RASSEGNA STAMPA

OCCUPATA SEDE ITALIANA DELLA EFE (AGENZIA STAMPA SPAGNOLA)

  • novembre 7, 2013 12:10

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: COMITATO “UN CASO BASCO A ROMA” OCCUPA SEDE ITALIANA DELLA EFE (AGENZIA STAMPA SPAGNOLA). “11 NOVEMBRE: PROCESSO PER LANDER, CI SAREMO ANCHE DALL’ITALIA SOTTO L’AUDINECIA NACIONAL DI MADRID”.

20131107_120450Questa mattina un nutrito gruppo di militanti del Comitato “Un caso basco a Roma” ha occupato la sede dell’agenzia stampa spagnola EFE, in Piazza Navona 106. Un’azione che ha puntato l’indice contro la principale agenzia stampa al soldo del governo di Madrid, sempre pronta a criminalizzare la lotta per l’autonomia dei militanti baschi e soprattutto schiacciata in maniera acritica sulla ragion di Stato del governo spagnolo, nonostante le torture e le leggi speciali che – come ha recentemente ricordato la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo – sono in aperta contraddizione con la “condotta democratica” che si dice di applicare in Euskal Herrira.
L’azione di stamattina rappresenta un modo per rompere il silenzio e l’ipocrisia intorno al noto caso di Lander Fernandez Arrinda, che il prossimo 11 novembre si troverà davanti i giudici dell’Audiencia Nacional di Madrid (insieme al coimputato Aingeru, al quale fu estorta sotto tortura la dichiarazione con cui fu poi costruita l’accusa a Lander), chiamati ad emettere la sentenza finale su una montatura politica che rischia ancora di privare Lander della sua libertà.
20131107_120522Già da tempo, infatti, Lander si trova in arresto con l’accusa, infondata, di essere un etarra e soprattutto di aver danneggiato un autobus a seguito di un corteo di oltre 10 anni fa. Prima arrestato in Italia, nel giugno 2012, è poi costretto ai domiciliari per 10 mesi; poi, lo scorso 27 aprile, estradato e detenuto nel carcere di Estremera, appena fuori Madrid.
Il contributo dei suoi compagni e delle sue compagne, oltre al sostegno di chi da più di un anno si è prodigato per fare chiarezza sul suo caso, hanno dato vita all’azione odierna: che si torni a parlare del Paese Basco e di Lander, che si distenda nuovamente la fitta rete di solidarietà che ha dato vita alla campagna per la sua liberazione.

Oggi più che mai, parlare dei Paesi Baschi vuol dire parlare di noi.

Per info:
http://uncasobascoaroma.noblogs.org/
https://www.facebook.com/uncasobasco.aroma
Twitter: @landerlibero
email uncasobasco@autistici.org

 

RASSEGNA STAMPA

La notizia è uscita in rete su diversi siti,
-italiani:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/9582-roma-occupata-sede-agenzia-stampa-spagnola

http://www.dinamopress.it/news/lander-libero-occupata-sede-dellagenzia-di-stampa-spagnola-efe

http://www.contropiano.org/archivio-news/documenti/item/20163-lander-libero-occupata-a-roma-l-agenzia-di-stampa-spagnola

http://www.romatoday.it/cronaca/caso-lander-blitz-attivisti-sede-agenzia-stampa-efe-piazza-navona.html

http://webpedia.altervista.org/post/701892/

-baschi:

http://www.askapena.org/it/content/ocupan-la-sede-de-la-agencia-efe-en-roma-en-solidaridad-con-lander-fern%C3%A1ndez

http://www.naiz.info/eu/actualidad/noticia/20131107/solidarios-italianos-ocupan-la-sede-de-efe-en-roma-en-apoyo-a-lander-fernandez

http://www.berria.info/albisteak/85552/fernandez_arrindaren_aldeko_elkartasun_taldea_efe_ren_erromako_egoitzan_sartu_da.htm

-spagnoli:

http://www.elcorreo.com/vizcaya/20131107/mas-actualidad/mundo/radicales-italianos-apoyan-eta-201311071440.html

http://www.elconfidencial.com/ultima-hora-en-vivo/2013-11-07/un-grupo-proetarra-irrumpe-en-la-sede-de-la-agencia-efe-en-roma_90317/

http://www.republica.com/2013/11/07/radicales-italianos-irrumpen-en-la-sede-de-efe-en-roma-en-apoyo-a-un-preso-etarra_723897/

http://www.elmundo.es/espana/2013/11/07/527b8d7163fd3dbd2b8b4583.html

http://www.abc.es/espana/20131107/abci-radicales-italianos-201311071425.html

http://www.diariosigloxxi.com/texto-s/mostrar/95815/eta-identificado-uno-de-los-asaltantes-de-la-sede-de-efe-en-roma

http://ecoteuve.eleconomista.es/ecoteuve/prensa/noticias/5291758/11/13/Un-grupo-proetarra-irrumpe-en-la-sede-de-la-agencia-Efe-en-Roma.html

http://www.intereconomia.com/noticias-gaceta/politica/radicales-proetarras-italianos-irrumpen-sede-efe-roma-20131107

 

Il lancio dell’ Agenzia Nazionale Stampa Associata (ANSA)

SPAGNA: MILITANTE BASCO ESTRADATO, BLITZ IN SEDE EFE A ROMA

(ANSA) – ROMA, 7 NOV – Un gruppo di militanti del sedicente Comitato ‘Un caso basco a Romà ha compiuto un blitz stamani nella sede dell’agenzia di stampa spagnola Efe in piazza Navona per protesta contro il processo in Spagna a un presunto membro dell’Eta estradato dall’Italia. Pretendevano la pubblicazione di una notizia sul caso, rifiutata dai giornalisti, secondo quanto riferito. Ci sono stati momenti di tensione prima che i militanti si allontanassero. I giornalisti denunciano di essere stati aggrediti. (ANSA).

(ANSA) – ROMA, 7 NOV – Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia, chiamata dalla Efe e arrivata quando i militanti si erano già allontanati. Gli agenti stanno raccogliendo le testimonianze del personale dell’agenzia. «L’azione di stamattina rappresenta un modo per rompere il silenzio e l’ipocrisia intorno al noto caso di Lander Fernandez Arrinda – si legge in un comunicato del sedicente Comitato ‘Un caso basco a Romà -, che il prossimo 11 novembre si troverà davanti i giudici dell’Audiencia Nacional di Madrid (insieme al coimputato Aingeru, al quale fu estorta sotto tortura la dichiarazione con cui fu poi costruita l’accusa a Lander), chiamati ad emettere la sentenza finale su una montatura politica che rischia ancora di privare Lander della sua libertà». «Già da tempo, infatti, Lander si trova in arresto con l’accusa, infondata, di essere un etarra e soprattutto di aver danneggiato un autobus a seguito di un corteo di oltre 10 anni fa – prosegue la nota -. Prima arrestato in Italia, nel giugno 2012, è poi costretto ai domiciliari per 10 mesi; poi, lo scorso 27 aprile, estradato e detenuto nel carcere di Estremera, appena fuori Madrid». (ANSA).

 

 

★ 18 APRILE, I GIUDICI ITALIANI SI PIEGANO ALLE LEGGI SPECIALE SPAGNOLE

  • aprile 18, 2013 15:49

Lander Fernandez, i giudici italiani si piegano alle leggi speciali spagnole

Un nuovo tassello si aggiunge alla vicenda di Lander Fernandez. La Cassazione ha dato parere favorevole alla richiesta di estradizione avanzata dalla Spagna per il giovane basco.

Ora la palla passa al ministro della Giustizia Severino, che potrà concedere o negare il provvedimento. Intanto si moltiplicano le iniziative di solidarietà nei confronti del cittadino di Bilbao in tutta Italia. L’ultima ieri sera nella capitale, dove il comitato «Un caso basco a Roma» ha partecipato alla manifestazione del Colosseo nella giornata internazionale per i diritti dei prigionieri politici.
Le motivazioni della Cassazione non sono ancora note, ma c’è già chi punta il dito contro l’operato dei giudici italiani. «Che la giustizia italiana non brilli per il rispetto degli obblighi internazionali in materia di diritti umani – dice Marco Perduca dei Radicali – è un fatto confermato pressoché quotidianamente dalla Corte europea di Strasburgo. Stavolta ci si è piegati alla ragion di Stato altrui consentendo un’estradizione per un reato di danneggiamento, commesso 10 anni fa e quindi ampiamente prescritto, solo perché “in connessione” con manifestazioni politiche basche».
Il senatore del Pd Luigi Manconi entra nel merito della decisione. «Si tratta di un reato di lieve entità – sostiene – che in Spagna rischia di essere sanzionato con una pena sproporzionata all’interno di un ordinamento speciale minacciosamente antigarantista, che fa rientrare nella categoria di terrorismo azioni di lotta che terrorismo non sono». Lander è infatti accusato di aver danneggiato un autobus vuoto nel 2002 durante una mobilitazione a Bilbao. Sulla base di una legislazione speciale, operante solo in Spagna, il fatto è stato ricondotto alla fattispecie più grave di terrorismo. Destando il sospetto di organizzazioni internazionali come Human Rights Watch e Amnesty International per presunte violazioni dei diritti umani.
Bisogna sottolineare che un parere favorevole della Suprema Corte italiana è una condizione necessaria ma non sufficiente per concedere l’estradizione. L’ultima parola spetta infatti al ministro della Giustizia, che potrà optare per una soluzione diversa da quella adottata dai giudici. La questione insomma si risolverà con una scelta politica. Per questo, negli ultimi giorni, in alcune città italiane (Napoli, Torino e Roma) si sono svolte iniziative in solidarietà con Lander Fernandez. L’obiettivo è di tenere alta l’attenzione pubblica e di far pressione sul ministro Severino affinché non conceda l’estradizione.
La preoccupazione della rete di solidarietà con Fernandez è che il guardasigilli sia più attento alle esigenze diplomatiche che al rispetto dei diritti e della dignità della persona. Questo allarme è condiviso anche da Mauro Palma, già presidente del Comitato Europeo Contro la Tortura: «Fermiamoci un attimo – avverte Palma – e cerchiamo di mettere insieme i pezzi del puzzle. Sul tavolo abbiamo gli anni passati dall’episodio, l’entità del fatto addebitato a Lander e la possibilità di interrompere un percorso di vita. A questo punto chiediamoci se sia più rilevante appurare un reato di tale entità compiuto nel 2002 o preservare il percorso di reinserimento di una persona che rischierebbe inoltre di finire i n mano ad un sistema giudiziario poco trasparente».

