa della sentenza. Uno schifo repressivo fatto prima, durante e dopo il processo dalle autorità spagnole che certamente non viene cancellato dalla sentenza e dalla gioia per la libertà delle compagne e dei compagni.
Una storia che inizia nel novembre del 2009 con una maxi-retata contro 42 militanti indipendentist*, 34 dei quali arrestat* la notte del 24 novembre del 2009. La maggior parte degli arrestati denunciano torture nei giorni di incomunicación. Nei mesi succesivi vengono arrestati in diversi stati europei altri 8 giovani riusciti a fuggire il giorno dell’operazione. Tre di questi, Zuriñe, Artzai e Fermin, vengono arrestat* a Roma mentre denunciavano la criminalizzazione del movimento giovanile basco.
[Video]
Dopo alcuni mesi di carcere in Italia e senza alcuna prova giudiziaria lo stato italiano come nel caso di Lander Fernandez concede l’estradizione allo stato spagnolo.
Come Caso basco a Roma abbiamo seguito con particolare attenzione questo processo. Sia perché ha rappresentato un caso particolarmente evidente della strategia di criminalizzazione della dissidenza politica e sociale che vivono sulla loro pelle le compagne e i compagni di Euskal Herria. Sia perché abbiamo appunto potuto conoscere da vicino quest* compagn* nelle nostre città, condividendone le storie, il legame solidale e la rabbia dell’arresto e dell’estradizione.
Tutti gli imputati hanno scontato da uno a due anni di carcere preventivo. Hanno subito in questi mesi un processo lungo e faticoso, fatto di continui viaggi tra Paese basco e il Tribunale speciale di Madrid.
libre libreI giudici del “tribunale speciale”, dopo quasi 4 mesi di attesa dalla fine del dibattimento, hanno finalmente reso pubblica una sentenza importante. Infatti, viene riconosciuto che i compagni e le compagne accusate hanno solo svolto attività politica e non terrorismo. Inoltre, vengono rifiutate le dichiarazioni dei 40 accusati raccolte dalla polizia durante i fermi in regime di incomunicación, vale a dire il periodo, che dura diversi giorni, in cui i fermati per accuse di terrorismo non possono contattare avvocati, medici e famigliari, rimanendo così senza difese nelle mani della polizia. Questa volta i giudici dell’Audiencia Nacional, pur non entrando nel merito delle torture denunciate dalle nostre compagne e compagni, ci hanno sorpreso, dichiarando nulle le dichiarazioni raccolte durante l’incomunicación, solo per il dubbio che possano essere state estorte sotto tortura, e, inoltre, dichiarando esplicitamente che l’ incomunicación rappresenta una situazione in cui sono a rischio i diritti di chi è tratt* in arresto e che, pertanto, risulta essere una formula poco compatibile con una pratica giudiziaria attenta ad evitare i rischi di tortura e maltrattamenti.
[ qui il link allo stralcio della sentenza, pdf in castigliano ]
Ciò che da anni denunciano i collettivi e le realtà che svolgono lavoro di solidarietà e informazione sulla prigionia politica e la repressione nel Paese basco, vale a dire che durante l’ incomunicación si tortura, e che le dichiarazioni estorte sotto tortura vengono usate come prova in processi farsa, è stato riconosciuto in maniera abbastanza chiara anche dalla stessa Audiencia Nacional, il famigerato tribunale che per decenni è stato complice, se non parte integrante e attiva, del sistema di criminalizzazione e brutale repressione della dissidenza politica e sociale basca ad opera di Madrid e Parigi. ‘Meglio tardi che mai’ non si può dire, perchè ci sono stati anni e anni di sofferenze, torture e rabbia.
La gioia per l’assoluzione dei 40, e l’importanza della sentenza per la delegittimazione dell’incomunicación, non ci devono comunque far tenere bassa la guardia e l’attenzione solidale. Nelle stesse ore in cui si stava per rendere pubblica la sentenza sul maxiprocesso Segi, altri compagni venivano invece nuovamente colpiti dalla repressione.
Nella notte tra lunedì e martedì Tomás “Tomi” Madina è stato svegliato nella sua casa di Galdakano, vicino Bilbao, da una quindicina di sbirri incappucciati e armati fino ai denti, che lo hanno arrestato e posto in regime di incomunicación con la solita accusa di terrorismo e appartenenza ad Eta (a quasi tre anni dalla fine definitiva delle attività armata). Oggi Tomi ha denunciato davanti al giudice di essere stato torturato.

