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21 gennaio ricorso per Karlos al tribunal supremo di madrid

  • gennaio 21, 2016 13:12

Oggi a madrid ci sarà l’udienza per il ricorso alla sentenza che nel 2000 ha visto karlos condannato a 16 anni di carcere per il presunto danneggiamento di una banca.
Nonostante la corte di appello di roma si sia espressa a favore dell’ estradizione, karlos è ancora in italia, detenuto da un anno e da quasi due mesi recluso nel carcere di rossano in regime di massima sicurezza e, nei fatti, quasi in totale isolamento.
Mentre aspettiamo di conoscere l’esito della sentenza di oggi continuiamo a raccontare la storia di Karlos, che è la stessa di centinaia di dissidenti baschi rinchius* da anni nelle carceri spagnole e francesi o costrett* alla latitanza da un regime mascherato da democrazia e,nel caso di karlos, con il complice e servile aiuto dell’italia.
Daje karlos non sei solo!
Amnistia eta Askatasuna!
Tutti Libere!

Nelle prossime ore seguiranno aggiornamenti..

Aggiornamento Karlos 22 dicembre

  • dicembre 22, 2015 09:35

amniKarlos si trova ancora nel carcere di Rossano calabro.
un mese fa la cassazione si è pronunciata favorevole all’estradizione in spagna. Ma i tempi perchè questo avvenga non si conoscono, un limbo di incertezza che pesa ancor di più su Karlos e la sua famiglia che in questo modo non può programmare le visite per incontrarlo.

Inoltre in questo periodo la quasi totalità dei detenuti nel braccio dove si trova sono stati trasferiti, Karlos si trova quindi ad affrontare questi giorni di detenzione in particolare solitudine, lo ricordiamo dopo aver già scontato 8 mesi di reclusione in isolamento a rebibbia.
Nonostante questo Karlos ci scrive ringraziando tutti e tutte per la solidarietà, affronta quanto sta accadendo a testa alta,lucido e attento.

Intanto dagli avvovati e dai compagni baschi che seguono la sua vicenda anche in Euskal Herria, apprendiamo che il 21 gennaio 2016 è stata fissata la data per il ricorso davanti al tribunale supremo di madrid, sulla sentenza che ha condannato Karlos a 16 anni nel 2000.

Mentre aspettiamo di avere altri aggiornamenti rinnoviamo ancora una volta l’invito a fargli sentire la nostra vicinanza, scrivendogli un messaggio di solidarietà presso il carcere di Rossano.

Karlos Garcia Preciado
Casa di reclusione di Rossano
Nuovo complesso maschile
Contrada Ciminata Greco
87067 Rossano (CS)

ASKATASUNA ETA ELKARTASUNA
LIBERTA’ E SOLIDARIETA’

 

 

 

24 novembre csoa Corto Circuito “Solidarietà e Libertà”

  • novembre 18, 2015 19:48

 

con Karlos 24 novembre csoa corto circuitoMARTEDI’ 24 NOVEMBRE

csoa Corto Circuito
via Filippo Serafini 57

PER SOSTENERE KARLOS
DETENUTO IN ITALIA DA QUASI 9 MESI A RISCHIO ESTRADIZIONE!!!

Dopo nove mesi di reclusione in stato di isolamento, il nostro compagno Karlos e’ a rischio estradizione. Mercoledi’ 25 novembre infatti, e’ fissata l’udienza della Corte di Cassazione che si esprimera’ sulla richiesta della Spagna che, nel 2000 ha condannato Karlos Garcia Preciado a 16 anni di reclusione per il presunto danneggiamento di una filiale di una banca ad Andoain.
La detenzione di Karlos e’ stata resa ancora piu’ dura, per lui e per la sua famiglia, dal trasferimento, un mese fa, nel carcere di massima sicurezza di Rossano Calabro. Per denunciare questa situazione e la complicita’ dell’Italia in questo ennesimo “caso basco”, invitiamo tutte e tutti a partecipare alla conferenza stampa che si terra’ il 24 novembre, alle 11:30 all’aula esteri della Camera dei deputati. La sera dello stesso giorno, al csoa Corto Circuito, e’ prevista un’iniziativa con cena a sostegno delle spese legali; un’occasione per fargli sentire la nostra vicinanza e per parlare della costante repressione nei confronti dei dissidenti baschi, costretti a vivere in clandestinità come nel caso di karlos o rinchiusi nelle carceri francesi e spagnole come i recenti casi di Aingeru e Piol e dell’organizzazione internazionalista Askapena.

KARLOS ASKATU!

ELKARTASUNA ETA ASKATASUNA!
TUTTI LIBERE!

Trasferimento per Karlos, la solidarietà non si arresta!