* Il manifesto 18 aprile 2013

http://www.contropiano.org/news-politica/item/15961-lander-fernandez-i-giudici-italiani-si-piegano-alle-leggi-speciali-spagnole

★ 17 APRILE, MARCO PERDUCA – Ministro Severino approfondisca sul caso Lander

  • aprile 17, 2013 13:33

La Ministro Severino approfondisca sul caso Lander, perche’ le leggi speciali spagnole son contrarie alla CEDU

Nei mesi scorsi avevo seguito da vicino la questione relativa alla richiesta di estradizione di Lander Fernandez, un cittadino spagnolo di origina basca che vice in intalia da diversi anni e accusato nel proprio paese di ‘strage’ in virtu’ dell’interpretazione delle severissime leggi speciali ‘anti-terrorismo’ vigenti in Spagna contro il separatismo armato basco.

Oggi la Sesta Sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei difensori di Fernandez dando quindi seguito alla richiesta d’estradizione avanzata dalla Spagna, simile decisione era stata adottata dalla Corte di appello di Roma. Che la giustizia italiana non brilli pel rispetto degli obblighi internazionali in materia di rispetto dei diritti umani e un fatto confermato preossoche’ quotidianamente dalla Corte europea di Strasburgo, ma questa volta mi pare che ci si sia piegati alla ragion di stato altrui consentendo un’estradizione per un reato di danneggiamento, o eventualmente vandalismo, commesso 10 anni fa, quindi ampiamente prescritto, che solo perche’ ‘in connessione’ con manifestazioni di baschi viene considerato ‘terrorismo’.
Proprio per il delicato momento istituzionale che vive il governo italiano occorre che la Ministra della Giustizia si assuma la responsabilita’ di rispettare appieno la Convenzione europea dei diritti umani e bloccare l’estradizione di Lander che altrimenti verrebbe giudicato dalla Audiencia Nacional di Madrid, l’unico tribunale speciale d’Europa dove il giusto processo e il diritto alla difesa non sono necessariamente la norma…

 

http://perdukistan.blogspot.it/2013/04/la-ministro-severino-approfondisca-sul.html

★ 11 MARZO, ‘Non estradate Lander in Spagna’ (Luigi Manconi e Valentina Calderone)

  • marzo 10, 2013 01:34

‘Non estradate Lander in Spagna’

di Luigi Manconi e Valentina Calderone

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/non-estradate-lander-in-spagna/2202221

Un attivista politico basco. Rifugiato nel nostro Paese da anni. Ora rischia di essere rispedito in patria dove è accusato di essere vicino all’Eta. Ma lui si proclama innocente e si appella all’Italia

Da quasi 9 mesi a Roma si trova in custodia cautelare agli arresti domiciliari un attivista dei movimenti politici baschi, Lander Fernandez Arrinda.

Fernandez viene arrestato il 13 giugno 2012 a seguito di un mandato di cattura emanato dalla Spagna, e la custodia cautelare è conseguenza della richiesta di estradizione che pende sul suo capo. L’Audiencia National di Madrid (un tribunale speciale, istituito per occuparsi di alcuni reati come terrorismo, narcotraffico e corruzione) vuole processare Fernandez per “strage e terrorismo”.Questo il fatto: nel febbraio 2002 Fernandez, in concorso con Aingeru Cardano, avrebbe incendiato un autobus vuoto parcheggiato nei pressi di una fermata soppressa. Secondo l’autorità spagnola i due fanno parte “dell’organizzazione radicale che agiva a supporto di quella denominata Kalle Borroka”, accusata di essere collegata a ETA.L’elemento utilizzato contro Fernandez è una dichiarazione di Cardano, il quale però si è rifiutato di firmare il verbale dell’interrogatorio e anzi ha denunciato di aver subito torture. Cardano avrebbe accusato Fernandez durante il cosiddetto periodo di “incomunication”, in cui le autorità spagnole hanno il diritto di trattenere un arrestato fino a 13 giorni senza che questi possa contattare un avvocato, i familiari o addirittura un medico.Nel corso degli ultimi 30 anni centinaia di attivisti baschi hanno denunciato di aver subito torture durante il periodo di incomunication e numerose organizzazioni internazionali, da Amnesty International alle Nazioni Unite, ne chiedono l’abolizione.Nel 2009 a Bilbao, Fernandez viene pedinato, minacciato e picchiato da alcuni uomini che gli intimano di confessare il reato per il quale oggi è accusato. Al suo rifiuto di “collaborare” viene arrestato e rilasciato dopo 15 giorni dietro il pagamento di 40mila euro di cauzione. Da quel momento Fernandez decide di rifugiarsi in Italia dove, nel 2012, arriva la richiesta di estradizione.L’8 gennaio 2013, la Corte d’Appello di Roma si pronuncia a favore dell’ammissibilità dell’estradizione, riconoscendo anche la validità dell’aggravante rappresentata dal supposto collegamento con un’organizzazione terroristica.I suoi difensori hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando una serie di evidenze non considerate dalla Corte d’Appello. Innanzitutto, ogni richiesta di estradizione deve essere valutata in base a vari elementi. Uno di questi prevede che lo stato richiedente produca la documentazione necessaria a comprendere i fatti avvenuti e la loro qualificazione giuridica.

Ebbene, ciò che convince di meno è proprio l’aggravante di terrorismo contestata a Fernandez. Alla richiesta della Corte d’Appello di elementi aggiuntivi su questo punto, lo stato spagnolo ha risposto con delle pagine contenenti la storia di ETA negli ultimi trent’anni. Anche rispetto a Kalle Borroka non ci sono prove a supporto del collegamento con gruppi armati anzi, lo speciale relatore dell’Onu Scheinin in un recente rapporto, esprime preoccupazione per l’assimilazione dei due fenomeni, affermando che “molti giovani che partecipano a Kalle Borroka non appoggiano in alcun modo ETA”. Niente, quindi, è stato prodotto come prova dell’appartenenza di Fernandez a organizzazioni terroristiche.

La questione della qualificazione del reato e dell’aggravante è dirimente anche per il calcolo della prescrizione: se questa fosse già intervenuta, come gli avvocati di Fernandez sostengono, l’estradizione non sarebbe più possibile. A prescindere da quanto margine avrà la Cassazione per entrare nel merito dei fatti attribuiti a Fernandez, un aspetto della vicenda merita la massima attenzione.

Si può davvero consegnare una persona, contro cui sono state fornite prove così deboli, a un stato che prevede norme speciali in caso di sospetto terrorismo? Nonostante quello che sappiamo succedere in molte caserme o carceri italiani, una previsione come l’incomunication per 13 giorni non sarebbe possibile, anche se ancora siamo ben lontani dal garantire pienamente i diritti di chi è privato della libertà personale (l’assenza del reato di tortura nel nostro ordinamento è il più chiaro e grave segnale di questo).

Per avere maggiori informazioni e firmare la petizione a sostegno di Lander Fernandez,uncasobascoaroma.noblogs.org.

★ 20 GENNAIO, Giovane basco estradato dall’Italia, ma in Spagna ora rischia la tortura

  • gennaio 20, 2013 11:41

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/20/litalia-estrada-giovane-basco-ma-in-spagna-ora-rischia-tortura/474775/

Giovane basco estradato dall’Italia, ma in Spagna ora rischia la tortura

Mobilitazione di associazioni e giuristi per il caso di Lander Fernandez Arrida, accusato di aver bruciato un autobus vuoto e in sosta nel 2002. La corte d’appello di Roma dice sì alla richiesta di Madrid, ma il suo caso sarà trattato dall’Audiencia nacional, il tribunale speciale riservato ai terroristi dell’Eta, spesso nel mirino delle organizzazioni dei diritti umani