aske grebalariakLa giornata di ieri è stata inoltre macchiata dalla notizia della condanna a 2 anni e 6 mesi per Urtzi e Jon, due giovani ragazzi di Bilbao, arrestati nel giugno del 2012 per la presunta partecipazione ad alcuni incidenti durante lo sciopero generale del 29 marzo dello stesso anno. Dal momento dell’arresto è partito un grande montaggio giudiziario atto a condannare i 2 ragazzi, molto attivi a Deusto, il loro quartiere. Un montaggio che ha portato l’accusa a chiedere fino a 14 anni di carcere. Nel settembre del 2013 arriva la condanna a 1 anno e tre mesi, che rispetto alle richieste iniziali fa intravedere l’assoluta inconsistenza delle accuse mosse contro di loro, ma ieri, dopo il ricorso della procura, è arrivata la notizia che la condanna sale a 2 anni e 6 mesi, e costringerà i due giovani baschi a scontare la totalità della pena.
L’atteggiamento schizofrenico dell’apparato repressivo spagnolo, che, da un lato, dopo anni di persecuzione assolve 40 giovani militanti della sinistra indipendentista, dopo avergli fatto soffrire carcere, esilio e tortura, mentre, dall’altro continua a condannare militanti di organizzazioni politiche e sociali e ad arrestare in regime di incomunicazione e di legislazione antiterrorista come se nulla fosse accaduto nell’ottobre 2011, rendono ancora necessaria la mobilitazione e la solidarietà internazionalista. Oggi festeggiamo il ritorno alla libertà dei 40, ma la lotta del movimento basco, e la nostra azione solidale, non si fermeranno finché non saranno liberati tutti i prigionieri e le prigioniere politiche basche, e finché non si porrà fine all’assurda legislazione antiterrorista.
Perché non possiamo essere liber* se non lo sono anche tutte e tutti loro.

Con Tomi, Urtzi e Jon, finchè non saranno liberi!

euskal gazteria aurrera!! tutti liberi, tutte libere!

28.03.14 IHESLARIAK ETXERA! TORNANO A CASA ESILIAT* e RIFUGIAT*

  • marzo 29, 2014 18:56

DUINTASUNA ETA AUSARDIA – DIGNITA’ E CORAGGIO

RIENTRO A CASA DI ESILIAT* E RIFUGIAT* POLITICI BASCHI

iheslariakI presidi e i cortei silenziosi che si svolgono abitualmente ogni venerdi sera in Euskal Herria per richiedere la fine della dispersione e il ritorno alla libertà di prigionier*, esiliat* e rfugiat* politici baschi, hanno acquisito un valore particolare questo fine settimana.
Venerdi 28 marzo, infatti, diverse compagne e compagni in esilio, in alcuni casi da decenni, hanno deciso di ritornare in Euskal Herria, nelle loro città e nei loro quartieri, per affermare con forza il loro diritto ad essere parte attiva della vita sociale e politica di Euskal Herria, e per dare il loro contributo alla soluzione del conflitto.

Il 15 marzo oltre cento esiliate e esiliati storici hanno realizzato un atto pubblico ad Altsasu per richiedere ed attivare il sostegno popolare per permettere di tornare a casa alle compagne e ai compagni ancora in esilio

La settimana successiva il Collettivo delle Esiliate e degli Esiliati Politici Baschi (EIPK) ha reso pubblica l’intenzione di iniziare a fare rientrare circa un quarto delle esiliate ed esiliati politici nelle prossime settimane

Un gesto forte e determinato di fronte al quale l’immobilismo di Madrid e Parigi appare ancora più assurdo, colpevole e infame.

EUSKAL  PRESOAK ETA IHESLARIAK ETXERA!

http://vimeo.com/90402740

https://www.youtube.com/watch?v=l10pq1truPk

 

 

Per Bahar libero subito!

  • gennaio 16, 2014 12:21

CONTRO LA REPRESSIONE NESSUN@ E’ SOL@
il saluto di bentornato di bahar a lander.

 

bahar non ci sarà venerdi 17  all ONGI ETORRI perché costretto a misure cautelari in italia con richiesta di estradizione da parte della turchia per la sua militanza politica.
l’ ONGI ETORRI parlerà anche di di questa storia.

COMPLICI E SOLIDALI, TUTT@ LIBER@

bahar1