COMPLICI E SOLIDALI…

PER INVIARE MESSAGGI DI SOLIDARIETA’…uncasobasco@autistici.org

3 novembre, con Aingeru e Piol !

  • 3 Novembre, 2014 11:07

AINGERU EPAIKETA MANI KARTELAAingeru Cardaño, che molti di noi hanno avuto la fortuna di conoscere l’anno scorso come compagno coimputato nel processo di Lander, sarà nuovamente giudicato oggi, 3 novembre, presso l’audiencia nacional di madrid.
Insieme a un altro compagno di Indautxu, Piol, saranno chiamati oggi a processo per rispondere all’accusa di un presunto reato di kale borroka, che si riferisce a 14 anni fa e per cui il pubblico ministero chiede 5 anni di carcere.

Una storia che si ripete quella della persecuzione da parte dell’autorità madrilena, di giovani indipendentisti baschi, per presunti reati di danneggiamento, anche a distanza di molti anni, con l’inutile scopo di punire, limitare e scoraggiare la dissidenza basca, che invece non teme la repressione e va avanti verso la liberazione di Euskal Herria e di tutti i prigionieri e le prigioniere politiche ancora costrette nelle carceri spagnole e francesi.

Complici e solidali con Aingeru e Piol!
Non sarete mai soli!

BORROKA DA BIDE BAKARRA!
LA LOTTA è L’UNICO CAMMINO!

 

11 ottobre “NON LASCIAMOLI SOLI” Solidarietà con Urtzi,Telle e i giovani baschi!

  • 7 Ottobre, 2014 19:34

kartelaUrtzi e Telle , due giovani ragazzi di Bilbao, arrestati nel giugno del 2012 per la presunta partecipazione ad alcuni incidenti durante lo sciopero generale del 29 marzo dello stesso anno sono stati condannati a due anni e sei mesi lo scorso 22 settembre. L’Alta Corte aveva dichiarato che ci sarebbe stata una “punizione esemplare” per chi avesse procurato “distrubi”.
Dopo la condanna i due ragazzi hanno scelto la via della “disobbedienza” ed hanno deciso di non presentarsi alle autorità nel giorno della scadenza del mandato. Il 2 ottobre infatti è stata indetta una conferenza stampa in cui i due hanno dichiarato la loro volontà a non consegnarsi  dichiarandosi ingiustamente giudicati e condannati in un processo farsa.
Per questo i compagni e le compagne hanno scelto, come atto di solidarietà, di lanciare un concentramento nella piazza del quartiere di Deusto (il quartiere di Urtzi e Telle) per tutta la mattina di sabato 11 ottobre, caratterizzata da azioni da parte del movimento femminista, dei sindacati, delle organizzazioni politiche e dei movimenti giovanili con lo slogan comune “Non lasciamoli soli”.

Urtzi e Telle li abbiamo conosciuti a Roma e ci sentiamo complici e solidali con loro e con quanti e quante, in Euskal Herria, ogni giorno affrontano l’infamità della repressione e la prepotenza delle leggi spagnole, come l’assurdo caso dei 4 compagn* di Bilbao, che pochi giorni fa sono stati condannati per aver scritto una lettera in ricordo di una militante morta.Oroimena 4

Intanto oggi per lo stato spagnolo, arriva la sesta condanna da parte del tribunale europeo dei diritti umani, per non aver investigato su due casi di tortura denunciati nel 2008 e 2011.

 
ELKARTASUNA eta ASKATASUNA
EUSKAL HERRIA AURRERA

HERRI HARRESIA, LOYOLA difende giovani militanti baschi/e

  • 23 Settembre, 2014 18:20

22 settembre 2014
UN MURO POPOLARE CONTRO LA REPRESSIONE

IMG_8508E’ cominciato ieri all’audiencia nacional di madrid il processo per 28 giovani indipendentist* basch* accusati, di appartenenza a Segi, un organizzazione giovanile, considerata terroristica e per questo messa fuori legge dal governo spagnolo nel 2007.