La quarta sezione penale della Corte d’Appello di Roma ha espresso parere favorevole per  l’estradizione verso la Spagna di Lander Fernandez Arrida, 32enne basco accusato di aver dato fuoco a un autobus nel 2002 a Bilbao, nel quadro di un insieme di azioni dimostrative di strada. Se la Cassazione confermerà e se la decisione politica sarà quella di estradarlo, Lander sarà consegnato al tribunale dell’“Audiencia National”: secondo molti osservatori internazionali. negli interrogatori di coloro che sono accusati di collegamenti o complicità con l’Eta il rischio dimaltrattamenti o tortura è reale. Una storia che fa luce su un “buco nero” del diritto spagnolo: ladetenzione “incommunicada”. E di cui l’Italia  rischia di rendersi complice.
Le motivazioni della Corte non sono ancora note, ma molte circostanze lo erano da tempo. Per inquadrare il “caso Lander” nella sua gravità e complessità è necessario un passo indietro. Il fatto, anzitutto. Nel 2002 Lander ha poco più di vent’anni, simpatizza con un movimento che si chiama “Kale Barroka” (“violenza di strada”). Il 20 febbraio di quell’anno, nel corso di una serie di azioni dimostrative, lancia una bottiglia incendiaria contro un autobus vuoto e in sosta, incendiandolo. “Kale Barroka” per alcuni non è nemmeno un movimento, ma un semplice slogan. Ma il fatto avviene in un periodo in cui l’Eta si fa sentire e questo basta all’Audiencia National – il tribunale specialeche ha sede a Madrid – a stabilire che ci sia “contiguità” con l’organizzazione terroristica basca.Inizia così un lavorìo di pressione e di forzatura del caso – a tratti parossistico – dove la qualificazione del reato può giocare un ruolo decisivo. Perché per estradare Lander da un paese, l’Italia, dove il reato di danneggiamento è già prescritto è necessario dimostrare l’aggravante “terroristica”. Un compito assai tortuoso, che spiazza in prima battuta gli stessi magistrati italiani, specie quando leggono sul verbale delle autorità di polizia basche che “l’azione non ha prodotto alcun tipo di rischio per la vita o l’integrità fisica di nessuna persona”.  Dimostrare i rapporti con l’Eta è ancora più arduo, il gesto non l’ha mai rivendicato nessuno. E se i colleghi spagnoli non forniscono ulteriori elementi probatori, la magistratura italiana prende tempo.
La controversia giuridica, o meglio, l’accanirsi a dimostrare un “danneggiamento terroristico”, mette a nudo un problema, affatto secondario, che vede la Spagna al confine tra la lo Stato di diritto e la pre-modernità. L’Audiencia National è un caso unico in Europa, soprattutto per la sua possibilità di autorizzare la detenzione “incommunicada”, cioè senza possibilità di accesso ad avvocato o allo stesso magistrato, in termini di rischio di violazioni dei diritti umani. Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) ha fortemente criticato questa possibilità più volte per l’implicito rischio di violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo che vieta  “trattamenti inumani e degradanti”; ha pubblicato alcuni report in cui si denunciano le pratiche di “incappucciamento” dei detenuti e altri trattamenti “assolutamente inaccettabili”.La procedura della “incommunicion” prevede un lasso di tempo di 5 giorni (estendibile in vari modi fino a 13) in cui lo Stato priva i cittadini detenuti della possibilità di far sapere ai familiari dove si trovano, di contattare un avvocato o un medico di fiducia. Nemmeno con il giudice possono stabilire un contatto, finché non avranno fatto la loro “declaracion”. In condizioni che evocano, stando alle testimonianze, storie che si tende a credere archiviate. Non è casuale che la stessa accusa contro Lander Fernandez prenda le mosse da un caso di tortura (riportato in suo Rapporto dall’allora Rapporteur delle Nazioni Unite sulla tortura, Theo Van Boven, nel 2005): quello dell’amico e coimputato di Lander, Aingero Cardano, che ritratterà la sua declaracion non appena arriverà di fronte al giudice.
Nel 2012, invece, la Spagna viene condannata dalla Corte di Strasburgo per la terza volta: Martxelo Otamendi – ex direttore dell’unico giornale in lingua basca, arrestato assieme ad altri nove colleghi – aveva denunciato i soprusi della Guardia civile durante la sua detenzione incommunicada e gli ispettori hanno rilevato che, al di là delle apparenze, non si è svolta nessuna indagine convincente. Ad ampliare la mole di documentazione di violazioni commesse in regime di “incommunicacion”, oltre a quella prodotta dagli organismi internazionali di controllo, si è aggiunta la documentazione prodotta da Amnesty InternationalHuman Rights Watch, dagli Avvocati democratici europeie così via: tutti insistono sull’insostenibilità, in un’Europa che si vuole moderna, di un interregno così denso di ombre.
Ma le denunce sono credibili? Gli esperti dicono che all’Audiencia National hanno lavorato – e lavorano – magistrati eccellenti. Ma quando sono accusati di tortura gli spagnoli ribattono sempre la stessa cosa: le denunce di tortura sono “preconfezionate” dall’Eta per screditare lo Stato. Può darsi, ma finché non ci sarà la trasparenza necessaria la Spagna non sembra nella posizione per validare questa affermazione.
In Italia il caso era noto. Un gruppo di giuristi e intellettuali tra i più in vista in Italia aveva scritto una lettera aperta al Ministro della Giustizia Paola Severino perché si opponesse all’estradizione. Giuristi del calibro di Luigi Ferrajoli, nomi storici dell’impegno a difesa dei diritti come Manconi,PalmaGonnella e poi intellettuali come GallinoRossandaPardi, gli avvocati di Antigone e diGiuristi Democratici. E molti altri. I radicali, scesi in piazza con Sel e la Fds hanno anche prodotto un dossier, oltre le interrogazioni promosse in Parlamento.

 

★ 15 GENNAIO, “Estradate Lander”: si scrive Corte d’Appello, si legge Audiencia Nacional

  • gennaio 15, 2013 14:58

“Estradate Lander”: si scrive Corte d’Appello, si legge Audiencia Nacional

http://www.contropiano.org/it/news-politica/item/13890

I giudici di Roma obbediscono a Madrid, e decidono la consegna alla Spagna di Lander Fernandez Arrinda, da sette mesi ai domiciliari a Roma, accusato di un reato minore. Ma la lotta per ottenere giustizia continua.

“La giustizia italiana ha concesso l’estradizione in Spagna del presunto etarra Lander Fernandez Arrinda, arrestato a Roma lo scorso 13 giugno appena un giorno dopo l’emissione nei suoi confronti di un ordine di cattura europeo per ‘appartenenza a banda armata, strage e danneggiamenti’”.

Questo l’incipit dell’articolo che il principale quotidiano spagnolo, il ‘democratico’ El Pais, esempio e colonna di tanta stampa internazionale presuntamente progressista – basti vedere quanto conta nei pezzi tradotti da L’internazionale – dedica alla decisione annunciata oggi agli avvocati difensori del giovane basco da sette mesi agli arresti domiciliari. A leggere quelle poche parole un lettore qualsiasi, con scarse informazioni sul caso, potrebbe pensare che si tratti di un dirigente dell’organizzazione armata in lotta contro Madrid, per altro inattiva da più di un anno, vista la decisione da parte dell’ETA di cessare per sempre la sua attività. Ma in realtà Lander Fernandez è accusato di aver partecipato ad una manifestazione, nel lontano 2002, durante la quale un autobus fermo sul ciglio di una strada, vuoto, venne dato alle fiamme. Strage? Terrorismo? Banda armata?

Ma per la magistratura spagnola ereditata dal franchismo, grazie all’instancabile opera di Baltazar Garzon – anche lui, come El Pais, democraticissimo, per carità – “tutto è ETA”. Tutto ciò che puzza di conflitto basco è da ricondurre all’ETA, e la stampa di quel paese segue a ruota, senza porsi domande.

Ma neanche i giudici della Corte d’Appello di Roma si sono fatti domande, ed hanno parlato la stessa lingua dei tribunali speciali di Madrid, nonostante si siano presi una settimana per esaminare il caso portato in aula al palazzo di giustizia esattamente martedì scorso. Concedendo alla Spagna l’estradizione di Lander nonostante in Italia il reato sia ampiamente prescritto; e a Madrid anche, se non fosse per quelle “finalità di terrorismo” che possono colpire chiunque, raddoppiando pene e castighi. Nonostante la magistratura spagnola e l’arcifamoso avvocato Fausto Coppi non siano stati in grado di fornire nessun elemento che attesti la presenza dell’imputato, undici anni fa, sul ‘luogo del delitto’. Nonostante ai giudici i legali difensori abbiano spiegato con dovizia di particolari che l’accusa nei confronti di Lander è il risultato di una ‘confessione’ estorta ad un suo conoscente sotto tortura dalla Polizia, e poi ritrattata; un episodio tanto famoso da fare il giro del mondo fino ad arrivare alle orecchie del relatore speciale contro la tortura dell’ONU, Theo Van Boven, che lo inserì nell’informativa del 30 marzo 2005 alla Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite. Nonostante un appello firmato da decine tra deputati, senatori e giuristi che chiede ai tribunali e ai responsabili politici di impedire un atto di ingiustizia e di arbitrio, cioè la consegna del giovane basco alle carceri di un paese più volte sanzionato da Ong e organismi internazionali.

Nonostante l’evidenza, i giudici hanno comunicato oggi che non solo danno il loro consenso per l’estradizione di Lander alla Spagna, ma che gli negano anche di poter lavorare in attesa della consegna. Che avverrà probabilmente tra alcuni mesi, visto che gli avvocati difensori sono in procinto di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. Cinque pagine di calcoli matematici per dimostrare che si, il reato contestato a Lander sarebbe prescritto,  ma che le “finalità di terrorismo” cambiano tutto. Nessun riferimento alla memoria difensiva che citava dati, circostanze, prese di posizione, documenti dell’Onu, di Amnesty International, di Human Rights Watch. Solo un burocratico ‘si’ alle pretese della giustizia spagnola. E che giustizia…

“L’estradizione di Fernández Arrinda è fonte di doppia soddisfazione per i servizi di sicurezza spagnoli presenti a Roma, in quanto interrompe una serie negativa – le due estradizioni chieste in passato non furono concesse – e conferma la volontà, tanto di questo come del precedente governo – di far sì che in Europa non esistano santuari dell’ETA”. Parola di “El Pais”.