  • ottobre 22, 2015 10:16

Dopo 8 mesi di reclusione in isolamento nel carcere di rebibbia, ieri sera Karlos è stato trasferito nel carcere di Rossano a più di 600 km da Roma.
Il sistema repressivo italiano si allinea ancora una volta con quello spagnolo, che con la ‘dispersione’ dei prigionieri baschi a centinaia di km dalle proprie case, mette in atto un sistema punitivo, tanto per i detenuti quanto per le loro famiglie costrette ad affrontare lunghi e costosi viaggi per fargli visita.
Karlos ha affrontato questi mesi di isolamento con coraggio e a testa alta, senza chiedere il trasferimento in una sezione “normale”, con altri detenuti, perché questo avrebbe incluso la possibilità di essere spostato in un’altra città e in questo modo sarebbero state più difficili le visite con la compagna e il figlio che vivono qui a Roma.
Questo trasferimento avviene mentre in Italia le pratiche per l’ estradizione vanno avanti e quando in spagna è già stata fissata la data per il ricorso alla sentenza assurda che lo ha condannato a 16 anni per un reato di presunto danneggiamento.
Siamo certi che Karlos non si farà intimorire da questa mossa infame del sistema giuridico- repressivo italiano, a lui e alla sua famiglia mandiamo un abbraccio forte con la certezza che nonostante la lontananza gli siamo vicini continuando a raccontare la sua storia e a lottare per la sua causa, che poi è la stessa di centinaia di dissidenti baschi.

ASKATASUNA ETA ELKARTASUNA!
AMNISTIA ORAIN!
LIBERTA’ E SOLIDARIETA’!
AMNISTIA ORA!

Mandiamo a Karlos la nostra solidarietà:
Karlos Garcia Preciado
Casa di reclusione di Rossano
Nuovo complesso maschile
Contrada Ciminata Greco
87067 Rossano (CS)

La solidarietà non va in vacanza! Karlos Libero!

  • agosto 15, 2015 12:32

LA SOLIDARIETA’ NON VA IN VACANZA: KARLOS LIBERO!

IMG-20150623-WA0009Sono passati ormai 6 mesi da quando Karlos Garcia Preciado, per gli amici italiani “Roberto”, è stato fermato a Roma e tradotto nel carcere di Rebibbia, dove in regime di duro isolamento sta affrontando le procedure per la richiesta di estradizione da parte dello stato spagnolo.
L’accanimento giudiziario che Karlos subisce da più di 20 anni da parte dello stato spagnolo, in questi mesi è stato portato avanti dalla complicità di quello italiano, che avalla condanne politiche risultato di processi farsa ai danni di centinaia di dissidenti baschi.

Dopo diversi gradi di giudizio nei quali gli è stata negata la possibilità di utilizzare misure alternative al carcere per stare vicino alla sua compagna e a suo figlio piccolo, lo scorso 16 luglio si è svolta l’udienza per la sua estradizione.

Se da un lato non ci sorprende la bieca disponibilità dello stato italiano a non mettere in discussione le spropositate sentenze di madrid, dall’altro troviamo sconcertante la facilità con cui la giurisdizione italiana si spinge anche oltre quella spagnola individuando nella storia di Karlos l’appartenenza ad ETA per giustificarne condanna e conseguente estradizione.

Karlos continua a resistere con tenacia nel carcere di Rebibbia alla persecuzione politica che subisce da più di 20 anni, in attesa che la cassazione si esprima in maniera definitiva rispetto all’estradizione.
Continuando a gridare con forza NO ALL’ESTRADIZIONE, invitiamo tutti e tutte a portare a Karlos e alla sua famiglia la nostra solidarietà, scrivendogli in questo periodo di attesa e preparandoci alla mobilitazione in occasione dell’udienza della cassazione.

La solidarietà è un’arma, usiamola!
Karlos libero!
Karlos askatu!

TUTTI E TUTTE LIBERE!
EUSKAL PRESOAK ETA HIESLARIAK ETXERA!

Scriviamo a Karlos Garcia Preciado c/o Carcere di Rebibbia via Raffaele Majetti 70  00156 Roma

LIBERTA’ PER AINGERU E PIOL !!!

  • giugno 5, 2015 17:22

IMG-20150605-WA0004Apprendiamo in queste ore dell’infame condanna e dell’imminente arresto per i nostri compagni Aingeru e Piol, giudicati lo scorso novembre dall’audiencia nacional, per un presunto reato di Kale Borroka avvenuto nel 2001.
Ancora una volta la spagna perseguita compagni baschi per presunti reati legati alle lotte sociali in Euskal Herria, a distanza di decine di anni, utilizzando prove estorte sotto tortura o rubate illegalmente.