Dei 23 presenti al processo, tutti quelli che hanno testimoniato hanno denunciato le pesanti torture subite durante il periodo di incomunicacion, costretti ad auto incolparsi per dare modo alla magistratura di aprire un processo che altrimenti non avrebbe potuto nemmeno iniziare, essendo basato unicamente sulle testimonianze estorte con abusi, vessazioni e maltrattamenti ai danni dei giovani militanti baschi.

5 ragazz*, Jazint Ramirez, Xabier Arina, Imanol Salinas, Igarki Robles e Irati Tobar, hanno scelto di non presentarsi al processo ed immediatamente per loro è scattato il mandato di cattura.

Nel pomeriggio di ieri nel comune di Azpeitia, davanti alla cattedrale di Loyola centinaia di solidali si sono stretti intorno ai 5 giovani, per tentare di impedirne l’arresto e per testimoniare al mondo l’infamità e la brutalità della finta democrazia spagnola nei confronti dei dissidenti baschi.

SegiTre ore di Herri Harresia – Muro Popolare- hanno temporaneamente impedito la cattura dei giovani militanti.
La polizia autonoma basca, la ertzaintza, ha faticato per portare a termine l’infame compito e l’ha fatto picchiando decine e decine di attivist* di ogni età che hanno resistito il più possibile per difendere i compagni e le compagne accusate.

LA ERTZAINTZA LLEGA A LOYOLA PARA DETENER A LOS CINCO PROCESADOS DE SEGI

 

 

Anche due manifestanti sono stati arrestati con l’assurda accusa di lesioni nei confronti di un poliziotto che pare si sia rotto una gamba cadendo goffamente mentre era intento ad aggredire il presidio.

Ancora una volta la dignità, la forza e la determinazione di Euskal Herria si è opposta all’arroganza e all’arbitrarietà dell’infame legislazione spagnola.

VIDEO Herri Harresia Loyola

Da Roma tutta la nostra solidarietà e vicinanza con i compagni e le compagne basche.

BORROKA DA BIDE BAKARRA!
LA LOTTA è L’UNICO CAMMINO!

Libertà per i/le giovani indipendentisti/e baschi/e!
Libertà per Euskal Herria!

NoTav: SOLIDARIETA’ da EUSKAL HERRIA con Chiara,Claudio,Mattia e Niccolò

  • 20 Maggio, 2014 22:44

Traduciamo il testo dell’appello alla manifestazione  di oggi davanti al consolato di Italia a Bilbao e Donostia, in solidarietà con il movimento No Tav e per la liberazione di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò.

http://www.ahtgelditu.org

bilboSolidarietà con la Val Susa, no alla criminalizzazione del movimento NO TAV!
Val de Susa NO TAV Elkartasuna! Kriminalizaziorik ez!

Il cordinamento di opposizione al TAV AHT Gelditu! Elkarlana y Mugitu! Mugimendua, movimento di disobbedienza civile contro il TAV, chiama a un presidio per oggi,20 maggio, in solidarietà con 4 oppositori del movimento NO TAV dellaValle di Susa, che saranno processati in questi giorni in Italia.
Allo stesso tempo, vi informiamo che dalla Val Susa è stato lanciato un appello perché qualsiasi persona o collettivo possa aderire esprimendo la propria solidarietà all’indirizzo appello10maggio@gmail.com.
Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò è importante ripetere i loro nomi, è importante pronunciarli a voce alta perché si sta parlando di quattro vite;di quattro attivist* NO TAV che sono in carcere dal 9 dicembre, distribuiti nelle prigioni di Alessandria,Ferrara e Roma.
Chiara, Claudio , Mattia y Niccolò sono stati accusati di terrorismo per aver suppostamente danneggiato compressore e per questo rischierebbero una pena di 30 anni di prigione.
por-mobilizazioakIl processo comincerà il prossimo 22 maggio.
Di cosa sono accusati esattamente? Li si accusa di aver partecipato ad una protesta nella quale suppostamente si danneggiò un compressore. Per due procure e un pubblico ministero dell’udienza preliminare, Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò tentarono con questa azione di danneggiare l’immagine dell’Italia. La situazione di isolamento nella quale si trovano queste persone, a seguito della chiusura delle indagini, va contro quello che si può leggere nell’articolo 3 del Convegno Europeo di Diritti Umani penitenziari.
Dal movimento di opposizione al TAV di Euskal Herria rifiutiamo il progetto del TAV e la sproporzionata accusa di terrorismo davanti la quale si trovano i nostr* compagn* di lotta, allo stesso tempo sollecitiamo la libertà immediata per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò e l’ archiviazione degli atti giudiziali.