★ LA SPAGNA SCEGLIE L’AVVOCATO COPPI E PRETENDE EL Sì ALL’ESTRADIZIONE

  • gennaio 9, 2013 10:18

Nessuna sentenza definitiva al momento ma l’attenzione di Madrid sulla richiesta di estradizione che pende sul capo di Lander Fernandez Arrinda sembra non essere svanita, anzi. La vera sorpresa che ieri si è palesata nell’aula del Tribunale di piazzale Clodio è stata infatti la presenza di Franco Coppi, penalista di caratura nazionale nonché precedente difensore di Giulio Andreotti, Sabrina Messeri e Antonio Fazio (nello scandalo Antonveneta). Il noto avvocato ha preso parte al dibattimento come rappresentante diretto della linea accusatoria promossa da Madrid, non limitandosi a poche battute ma pronunciando la requisitoria davanti alla terna di giudici. Una sorpresa che però, visti i precedenti che hanno segnato il lungo calvario del Fernandez, non ha spiazzato più tanto i difensori del basco. «La presenza di Coppi è un investimento politico importante – ha dichiarato Marco Lucentini, uno dei difensori di Lander – un investimento che sottolinea quanto sia importante per Madrid la richiesta di consegna; e proprio questo è il punto, cioè capire le motivazioni che spingono la Spagna a non “mollare l’osso” dal momento che, sotto il profilo tecnico, la vicenda non è poi così complessa. Il nodo, dunque, è politico. Perché la Spagna insiste per ottenere l’estradizione di un ragazzo la cui presunta appartenenza ad ambienti terroristici non è stata dimostrata ed è anzi totalmente infondata?».
L’accanimento nei confronti di Lander sembra infatti essere funzionale ad un clima di repressione dell’opposizione sociale che, in Spagna come nei Paesi Baschi, sta protestando contro le conseguenze della crisi che ha terremotato tutta l’Europa. La presunta appartenenza a movimenti eversivi, frutto di fantasiose congetture della magistratura spagnola come più volte ripetuto dai legali di Lander, è la chiave di volta per derubricare qualunque manifestazione di dissenso a problema di ordine pubblico, facilitando così l’applicazione di un ferreo sistema di controllo che la Spagna, speculando sul del terrorismo basco, sta sperimentando al fine di tenere a bada le piazze più calde e criminalizzare la spinta sociale che le abita. Proprio questa è la linea difensiva (e di denuncia) del comitato Un Caso Basco a Roma, che da quando è stato arrestato Lander ha messo in moto una potente macchina solidale per chiederne la liberazione.
Ieri, mentre si svolgeva l’udienza, un centinaio di attivisti del comitato hanno dato vita ad un presidio colorato dalle ikurriña e dai fumogeni bianco-rosso-verdi, dopo che nella mattinata di lunedì avevano già messo a segno un blitz dalla ministra Severino, rinfacciandole la subordinazione che il governo italiano ha mostrato con il silenzio mantenuto nel corso dei mesi. Proprio del ministro, infatti, sarà l’ultima parola dopo che il Tribunale avrà espresso il suo parere. Nel caso venisse confermata l’estradizione, i legali di Lander potranno far ricorso alla Cassazione, sospendendo così la procedura. Sapremo nei prossimi giorni quali saranno le nuove carte in tavola; intanto il comitato ha annunciato che manterrà viva l’attenzione sul «caso Lander» e sulle scelte della ministra Severino.

http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20130109/manip2pg/03/manip2pz/334185/

★ PATRIZIO GONNELLA – L’ASSURDO “CASO LANDER”, REO DI ESSERE BASCO

  • gennaio 7, 2013 19:59

Pochi sanno forse che da un po’ di mesi un signore basco di nome Lander Fernandez Arrinda è detenuto agli arresti domiciliari a Roma in attesa che i giudici italiani decidano intorno alla richiesta di estradizione proveniente dalla Spagna. La magistratura iberica lo vuole processare per un fatto accaduto circa undici anni fa.Tempi biblici, quasi italiani. I lettori a questo punto potrebbero immaginarsi che Lander Fernandez Arrinda abbia ammazzato qualcuno, oppure abbia commesso una strage oppure abbia commesso chissà quale attentato terrorista. In realtà è accusato di avere incendiato un autobus vuoto e fermo. Nelle vicinanze non c’era anima viva. Un reato, quello di danneggiamento, che richiederebbe al massimo una azione civile di risarcimento.

Eppure lui è ricercato su scala internazionale. La sua vera colpa? Essere cittadino basco, probabilmente. In sostanza, anche se formalmente non ha alcuna accusa di partecipazione a banda armata o ad associazione sovversiva, è lì che si vuole andare a parare. Al diritto penale che deve giudicare i fatti in tal caso la Spagna sostituisce il diritto penale dei sospetti e delle insinuazioni, un diritto che si preoccupa delle persone e non degli eventi prodotti. È questo il diritto penale del nemico che oramai si è pericolosamente introdotto nella nostra Europa arrivando da quegli Stati Uniti che con il modello Guantanamo hanno rinunciato all’habeas corpus e alla detenzione legale.

I giudici italiani hanno in mano la possibilità di sollevare anche un’altra questione verso i loro colleghi spagnoli, ovvero il trattamento carcerario dei prigionieri per motivi politici. Un trattamento più volte ritenuto disumano e degradante dagli organismi internazionali che si occupano di prevenzione della tortura.

Per fatti formalmente così lievi, vicini alla prescrizione vista la lontananza nel tempo delle accuse, non dovrebbe neanche scattare la complicata e costosa macchina della estradizione. Le intenzioni delle autorità spagnole sono evidentemente altre piuttosto che limitarsi a procedere per danneggiamento di un autobus vuoto. Lander Fernandez Arrinda è un attivista basco.

Infine, le modalità di decisione presso l’Audiencia Nacional lasciano perplessi dal punto di vista delle regole dello stato di diritto. Per questo sarebbe opportuno che la magistratura italiana fermi tutto ed eviti di assecondare uno scivolamento ulteriore verso il diritto penale del nemico, verso una criminalizzazione iperbolica delle intenzioni individuali.

Patrizio Gonnella

(7 gennaio 2013)

★ MAURO PALMA, PERCHE’ LANDER FERNANDEZ NON VA ESTRADATO

  • gennaio 5, 2013 19:53

Un folto e qualificato gruppo di giuristi, parlamentari, intellettuali ha promosso un appello affinché Lander Fernandez Arrinda, attualmente agli arresti domiciliari a Roma, non sia estradato in Spagna, come richiesto dalla Audiencia Naciónal.

* Il Manifesto 5 gennaio 2013

Si tratta di un paese con sedimentate relazioni culturali, sociali, politiche, consuetudinarie con il nostro e, quindi, vale la pena soffermarsi sulle motivazioni di tale richiesta di rifiuto .Chiarendo subito che credo che essa debba essere accolta e Lander Fernandez Arrinda non debba essere estradato.

Partiamo dall’urgenza dell’appello: la quarta sezione della Corte d’Appello di Roma si riunirà per decidere il caso il prossimo martedì 8 gennaio, dopo aver più volte chiesto chiarimenti alle autorità spagnole, a testimonianza di qualcosa di poco convincente nella richiesta. Poi, qualora l’estradizione venisse ritenuta giuridicamente fondata e venisse accolta, resterebbe soltanto una decisione d’ordine politico circa il darne o meno esecuzione;ma di questi tempi d’interregno istituzionale si rischia che sia eseguita quasi automaticamente, senza il necessario fermarsi a riflettere sulle conseguenze, potenzialmente gravi.

I fatti di cui egli è accusato risalgono a più di dieci anni fa e consistono nell’aver dato fuoco il 20 febbraio 2002 a un autobus vuoto in Bilbao, nel quadro di un insieme di azioni dimostrative.

In una comunicazione ufficiale, peraltro richiesta dalla Corte italiana, le autorità spagnole hanno chiarito che risulta che il fatto non avesse la possibilità di cagionare danni a persone e che non è mai stato rivendicato da alcuna organizzazione terrorista. Quindi, il tutto dovrebbe concludersi con una prescrizione.

Tuttavia la qualificazione del reato gioca nella decisione. Lander Fernandez è basco, è accusato di contiguità con l’Eta, data la sua appartenenza alla presunta organizzazione terrorista Kale Borroka – denominazione che letteralmente significa «Violenza di strada» – e l’episodio viene ricollegato a giornate di lotta indette dall’Eta, nei giorni antecedenti il 22 febbraio di quell’anno.

Da qui il qualificarlo non più come danneggiamento semplice, bensì come danneggiamento terroristico e la conseguente richiesta di estradizione: una tortuosa argomentazione. L’Italia ha posto l’accusato agli arresti domiciliari sin dallo scorso giugno e ora ci si avvia verso la decisione. Vale la pena allora ricordare alcuni elementi, al di là della forzatura procedurale che s’intravede in questo caso. Il primo è che la Spagna non è mai riuscita a dare prova sufficiente per confutare le accuse di maltrattamenti e tortura delle persone fermate in quanto accusate di appartenenza o contiguità con l’Eta. Accuse, queste, mosse da molte organizzazioni non governative internazionali e dallo stesso Rapporteur delle Nazioni Unite contro la tortura. Non solo, ma la particolare procedura che l’Audiencia Nacionàl – una procura e un tribunale ad hoc per questi casi – può attuare in questi casi prevede la possibilità di detenzione segreta (la cosiddetta detenzione incomunicada) per cui l’accusato è tenuto in particolari celle, senza possibilità di accesso all’avvocato e senza inopportuni sguardi esterni di chicchessia; anche il giudice lo vedrà soltanto quando egli o ella darà la sua declaración. Questa opacità non consente alle stesse autorità di controbattere alle accuse di tortura e inoltre spesso le indagini sulle violenze che gli arrestati dichiarano di aver subito non vengono adeguatamente investigate. Per questo la Corte di Strasburgo ha condannato anche recentemente la Spagna per violazione dell’articolo 3 della Convenzione dei diritti umani (divieto di tortura e trattamenti inumani o degradanti).

In occasione di sue ispezioni proprio rivolte al sistema di detenzione incomunicada, il Comitato per la prevenzione della tortura ha più volte evidenziato pratiche inaccettabili, quali il tenere le persone incappucciate, la non registrazione delle loro presenza etc; ha così evidenziato il rischio che il sistema – che ripetiamo è esclusivamente rivolto a persone accusate di reati di questo tipo – sia finalizzato a ottenere nomi, informazioni, confessioni. Le risposte avute dalle autorità spagnole sono sempre state inadeguate e non in grado di dissipare i consistenti dubbi. Del resto lo stesso Ombudsman (difensore civico) del Paese basco ha più volte formulato gli stessi rilievi.