Complici e solidali con i nostri fratelli Aingeru e Piol!
AINGERU  ASKATU!
PIOL ASKATU!
MAITE ZAITUGU!

http://uncasobascoaroma.noblogs.org/post/2014/11/03/3-novembre-con-aingeru-e-piol/

http://uncasobascoaroma.noblogs.org/post/2014/12/01/da-roma-a-euskal-herria-solidarieta-con-aingeru-e-piol/

 

6 marzo Roma- Andoain sorelle nella solidarietà

  • marzo 9, 2015 18:50

 

Venerdì 6 marzo, ad Alexis  occupato si è svolta una partecipata iniziativa di informazione e approfondimento sul tema  della repressione, del carcere e della tortura in Euskal Herria, in solidarietà con Karlos.
Contemporaneamente ad Andoain, paese natale di Karlos, si teneva una conferenza stampa in cui è stato diffuso il seguente comunicato:
IMG-20150307-WA0004Questa conferenza stampa ha due obiettivi: prima di tutto inviare tutta la nostra solidarietà a Karlos e a tutti i suoi amici e familiari qui e in italia e anche fare una riflessione sul suo arresto.

1. L’arresto di Karlos é la conseguenza della decisione di uno Stato che non vuole fare passi in avanti. Lo Stato spagnolo non parla di soluzione per il popolo basco e continua ancora con arresti e repressione come se niente fosse sucesso nel dibattito politico.
2. Il caso di Karlos é un chiaro esempio di un caso mediatico. Dovuto alla mancanza di prove e di base giuridica per fare il processo Karlos é stato condannato mediaticamente. E questa é la ragione che ha portato il nostro amico all’ esilio e ora al carcere.
3. Nell processo del 2000 era chiaro il carattere vendicativo del giudice. É stato tutto un montaggio poliziesco Abbiamo alcuni esempi:
– l’unica testimonianza è di un vicino che di notte e dal quarto piano di una casa afferma di riconoscere Karlos,con il volto coperto, per il modo di camminare.
– l’accusa utilizza come prove delle cose sequestrate in casa di Karlos: solvente (lui era pittore), parrucche di carnevale, adesivi…
– prima di arrestarlo nel 1997 la polizia lo aveva seguito per un anno. In quegli annni la kale borroka a Andoain era abbastanza abituale ma non arrestarono nessun altro, solo Karlos come un ‘capro espiatorio’ con una condanna esemplare di 16 anni di galera.
– Il caso di Karlos bisogna capirlo nel contesto di quegli anni, perche questo tipo di proccesi assurdi, inventati o ricostruiti dalla polizia erano molto frequenti. La gioventù rivoluzionaria che lottava per il socialismo e l’ indipendenza del popolo basco era perseguitata e condannata a tantissimi anni, cosí credevano di poter annientare i giovani, di poter fermare la lotta.
4. Sicuramente non sono stati anni facili per Karlos fuori casa e lontano dal suo paese. Ma a Roma si era rifatto una vita e viveva con la sua compagna e suo figlio.

Ancora una volta vogliamo denunciare l’arresto di Karlos e vogliamo esprimere la nostra solidarietà con Karlos e con i suoi familiari e amici.

Seguiremo lottando fino a che Karlos e tutti i prigionieri e le prigioniere politiche siano libere.
È ora di svuotare tutte le carceri, facciamolo insieme!”

andoainalexis

Arkaitz, gogoan zaitugu! Non dimentichiamo,non perdoniamo!

  • febbraio 6, 2014 15:49

arkaitzArkaitz Bellon era un compagno di 36 anni di Elorrio, Biscaglia.
E’ stato trovato morto in cella, nel carcere di puerto de santa maria, Cadiz, dove da poco era stato trasferito dal carcere di Siviglia.
Alcuni compagni detenuti con lui lo hanno visto ieri mattina e durante il pranzo in buona salute, poi si era ritirato in cella per la siesta.

Arkaitz aveva più volte denunciato aggressioni da parte della polizia, e per questo era stato obbligato a lunghi periodi di isolamento.
Pochi mesi fa aveva denunciato un pestaggio brutale, avvenuto in cella, nel carcere di Siviglia, dove aveva partecipato a un lungo sciopero della fame, per il riconoscimento dei diritti dei prigionieri.
Arkaitz doveva uscire a maggio di quest’anno, dopo aver scontato una condanna a 13 anni per Kale Borroka a Donostia.
13 anni di carcere duro, lontano da casa, a più di mille km dal Paese Basco, come  sempre accade per l’infame strategia di ‘dispersione’ praticata dalla spagna sui prigionieri e le prigioniere basche.

“Nella visita che aveva ricevuto questo fine settimana Arkaitz parlava delle celebrazioni per l’imminente liberazione con entusiasmo, allegria e forza”..

Sentiamo il dolore immenso della tua famiglia e dei tuoi compagni, ci uniamo alla rabbia delle migliaia di persone che in queste ore stanno occupando strade e piazze, con la determinazione che da sempre contraddistingue la storia di Euskal Herria.

Non dimentichiamo e non perdoniamo, anche nel tuo nome, Arkaitz, verso la vittoria e la liberazione di tutto il popolo basco!

Herriak ez du barkatuko!
Adi mobilizazioetara!
Il popolo non perdonerà!
Pronti alle mobilitazioni!