AHT Gelditu! Elkarlana
Mugitu! Mugimendua
IMG-20140520-WA0009no tav

 

17 aprile giornata di solidarietà con i prigionieri e le prigioniere politiche

  • 17 Aprile, 2014 13:49

IMG-20140417-WA0010Oggi 17 aprile a Roma diversi solidali hanno deciso di attraversare la giornata internazionale di solidarietà contro la prigionia politica.
Abbiamo deciso di toccare tre luoghi simbolici per richiamare l’attenzione sul tema.
Di fronte all’ambasciata spagnola è stata esposta una bandiera basca mentre venivano distribuiti dei volantini informativi. La reazione scomposta e innervosita da parte dei funzionari dell’ambasciata dimostra quanto la questione delle centinaia di prigionieri e prigioniere politiche basche sia una nervo scoperto che il governo di madrid non vuole affrontare.
Successivamente abbiamo fatto un passaggio alle scuderie del Quirinale dove è in corso la mostra internazionale su Frida Khalo. Qui abbiamo ricordato che esiste un altro messico ribelle che quotidianamente costruisce un mondo alternativo al neoliberismo; abbiamo richiamato l’attenzione su alcuni casi esemplari.
Come terzo e ultimo passaggio abbiamo deciso di sanzionare la El Al, compagnia di bandiera israeliana, ricordando che israele non è una meta di turismo alternativo ma uno stato occupante che imprigiona e occupa militarmente un intero popolo da più di sessanta anni.

Senza la loro libertà non saremo mai liberi e libere

Di seguito il link alla trasmissione radio realizzata per il 17 aprile, con il contributo di Un Caso Basco a Roma, Free Palestine, La Pirata e Comitato Carlos Fonseca
TRASMISSIONE RADIO PRIGIONIERI/E POLITICHE
https://archive.org/details/17AprilePrigionieriPoliticiFinal

PERCHE’ IL 17 APRILE?
Il 17 aprile 1974 viene rilasciato Mahmoud Hijazi Baker, prigioniero politico palestinese, dopo uno scambio di prigionieri con Israele. Da quel giorno per tutto il movimento di liberazione palestinese questa data diventa un simbolo, un occasione ogni anno per rimettere in primo piano la questione della prigionia politica. Anni dopo anche il movimento basco riprende questa data per organizzare e coordinare mobilitazioni su questo tema fino ad arrivare ai giorni nostri quando a diverse latitudini si decide di tendere il famoso “filo rosso” che unisce chi lotta per la costruzione di un mondo più giusto e per questo subisce le conseguenze della repressione. Oggi quindi, il giorno del 17 aprile diventa una giornata che non vuole rappresentare una vuota celebrazione bensì un occasione per organizzare mobilitazioni e partecipare alla degna lotta di chi da dentro il carcere reclama a gran voce non solo la propria libertà ma quella di tutti e tutte.
Come Leonard Pertier che da 36 anni resiste nella carceri americane o Mumia Abu Jamal che nelle stesse carceri fra pochi giorni compirà 60 anni;
Come Alvaro Sebastian Ramirez che da 18 anni è rinchiuso nelle carceri messicane.
Come la resistenza quotidiana dei più di 5000 prigionieri/e politici palestinesi che al pari del loro popolo subiscono quotidianamente l’oppressione dell’occupazione israeliana.
Come le centinaia di prigioniere e prigionieri politici baschi e tutti/e coloro che, in esilio da decine di anni, non possono fare ritorno nella propria terra.
Come le compagne e i compagni reclusi nelle carceri italiane per aver partecipato alle lotte sociali di questi anni.
Quest’anno il 17 aprile cade nei giorni della protesta promossa dal coordinamento nazionale dei detenuti, ancora di più quindi, vogliamo unire la nostra voce a quella di chi, da dentro, lotta per conquistare diritti e libertà.
A tutti e tutte loro va il nostro saluto e la nostra solidarietà.
Senza la vostra libertà non saremo mai liberi e libere!