Ecco perché credo che finché la Spagna non avrà dissipato tali dubbi e non avrà abolito un sistema così pre-moderno e oscuro, non sia giusto estradare una persona ben sapendo quale sarà la caratteristica del rischio a cui la si espone.
Anche per non essere noi stessi complici di eventuali esiti nefasti che richiamerebbero anche la responsabilità del nostro paese di fronte al giudice sovranazionale: non solo sono vietati maltrattamenti e tortura, ma anche il rinvio di una persona verso un luogo o una situazione che la espone a tale rischio. Tanto più per un reato sostanzialmente minore di undici anni fa.

 

ilmanifesto

★ IL MANIFESTO: Il “caso Lander”. Interrogazione al ministro Severino

  • novembre 10, 2012 20:26

Samir Hassan*

Che fosse una boutade ben orchestrata lo si era capito già il 13 giugno scorso, quando la Garbatella si era svegliata in un clima da fiction allestito per arrestare Lander Fernandez Arrinda, presunto militante di Eta; che dietro la domanda di estradizione avanzata in seguito da Madrid si nascondesse una volontà politica anziché un’istanza di giustizia era altrettanto palese, vista l’estraneità di Lander ai legami che gli sono imputati.
Ciò che invece affiora negli ultimi giorni, evidenziando una grave responsabilità del ministro Severino, è la subordinazione della Corte d’Appello a questo maquillage che, dopo quasi 5 mesi, comincia ad assumere tratti grotteschi. In un fax giunto lo scorso 30 ottobre a Kepa Mancisidor, legale di Lander a Bilbao, il rappresentante dell’ambasciata spagnola Manuel Garcia Castellon richiedeva urgentemente all’Audiencia Nacional di Madrid ulteriori prove sulla colpevolezza di Lander, sintomo che le poche informazioni raccolte non sono ad ora sufficienti a tenere in piedi l’impianto accusatorio.
Ma due elementi destano sospetto. In primo luogo, come si evince dallo stesso fax, la richiesta di ulteriori mezzi istruttori avviene su invito del sostituto procuratore Catalani e della presidente della IV sezione della Corte d’Appello di Roma, dott.ssa Russo. Una sollecitazione, quindi, che determina una perdita di imparzialità e terzietà della Corte, oltre ad essere prova di una forte anomalia: la richiesta di supplementi dei materiali istruttori, infatti, può essere effettuata direttamente all’ Audiencia Nacional solo dalla Corte stessa o dal ministro di Grazia e giustizia, mentre la Procura – che in questo caso ha agito fuori dalle proprie competenze – può provare a richiedere materiali integrativi solo attraverso canali diplomatici.
Passiamo alla seconda stranezza. La richiesta di «ulteriori mezzi istruttori» dovrebbe dimostrare sia la «concreta appartenenza» di Lander a Eta, sia la pericolosità del fatto addebitatogli (che ricordiamo risale al 2002, quindi ampiamente prescritto secondo il nostro ordinamento) in relazione alla presenza di persone in prossimità del luogo del reato e alla loro incolumità. Ipotesi, però, già smentite dalla documentazione prodotta in passato dalle autorità spagnole e ora in possesso del collegio difensivo di Lander.
L’unica verità, dunque, è che Lander, ormai da due anni in Italia, è agli arresti domiciliari da quasi 5 mesi senza che le autorità spagnole (e italiane) abbiano presentato uno straccio di prova che renda credibile l’impianto accusatorio. Non è un caso quindi che l’ affaire Lander abbia attirato su di sé la solidarietà delle reti sociali e politiche basche e italiane; ma anche l’impegno a fare chiarezza di molte personalità politiche.
È il caso degli onorevoli Donatella Poretti e Marco Perduca (Radicali) che giovedì scorso hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Severino nella quale, sulla scorta degli elementi dedotti dal fax, si interroga la guardasigilli sulla conformità della Corte d’Appello «alle ordinarie procedure di estradizione». I due senatori hanno poi chiesto «se il Ministro non ritenga che sussistano le condizioni per revocare il regime di libertà vigilata a cui è sottoposto LFA (Lander Fernandez Arrinda, ndr ), per permettergli di ricominciare a svolgere le sue attività lavorative e la sua vita ordinaria, o in subordine non possa esser previsto un attenuamento del regime di arresti domiciliari».
Il prossimo 13 novembre, infatti, è fissata l’udienza che deciderà sulla revoca delle misure detentive cui è sottoposto Lander; per questo motivo, a Piazzale Clodio, la rete di solidarietà Un Caso Basco a Roma ha organizzato un presidio di sostegno a partire dalle ore 9.00.

* Tratto da il manifesto dell’11 novembre 2012

★ 16 OTTOBRE – STRASBURGO CONDANNA LO STATO SPAGNOLO

  • ottobre 18, 2012 12:33

Strasburgo condanna lo Stato Spagnolo per non indagare sulle denunce di tortura di Martxelo Otamendi.

All’alba del 3 febbraio del 2004 decine di Guardia Civil incappucciati fecero irruzione all’interno della sede del quotidiano Egunkaria (l’unico integralmente in euskera) e lo misero sotto sequestro, arrestando dieci persone tra giornalisti e amministratori con l’accusa di appartenenza all’ETA.”

http://www.contropiano.org/it/esteri/item/11909-la-spagna-tortura-i-giornalisti-se-ne-accorge-anche-l%E2%80%99europa

http://www.naiz.info/eu/actualidad/noticia/20121016/estrasburgo-condena-al-estado-espanol-por-no-investigar-la-denuncia-de-torturas-de-otamendi

 

Martxelo Otamendi: ‘Es barato torturar en España’

http://www.eitb.com/es/noticias/politica/detalle/970474/otamendi-torturas–otamendi-denuncia-impunidad-tortura/

Chamber Judgment Otamendi Egiguren v. Spain 16.10.12 (PDF_inglese)

★ REAZIONI POLITICHE

  • giugno 16, 2012 13:34

REAZIONI POLITICHE ALL’ARRESTO

– Perduca (Radicali): “Vogliamo chiarezza sul caso Lander”

Terrorismo: Perduca (Radicali), quello di Lander caso complicato, serve chiarezza.

Roma, 13 giu. (Adnkronos) – “Possibile che le autorita’ spagnole e italiane si siano accorte della presenza del basco dopo oltre un anno della sua permanenza in Italia?”. Lo chiede, con una nota. il senatore dei Radicali Marco Perduca, sottolineando: “siamo in attesa di capire le motivazioni dell’arresto stamani di Lander Fernandez Arrinda”.

Soprattutto, secondo Perduca, “occorre capire se anche dal punto di vista procedurale esistono tutti i presupposti di legge per il suo fermo e la traduzione in carcere in vista di una possibile estradizione. Lo avevamo incontrato nei giorni scorsi proprio perche’ il suo caso era complesso se non complicato dal punto di vista legale, nelle prossime ore -conclude- lo visiteremo dovunque venga trattenuto per capire meglio se e come l’Italia abbia rispettato i propri obblighi internazionali”.

 

– Arresto Fernandez Arrinda. Nobile e Alberti (Fds): “Solidarietà all’attivista”

“Rivolgiamo la nostra solidarietà all’attivista Lander Fernandez Arrida che stamane è stato arrestato a Roma sulla base di accuse derivanti da una legislazione particolarmente restrittiva come quella spagnola, che mette sempre più in relazione gli appartenenti a movimenti sociali a organizzazioni terroristiche. L’Italia è un Paese sovrano e dovrebbe tutelare i cittadini presenti nel territorio sulla base della propria legislazione che non ha nulla a che vedere con quella spagnola che è molto più pesante di quella speciale che vigeva in Italia negli anni settanta. I principi di garanzia contenuti dalla Costituzione sul nostro territorio vanno rispettati sempre e comunque e, se necessario, anche denunciando gli accordi internazionali che impongono all’Italia di attuare misure che contrastano con la propria legislazione”. E’ quanto affermano il consigliere regionale e il portavoce romano della Federazione della Sinistra, Fabio Nobile e Fabio Alberti.

 

Andrea Alzetta: “Lander libero subito!”

Conosco Lander, da più di un anno vive in maniera pubblica e attiva nei nostri centri sociali e nelle nostre occupazioni. Questo basta per dichiarare che tutte le illazioni che vogliono Lander membro di ETA, solo da poche settimane in Italia per sviluppare un pericoloso accordo tra estremisti in Europa, sono non solo false ma anche strumentali. Così come inspiegabile e ridicolo è stato il blitz a volto coperto con armi in pugno per arrestare un ragazzo che girava in bicicletta, che tutti conoscevano e che viveva in un’occupazione abitativa con bambini e famiglie. Cosa non si fa per far credere che ci state tutelando e che siamo in un’Europa più sicura, arrestate un ragazzo come fosse un latitante in un bunker.

L’Europa che vogliamo noi, invece, è fatta di diritti e libertà, per tutti i popoli che la compongono e quindi anche per il popolo basco, a cui un governo ottuso e colpevole non sa trovare nessun’altra risposta che non sia imprigionarne la sua gioventù, invece di dare seguito e forza al processo politico di soluzione del conflitto che si sta faticosamente portando avanti.

Testimoniando la mia vicinanza al mio amico Lander Fernandez e ne chiedo l’immediato rilascio.

Consigliere Comunale Roma in Action Andrea Alzetta

 

REAZIONE POLTICHE – AI DOMICILIARI

Terrorismo: Perduca (Radicali) per una volta Italia garantista. Adesso

Dichiarazione del Senatore Radicale Marco Perduca:

“La decisione della IV Sezione Penale della Corte d’Appello delTribunale di Roma di disporre la scarcerazione di Lander Fernandez Arrinda, arrestato mercoledi’ scorso a seguito di un raid di quelli utilizzati per maxi-retate, trasferendolo agli arresti domiciliari conferma quello che avevamo subito ipotizzato che la complessita’ del “caso Lander” avesse piu’ a che fare colle intricate misure d’emergenza spagnole che coi reati a lui imputati.

Mercoledi scorso, con alcuni attivisti della rete di solidarieta’ lo avevo visitato a Regina Coeli, dove era trattenuto in isolamente giudiziario – e dove in virtu’ del sovraffollamento e della mancanza di personale non aveva neanche potuto usufruire dell’ora d’aria – mi era parso tanto tranquillo quanto lo era sabato scorso quando lo avevamo incontrato a lungo coi Deputati Radicali Rita Bernardini e Matteo Mecacci; quella serenita’ oggi e’ stata in qualche modo confermata dalla decisione di scarcerazione.

Adesso occorre che si applichi a pieno il diritto penale italiano e negli sviluppi giudiziari si tenga di conto delle misure d’eccezione spagnole che sono distanti dagli obblighi internazionali contenuti della Convenzione europea dei diritti umani. Credo anche che debbano essere ringraziati tutti, militanti e giuristi democratici, della collaborazione fin qui garantita perche’ son riusciti a sollevare un caso in linea colla richiesta di legalita’ costituzionale che muove quotidianamente noi Radicali. Anche grazie a loro continueremo a seguire la vicenda.

 

TERRORISMO, PECIOLA (SEL):  “SCARCERATO LANDER”
(OMNIROMA) Roma, 15 GIU –

“La scarcerazione di Lander Fernandez Arrinda è
un’ ottima notizia e conferma l’ insussistenza del suo collegamento con
l’ organizzazione terroristica Eta. A Lander sono stati concessi gli arresti
domiciliari perché non ritenuti sufficienti i motivi alla base della
richiesta di arresto da parte delle autorità giudiziarie spagnole. Il
ragazzo è stato accusato di appartenere all’ organizzazione terroristica
Eta, senza che vi sia nessuna prova”. A dichiararlo in una nota è Gianluca
Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà:  “E’ stato
smontato il teorema emergenzialista della magistratura spagnola – continua –
che la nostra civiltà giuridica non ammette. Nel nostro Paese le accuse
mosse nei confronti di Lander si sarebbero già prescritte. Sul ragazzo basco
pende ancora, però, una richiesta estradizione, che ci auguriamo venga
rifiutata in quanto la legislazione emergenziale spagnola  risulta in
contrasto con i nostri principi giuridici e costituzionali”.
red

 

COMUNICATO STAMPA – ANDREA ALZETTA (CONSIGLIERE ROMA CAPITALE)

LANDER FERNANDEZ DEVE TORNARE LIBERO

La notizia della scarcerazione di Lander Fernandez e l’alleggerimento delle misure cautelari nei suoi confronti confermano quanto spropositate siano state le accuse giudiziare e mediatiche nei suoi confronti.
Dalle carte che arrivano da Madrid sembrerebbe che l’imputazione pendente su Lander riguardi il reato di danneggiamento di un bus, mantre per due giorni la stampa italiana – al seguito di quella spagnola – ha dipinto Lander
come un terrorista fuggiasco colpevole di chissà quale strage.
Alla luce di tutto questo appare ancora più ridicola la modalità con cui è stata condotta l’operazione di arresto dalla polizia la mattina del 13 giugno.
Impegniamoci sin da ora a far in modo che il procedimento giudiziaro che lo riguarderà venga eseguito in piena conformità con i canoni del diritto italiano e che non si ceda per “ragion di Stato” a chiudere un occhio
di fronte all’inaccettabile legislazione d’emergenza con cui Madrid opprime intere generazioni di giovani baschi.

Fernàndez Arrinda: lo si restituisca alla libertà

Andrea Catarci

Fernàndez Arrinda: lo si restituisca alla libertà

“Lander Fernández Arrinda militante e attivista politico spagnolo di organizzazioni giovanili basche, abitante alla Garbatella, è stato arrestato con l’irreale accusa di essere un esponente dell’Eta. Sulla base di questa sua appartenenza è stato fermato in Italia, a Roma, in un Paese che dovrebbe tutelare i diritti umani e fondamentali dei cittadini, locali o stranieri che siano. Ma come, purtroppo, è avvenuto in passato, sulla base di non si sa quali fonti ed indizi, lo si è privato della libertà. Ora Lander si trova agli arresti domiciliari per accuse che nel nostro Paese non sarebbero nemmeno prese in considerazione dalla magistratura ed addirittura la Spagna avanza una richiesta di estradizione. Ci si augura che tutta questa vicenda possa concludersi al più presto e nel miglior modo possibile, con la restituzione della libertà al giovane basco.”

– Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI

http://andreacatarci.it/?p=3341

 

 

★ RASSEGNA STAMPA

  • giugno 15, 2012 23:20

– 13 giugno – INFOAUT

l’ennesima testimonianza di solidarietà a Lander

Riportiamo l’articolo uscito sul network di InfoAut, ennesima testimonianza di una rete solidale attiva che si stringe a difesa dei diritti e delle libertà di Lander.

Brutto risveglio questa mattina per gli occupanti delle “casette” nel quartiere della Garbatella, intorno alle 8:30, un commando della digos di roma, con i passamontagna calati sulla faccia e le armi in pugno hanno arrestato Lander Fernandez, un compagno basco che da alcuni mesi viveva a Roma. L’operazione di polizia arriva ad un giorno di distanza dalla richiesta di estradizione del ministro degli interni spagnolo. Nonostante le diverse agenzie giornalistiche italiane divulgano la notizia dell’arresto con capi di imputazione riconducibili ad una presunta appartenenza a ETA, rimangono non ancora chiare le accuse con le quali è stato incarcerato Lander, poichè l’informativa risulta essere non ancora pervenuta agli avvocati difensori. Dopo essere stato portato nella questura romana di via Genova, ora Lander si trova nel carcere di Regina Coeli. Nel pomeriggio si è svolta una conferenza stampa sotto al questura per denunciare l’accaduto e chiedere la liberazione immediata di Lander attualmente in carcere. In attesa di aggiornamenti è stato indetto un presidio pubblico sabato sopra il carcere in cui è rinchiuso il compagno basco.

La storia di Lander è uno dei tanti casi che si verificano nei Paesi Baschi. Lo stato d’eccezione vigente tutt’ora, cela una giurisdizione e una magistratura marcia che vuole affrontare la questione basca con processi politici, condanne perenni, torture, inseguimenti e sequestri lampo quotidiani e arbitrari. E su quest’ultimo modo d’agire che ha inizio la vicenda di Lander, ex prigioniero politico.

Prelevato davanti scuola nel 2009, minacciato in cambio di collaborazione e picchiato, venne rilasciato dopo qualche ora. Dopo le denunce pubbliche dell’accaduto, Lander viene arrestato all’aeroporto di Madrid qualche settimana dopo, mentre tornava da un viaggio in Venezuela con l’accusa di aver partecipato ai disordini avvenuti a Bilbao in seguito all’illegalizzazione dell’organizzazione giovanile basca Segi. Dopo 15 giorni di prigione viene scarcerato, con una cauzione di 40mila euro. Oggi l’arresto, ad appena un giorno di distanza dall’eurordine emesso dal Tribunale spagnolo, un’obbedienza lampo da parte della magistratura italiana.

Decine di attivisti si sono dati appuntamento davanti alla Questura di Roma per chiedere la scarcerazione immediata di Lander Fernandez e per dire a Madrid: basta repressione.

– 13 giugno – PAESESERA

http://www.paesesera.it/Cronaca/Sono-vittima-di-un-ingiustizia-non-mi-presentero-in-tribunale

 

Il racconto del militante della sinistra basca Lander Fernandez incontrato al centro sociale Corto Circuito pochi giorni prima del suo arresto.

Lander Fernandez vive in un’occupazione di Action nella zona di Garbatella e lavora al Corto Circuito, il centro sociale di Cinecittà. Proprio nel giardino del Corto Circuito qualche giorno fa l’incontro per conoscere la sua storia in vista della prossima riapertura del caso che lo riguarda in Spagna. E questo il suo racconto.Stamattina l’arresto.

“Ormai sono passati dieci anni da quando hanno messo fuori legge tutti i partiti e le organizzazioni dell’indipendentismo basco di sinistra, nonostante tutte le differenze che esistono tra noi e Eta, nonostante la richiesta da noi avanzata di una risoluzione pacifica e politica della questione basca. Questo ha portato alla criminalizzazione di ogni iniziativa politica, sociale, culturale: si può essere perseguiti anche solo per esporre le foto dei detenuti politici o una bandiera. Negli ultimi anni tutto il gruppo dirigente, sia quello detenuto – in carcere solo per essersi presentato alle elezioni con un partito – sia quello fuori, ha chiesto di mettere fine a questa situazione, perché la possibilità di presentarsi alle elezioni è un fatto semplicemente di democrazia: decine di giovani in Euskal Herria si trovano in carcere solo perché fanno politica alla luce del sole con l’accusa di essere di Eta o di fiancheggiare Eta”.

La tua storia si inserisce in questo clima di grande tensione…

“Il 19 maggio nel 2009 fui sequestrato da uomini che lasciarono intendere di essere della Polizia Autonoma Basca. Questi mi minacciarono dicendo di avere le prove per farmi incarcerare per dieci anni, ma che questo non sarebbe accaduto se avessi accettato di collaborare. Io rifiutai e gli dissi di portarmi in tribunale che non avevo fatto nulla. Nei giorni seguenti continuarono i pedinamenti e i tentativi di sequestro ai miei danni anche sotto la mia abitazione dove fui anche picchiato e minacciato, ma non mi portarono via: avevano fatto troppa confusione e tutte le persone del palazzo si erano affacciate.A quel punto andai dalla polizia e denunciai tutto ciò e l’indomani feci una conferenza stampa Il mio non è stato un caso isolato in quei mesi capitò anche ad altri militanti. Dopo tutto ciò fui arrestato per 15 giorni per una manifestazioni avvenuta nel 2002 dopo la messa fuori legge della mia organizzazione Segi, dove ci furono degli incidenti con delle macchine bruciate”.

Perché ora ti trovi in Italia? Cosa accadrà adesso che il tuo caso si sta riaprendo?