Free Palestine Roma http://freepalestine.noblogs.org/
Un caso basco a Roma http://uncasobascoaroma.noblogs.org/
Comitato Carlos Fonseca http://comitatocarlosfonseca.noblogs.org/
LaPirata http://lapirata.indivia.net/
– Nodo solidale, Roma e Messico
– Nomads, Bologna, Berlino e Messico
– Collettivo Zapatista di Lugano
– Aderenti individuali

20140417_190216I PRIGIONIERI E LE PRIGIONIERE BASCHE
La città di Roma negli ultimi due anni ha conosciuto il caso di Lander, un militante della sinistra indipendentista basca che stava vivendo qui, perseguitato dalle autorità spagnole.
Come abbiamo sempre sostenuto durante la campagna, il caso di Lander non rappresenta un’eccezione nel contesto basco.
Centinaia sono infatti i casi di persecuzione, sequestri, tortura, aggressioni da parte di agenti in borghese e processi in tribunali speciali ; tutto questo è sostenuto da una legislazione penitenziaria fascista sopravvissuta alla dittatura di Franco, che per i 500 prigionieri e prigioniere politiche basche è caratterizzata da dispersione in carceri lontane centinaia di km da casa, aggressioni fisiche e psicologiche nelle celle, vessazioni dei famigliari durante le visite, isolamento e leggi speciali.
Sistematica è la criminalizzazione della dissidenza politica e sociale basca, l’uso indiscriminato della legislazione “antiterrorista” da parte dello stato spagnolo per colpire duramente chi svolge attività politica nelle organizzazioni della sinistra indipendentista, così come negli altri movimenti politici e sociali del Paese basco. Anche lì il movimento contro gli sfratti, il sindacalismo di base, la lotta contro il TAV basco, gli spazi occupati, i collettivi giovanili, per citarne alcuni, vengono attaccati quotidianamente, con accuse pesantissime e richieste di pene che non hanno eguali. Da decenni il Paese basco è un vero e proprio laboratorio di repressione. In questi mesi la “democratica” Spagna ha processato in tribunali speciali e arrestato, lanciatori di torte No Tav, compositori di versi solidali, rapper, associazioni di familiari dei prigionieri e avvocati. Laddove le leggi speciali sono normalità ogni forma di attivazione diventa reato, tutto è terrorismo! Le stesse strategie che vediamo sempre più spesso utilizzare contro i movimenti sociali in Italia. Da qui l’importanza di continuare e rafforzare l’attività di solidarietà e di connessione tra le diverse esperienze di lotta e di resistenza nei nostri territori e in quelli del Paese Basco.
Euskal Preso eta Ieslariak Etxera!
Libertà per i prigionieri e le prigioniere basche, rientro a casa per chi è in esilio!
Non dimentichiamo e non perdoniamo, anche nel tuo nome, Arkaitz, verso la vittoria e la liberazione di tutto il popolo basco!

volantino distribuito a Roma il 17 aprile 2014
20140417_190132

 

 

 

 

 

Per Bahar libero subito!

  • 16 Gennaio, 2014 12:21

CONTRO LA REPRESSIONE NESSUN@ E’ SOL@
il saluto di bentornato di bahar a lander.

 

bahar non ci sarà venerdi 17  all ONGI ETORRI perché costretto a misure cautelari in italia con richiesta di estradizione da parte della turchia per la sua militanza politica.
l’ ONGI ETORRI parlerà anche di di questa storia.

COMPLICI E SOLIDALI, TUTT@ LIBER@

bahar1

Lander e Aingeru sono di nuovo liberi

  • 19 Novembre, 2013 10:23

landerlibero2

Lander e Aingeru sono di nuovo liberi

Non capita spesso di poter prendere parola per comunicare una bella notizia.
Dopo più di due anni di campagna portata avanti dal comitato uncasobascoaroma
e dalle reatà solidali in molte città, possiamo dare il bentornato in libertà a lander e Aingeru.