“Sono qua da un anno per motivi assolutamente privati. Non ho nessuna intenzione di presentarmi all’udienza per il mio caso: le accuse contro di me sono state rese da un ragazzo che ha denunciato di averle rilasciate sotto tortura, ma questo l’Udiencia Nacional non l’ha preso minimamente in considerazione”.

di Valerio Renzi

– 14 giugno – GARA

http://www.gara.net/paperezkoa/20120614/346882/es/Arrestan-Roma-santutxuarra-Lander-Fernandez-que-hacia-vida-normal

Arrestan en Roma al santutxuarra Lander Fernández, que hacía vida normal

Lander Fernández fue arrestado ayer en Roma, en virtud de una euroorden dictada la víspera por las autoridades españolas. El santutxuarra, que efectuaba vida normal en la capital italiana, fue considerado por el ministro Fernández Díaz como «presunto miembro de ETA».

GARA |

Lander Fernández Arrinda, de 32 años, fue detenido ayer a la mañana por la Policía italiana en su domicilio, en la calle Sette Chiesse de Roma, en el barrio de la Garbatella, según informó Efe. En la operación participaron varios agentes de la unidad especial DIGOS, que trasladaron al santutxuarra a una comisaría de la calle Génova, donde se concentraron una decena de amigos e integrantes de varios movimientos sociales.

El arresto del vecino de Santutxu se produjo un día después de que la Sección Segunda de la Sala de lo Penal de la Audiencia Nacional española dictara contra él una euroorden por los delitos de «terrorismo y estragos». El Servizio Centrale Antiterrorismo de la Policía italiana apresó a Fernández gracias a la información facilitada por la Comisaria General de Información de la Policía española, según informó el Ministerio de Interior, que lo considera «presunto miembro de ETA».

Sufrió acoso policial

Aunque desde fuentes gubernamentales españolas se tratase de dar realce a la detención, lo cierto es que este ciudadano vasco realizaba vida normal en Roma, donde trabajaba. Lander Fernández sufrió graves amenazas y hostigamiento policial en los últimos años que residió en Euskal Herria.

En su día, denunció públicamente el secuestro y posterior agresión que padeció el 19 y 27 de mayo de 2009 a cargo de varios individuos que se identificaron como agentes de la Ertzaintza, tras negarse a colaborar con ellos. A las dos semanas de esa comparecencia, Fernández Arrinda fue arrestado cuando regresaba de Venezuela con dos amigos y encarcelado bajo la acusación de participar en un ataque contra un autobús. A las pocas jornadas, el joven fue puesto en libertad bajo fianza.

En mayo de 2010, la Audiencia Nacional española le condenó a tres años de prisión acusado de «colaborar con ETA», por llevar 300 boletos de Elkartasun Zozketa. Un año después, el Tribunal Supremo le absolvió.

Poco después de conocer el arresto, el ministro español de Interior, Jorge Fernández Díaz, avanzó que «pueden producirse detenciones en fechas no lejanas en otros países europeos». En declaraciones en el Congreso, destacó la «extraordinaria rapidez» con la que se ha llevado a cabo la detención de Fernández Arrinda, un día después de que fuera ordenada por la Audiencia Nacional española, algo que se produjo -según ensalzó el titular de Interior- por la «buena información que tenemos».

 

 

– 14 Giugno – Gara

Solidarietà senza confini… da Bilbao, Lander Askatu!!

 

 

*** FIRMA QUI LA PETIZIONE PER LA SCARCERAZIONE DI LANDER! ***

Riportiamo foto e testo di un articolo comparso sul portale BilbokoBranka, dove si da testimonianza di un corteo che s’è snodato per le vie del quartiere Santuxi che chiedeva libertà per Lander, da ieri detenuto nel carcere di Regina Coeli a Roma.

***

Ekaina 14th, 2012 by admin

Manifestazioa egin dute Santutxun Lander Fernandez auzokidearen atxiloketa salatzeko. 200 lagunek parte hartu dute martxan. Azkenaldian Espainiako polizien jazarpena nabarmena zela adierazi zien lagunei. Erroma erdiguneko Regina Coeli espetxean sartu dute.

200 lagunek Lander Fernandez auzokidearen atxiloketa salatu dute Santutxun. Fernandez atzo atxilotu zuen Italiako Poliziak Erroman, etxetik irteterakoan, lanerako bidean zela.

Santutxutik adierazi dutenez, buruan kaputxa zeramaten 20 bat polizik inguratu eta pistola bat buruan jarri zioten. Etxea miatu ostean Regina Coeli espetxera eraman zuten, Erroma erdigunean. Operazioa Espainiako Poliziarekin elkarlanean egin dute eta Auzitegi Nazionaletik atxilotzeko igorritako euroagindu baten ondorioa da.

Dirudienez, Lander Fernandezek bizitza normala egiten zuen Erroman orain dela 15 hilabete hara bizitzera joan zenetik. Azkenaldian Espainiako Poliziak estutzen omen zuen eta hala jakinarazi zion lagunei.

Karmelo plazatik abiatutako manifestazioan salatu dutenez, Poliziak bazekien santutxuarrak bizitza normala egiten zuela eta haren aurka aspaldi abiatutako presio kanpainaren barruan kokatu dute azken atxiloketa hau ere.

Jazarpen itogarria

Izan ere, Frantziako espetxetik atera eta 2008an Euskal Herrira itzuli zenetik ugariak izan dira indar armatuengandik jasan behar izan dituen jazarpen, mehatxu eta kolaborazio eskaerak. Behin, gainera, etxeko atarian jipoitu zutela salatu zuen publikoki.

Auzitegi Nazionalak hiru urteko espetxe zigorra ezarri zion Guardia Zibilak errepide kontrol batean presoen aldeko zozketa baterako txartelak atzeman eta gero. Gerora absolbitu egin zuen Auzitegi Gorenak, zigortzeko nahiko froga ez zegoela iritzita.

Elkartasun mugimendua

Bestalde, Italian Lander askatzeko mugimendua sortu du Euskal Herriarekiko elkartasun taldeak. Atxilotua egon zen bitartean hainbat lagunek -ikurrinak eta euskal presoen etxeratzearen aldeko ikurrak eskuetan- elkarretaratzea egin zuten. Hurrengo hitzordua larunbatean izango da; protesta egingo dute Regina Coeli espetxearen atarian.

Horrez gain, Lander askatzeko galdegiteko sinadura bilketari ekin diote Sarean. uncasobascoaroma.noblogs.org helbidean sinadura eman daiteke.

 

– 14 Giugno – Il manifesto

http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120614/manip2pg/16/manip2pz/324298/

Prende parola anche “Il Manifesto” sull’ingiusto arresto di Lander Fernandez. Vi proponiamo l’articolo scritto da Geraldina Colotti.

È stato arrestato ieri, a Roma, Lander Fernandez, già militante dell’organizzazione giovanile indipendentista Segi, messa al bando in Spagna. A casa lo attende un processo
«La prima volta mi hanno aspettato in due all’uscita da scuola. Mi hanno bloccato da dietro obbligandomi a entrare in una macchina, guidata da una terza persona. Ho pensato a un arresto ma mi sono reso conto subito che non era una cosa ufficiale». Così iniziava, qualche giorno fa, il racconto al manifesto dal trentadueenne basco Lander Fernandez, che da ragazzo e stato militante dell’organizzazione giovanile Segi.La scena descritta si svolgeva a Bilbao il 19 maggio del 2009. Con modalità simili, ieri a Roma, Lander e stato ricacciato nell’incubo. Alle 8,30, davanti all’occupazione di Action a Garbatella dov’era ospitato, venti poliziotti armati e mascherati lo hanno bloccato e portato in questura. Cercavano armi che non hanno trovato, perche Lander viveva legalmente in Italia. «Ma ora – dice l’avvocata Maria Luisa Daddabbio – rischia l’estradizione in Spagna a seguito di un mandato di arresto europeo, non sappiamo ancora con quali imputazioni perché non abbiamo avuto accesso al fascicolo. Sappiamo che è stato portato a Regina Coeli».
In quel maggio del 2009, invece, Lander era stato portato alla periferia di Bilbao: «Mi portarono in periferia – ha raccontato – per cercare di farmi collaborare. Urlavano che avrei scontato dieci anni di carcere. Io rispondevo che non ce n’era motivo, che se c’erano accuse a mio carico dovevano trasmetterle a un giudice…». In qualche modo, alla fine, il ragazzo riuscì a farsi riportare a scuola. I tre, però, minacciarono di rifarsi vivi. Il che, puntualmente, avvenne. «Ogni giorno – ha ricordato Fernandez – venivano più numerosi. Ma io non ero solo. Se loro arrivavano in sei, i compagni erano in dieci, mi accompagnavano a scuola e a casa. Il clima si faceva sempre più teso». Dopo una settimana, «A 20 metri da scuola, dov’ero arrivato insieme a due amici, riecco i sequestratori. Di nuovo mi erano addosso. Mi scaraventarono a terra, mi picchiarono e ripresero a minacciarmi. Feci in tempo a urlare prima che mi ficcassero un fazzoletto in bocca». La gente del quartiere intervenne, i quattro se ne andarono minacciando i testimoni: «Voi non avete visto niente, capito?». Chi erano i tre aggressori? «Antiterrorismo, polizia basca, non so – ha risposto Lander – Negli anni ’80 imperversavano i paramilitari del Gal, i Grupos antiterroristas de Liberación creati dal governo spagnolo per combattere i militanti di Eta e la sinistra indipendentista basca. Oggi non ci sono più, ma si verificano ancora casi di rapimento e detenzione illegale».
Il caso più noto degli ultimi anni è quello di John Anza, scomparso il 18 aprile del 2009 e trovato morto nell’ospedale di Tolosa, in Francia, 11 mesi e 11 giorni dopo. Dal 1978 a oggi, più di 10.000 attivisti baschi hanno denunciato di aver subito torture nelle caserme della polizia. Gli abusi vengono commessi durante il fermo che, in base alle leggi speciali spagnole, per 5 giorni impedisce all’accusato ogni contatto con la difesa (il cosiddetto regime di incomunicación). Le denunce di torture vengono sistematicamente archiviate dal tribunale, la Audiencia Nacional di Madrid, mentre le dichiarazioni estorte con la forza vengono usate come prova nei processi. Nel settembre 2009, anche Amnesty international chiese di porre fine «al regime di incomunicación». Nel settembre 2010, lo stato spagnolo è stato condannato dal Tribunale per i diritti umani di Strasburgo, e dal Comitato per i diritti umani delle Nazioni unite, per non aver dato corso alle denunce di tortura.
In quel maggio del 2009, anche Lander decise di sporgere denuncia. Dopo essersi recato in tribunale insieme ai testimoni, il giorno dopo raccontò la sua esperienza in una conferenza stampa. «Le conseguenze – ricorda adesso – non si fecero attendere. Il 14 giugno, mentre tornavo da una vacanza in Venezuela fui arrestato con l’accusa di aver partecipato sette anni prima ad alcuni scontri di piazza a Bilbao, seguiti alla messa fuorilegge di Segi». L’organizzazione giovanile basca Segi nasce nel 2002 e quasi subito viene messa al bando con l’accusa di sostenere lo stesso obiettivo degli indipendentisti armati dell’Eta, e i suoi membri perseguiti. Dopo 15 giorni di carcere, nel 2009 Lander viene rilasciato previo pagamento di una cauzione di 40.000 euro. Una detenzione che si somma ai quattro anni già scontati in Francia quando Lander era poco più che un ragazzo. In seguito, il giovane basco si trasferisce in Italia, dove risiede con propri documenti e continua il suo impegno a fianco dei movimenti per l’alternativa. Adesso, però, i suoi problemi potrebbero ricominciare. Il processo per quei fatti è stato fissato per il 21 giugno presso la Audiencia Nacional. «La legge spagnola non prevede procedimenti in contumacia – ha spiegato l’avvocato Marco Lucentini, difensore del basco – l’accusato deve andare in aula e così dovrà fare il mio assistito». La situazione aveva preoccupato, e con ragione, gli attivisti italiani, che ieri hanno subito organizzato un sit-in per chiedere «l’interruzione di questo processo ingiusto e la fine della tortura». Tantopiù che il movimento indipendentista «si è impegnato con gli stati spagnolo e francese per portare avanti un percorso di risoluzione del conflitto». Ha raccontato Lander Fernandez: «Nella situazione di crisi generale, dopo 10 anni di messa al bando del movimento, abbiamo dovuto prendere atto di un cambiamento di fase. Le forze della sinistra indipendentista basca si sono riunificate intorno a una piattaforma comune per ricostruire un’alternativa dal basso. Io mi sento al fianco dei minatori delle Asturie». Un percorso di dialogo appoggiato, nell’ottobre 2011, «anche da alcune personalità internazionali come Kofi Annan e Gerry Adams, che hanno promosso una Dichiarazione internazionale di pace». Anche l’Eta «ha dichiarato la cessazione definitiva dell’attività armata e si è resa disponibile al dialogo. Nonostante questo, lo stato spagnolo ha proseguito con la sua politica repressiva nei confronti del movimento. Dal 2008 al 2011, ci sono stati 800 arresti e centinaia di compagni come noi di Segi, hanno denunciato torture da parte della polizia». Ora – dicono gli attivisti – tocca allo stato spagnolo «dimostrare se intende davvero risolvere il conflitto, rinunciando a tutte le forme di repressione utilizzate contro il movimento indipendentista». A partire dai processi politici.
Per sostenere Lander, gli attivisti hanno istituito un blog: uncasobascoaroma.noblogs.org

 

 

 

Pubblichiamo le prime agenzie ed articoli che hanno invaso la stampa italiana ed estera dopo la notizia dell’arresto di Lander Fernandez e della conferenza stampa tenutasi alle 13 davanti gli uffici della Questura di Roma, in via Genova.

http://www.contropiano.org/it/archivio-news/archivio-news/item/9581-roma-la-polizia-arresta-un-rifugiato-basco

http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/06/13/news/fermato_giovane_basco_a_roma_sarebbe_un_militante_dell_eta-37109722/

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/garbatella_fermato_un_32enne_basco_sarebbe_un_terrorista_delleta/notizie/202159.shtml

http://www.globalproject.info/it/in_movimento/roma-arrestaro-lander-fernandez-un-attivista-del-movimento-giovanile-basco/11785

http://www.liberoquotidiano.it/news/1037816/Terrorismo-fermato-a-Roma-uomo-sospettato-di-appartenere-a-Eta.html

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/stati/spagna/2012/06/13/Terrorismo-fermato-giovane-basco-Roma-apparterrebbe-Eta_7028678.html

http://www.eilmensile.it/2012/06/13/roma-la-digos-arresta-un-rifugiato-basco-su-richiesta-della-spagna/

http://www.paesesera.it/Cronaca/Sono-vittima-di-un-ingiustizia-non-mi-presentero-in-tribunale

http://www.senzasoste.it/istituzioni-totali/una-persecuzione-infinita-il-calvario-senza-fine-del-militante-basco-lander-fernandez

http://www.romacapitalenews.com/garbatella-fermato-presunto-militante-delleta-in-via-delle-sette-chiese/

http://www.elmundo.es/elmundo/2012/06/13/espana/1339572909.html

http://www.elcorreo.com/alava/20120613/mas-actualidad/politica/landerfernandez-201206130937.html

http://politica.elpais.com/politica/2012/06/13/actualidad/1339574124_569945.html

http://www.telecinco.es/informativos/nacional/Detenido-ETA-Lander-Fernandez-Arinda_0_1631836841.html

http://www.eitb.com/en/news/politics/detail/904881/lander-fernandez–presumed-eta-member-lander-fernandez-arrested/

 

(Riportiamo l’articolo di Marco Santopadre – direttore di RadioCittàAperta – uscito stamane su contropiano.org

 

Cresce la solidarietà nei confronti del giovane basco arrestato ieri mattina a Roma su richiesta di Madrid. Sabato presidio a Regina Coeli, online una petizione da firmare.

Poche ore dopo il suo ‘spettacolare’ arresto a Garbatella, Lander Fernandez è stato trasferito nel carcere romano di Regina Coeli, dove è stato rinchiuso in attesa dell’udienza di convalida e poi del probabilmente lungo iter giudiziario propedeutico alla sua ‘consegna’ – il termine che indica l’estradizione tra paesi dell’Unione Europea – ai carcerieri di Madrid. Nelle prossime ore sono attesi a Roma i genitori del 32enne basco. Intanto ieri, dopo il presidio e la conferenza stampa realizzati fuori dagli uffici della Questura centrale da decine di attivisti della rete romana di solidarietà con i Paesi Baschi, è stato lanciato un presidio di solidarietà per sabato prossimo, 16 giugno, alle ore 13, sotto al carcere di Regina Coeli, per far sentire a Lander la voce e la vicinanza dei suoi amici e dei suoi compagni. E per ribadire le richieste esposte ieri durante la conferenza stampa. “Chiediamo che sia immediatamente scarcerato e che cada la folle accusa di appartenenza a ETA; che i media italiani non si appiattiscano sul processo mediatico che è già iniziato in Spagna, e che informino in modo serio e corretto; che lo Stato italiano non sia subalterno alla legislazione speciale spagnola, che è in contrapposizione con le nostre norme costituzionali; che le forze che nel nostro Paese si battono per il rispetto dei diritti umani promuovano e si facciano carico del processo di pace nei Paesi Baschi come richiesto, tra l’altro, da Kofi Annan, Gerry Adams e altri mediatori internazionali con la Dichiarazione di Aiete”.

A favore del ragazzo perseguitato è stata lanciata anche una petizione, che è possibile firmare andando sul blog http://uncasobascoaroma.noblogs.org dedicato alla campagna di verità e solidarietà per Lander Fernandez.
Ieri al giovane basco arrestato è giunta la solidarietà di numerosi esponenti della sinistra. “Rivolgiamo la nostra solidarietà all’attivista Lander Fernandez Arrinda che stamane è stato arrestato a Roma sulla base di accuse derivanti da una legislazione particolarmente restrittiva come quella spagnola, che mette sempre più in relazione gli appartenenti a movimenti sociali a organizzazioni terroristiche. L’Italia è un Paese sovrano e dovrebbe tutelare i cittadini presenti nel territorio sulla base della propria legislazione che non ha nulla a che vedere con quella spagnola che è molto più pesante di quella speciale che vigeva in Italia negli anni settanta.- hanno denunciato il consigliere regionale del Lazio per la Federazione della Sinistra Fabio Nobile e il portavoce romano della FdS Fabio Alberti. “ I principi di garanzia contenuti dalla Costituzione sul nostro territorio vanno rispettati sempre e comunque e, se necessario, anche denunciando gli accordi internazionali che impongono all’Italia di attuare misure che contrastano con la propria legislazione”.

Toni simili dal consigliere provinciale di Sel Gianluca Peciola: “L’Italia è terreno di azione dei fantasmi dell’emergenzialismo, spagnolo ora, statunitense prima. L’Italia è un Paese sovrano che deve tutelare i diritti di tutti i cittadini, soprattutto di quelli esposti a misure giudiziarie e a teoremi politici che associano organizzazioni terroristiche ai movimenti sociali. Questa associazione ha prodotto in Italia mostruosità giudiziarie e caccia alle streghe nei confronti di persone che facevano politica nei movimenti sociali alla luce del sole. Libertà per Lander Fernández Arrinda. In Spagna vige una legge antiterrorismo che farebbe impallidire i legislatori dell’emergenza dei nostri anni 70. Non si possono arrestare persone sulla base di una legislazione distante dai nostri principi giuridici e costituzionali”.