Mentre scriviamo sappiamo che i due compagni stanno rientrando in Euskal Herria per ricevere un caldo abbraccio dai compagni e le compagne che insieme alle famiglie li stanno aspettando nel quartiere di Santutxu, a Bilbao. Lander e Aingeru, finalmente liberi, potranno ritrovarsi in strada dopo più di dieci anni nei quali sono stati costretti dietro le sbarre a causa delle diverse carcerazioni subite da francia e spagna.

Non ci aspettavamo nessun tipo di giustizia da un tribunale speciale come l’Audiencia Nacional spagnola, erede del franchista Tribunal de Orden Publico. L’assoluzione avviene dopo che entrambi sono stati privati della propria libertà per molto tempo.

Ricordiamo che Lander venne sequestrato nelle strade di Roma a giugno 2012 da uomini in passamontagna con armi alla mano mentre usciva dalla sua abitazione a Garbatella dove viveva da diversi mesi alla luce del sole.
Dopo diversi giorni in carcere viene mandato agli arresti domiciliari dove trascorre quasi dieci mesi prima di essesere nuovamente sequestrato ed estradato dallo stato italiano per conto della spagna. Messo su un volo speciale, trattato come un pericoloso terrorista e messo in isolamento nel carcere di massima sicurezza di Soto del Real, prima di essere trasferito nel carcere di Estremera dove è rimasto per quasi sette mesi in attesa del processo. A tutto questo va aggiunta la campagna diffamatoria portata avanti dai mezzi di informazione ufficiali tra i quali si è distinta per infamità l’agenzia di stampa EFE che in questi due anni non ha mai smesso di diffondere menzogne e falsità smentite dai fatti.
Nessuna assoluzione potrà restituire il tempo rubato e le violenze subite.

Sin dall’inizio la campagna è stata portata avanti dal comitato in maniera ampia e plurale. Innumerevoli le iniziative pubbliche, convegni, sanzionamenti e i presidi che hanno goduto del sostegno di singoli e singole compagne, delle molte realtà di movimento, di giuristi, ricercatori universitari e anche parlamentari.
In ogni occasione è stato detto forte e chiaro che Lander non è un terrorista ma un militante politico della sinistra indipendentista basca contro il quale si è abbattuta un’assurda e spietata persecuzione politica.Una persecuzione alla quale ha contribuito attivamente lo stato italiano che servilmente si è prostrato alle richieste di Madrid, subordinando il rispetto dei più basilari diritti umani alla ragion di stato.

lander è libero inizia la festa

lander è libero inizia la festa

Abbiamo anche ribadito con forza che quello di Lander e Aigeru è un caso tra i tanti che colpiscono chi lotta per la libertà del paese basco.La battaglia per cercare di fermare l’estradizione di lander è stata una battaglia per dare voce a quanti e quante in Euskal Herria subiscono quotidiananmente torture, violenze e carcerazioni che hanno il sapore della vendetta che lo stato spagnolo riserva alla dissidenza politica e sociale basca. Dopo più di due anni dalla fine della lotta armata il governo di Madrid invece di impegnarsi per l’avvio di un vero processo di pace continua a colpire duramente e criminalizzare centiania di militanti del paese basco sventolando lo spauracchio del terrorismo per governare con la paura gli effetti di una crisi economica e sociale devastante.
Quello di oggi è un solo un passaggio nella battaglia per la liberazione di tutte e tutti i prigionieri politici baschi, un’altra goccia nel mare della risposta popolare che in Euskal Herria e a livello iternazionale chiede con forza la fine dei processi politici contro la dissidenza basca e l’avvio di una fase veramente risolutiva del conflitto.

Terrorista è lo stato spagnolo che reprime e tortura non chi lotta ogni giorni per la libertà, con loro continueremo a lottare compilci e solidali.

Ongi etorri Lander eta Aingeru!
Euskal preso eta ihesleriak etxera!

un caso basco a roma

bilbi

EZ DUGU IZATERIK ASKE HAIEK GABE!

11/11 Dai compagni e le compagne di Roma: Lander e Aingeru liberi subito!

  • 12 Novembre, 2013 01:14

 

EUSKAL PRESOAK ETXERA!

TUTTI LIBERE!

OCCUPATA SEDE ITALIANA DELLA EFE (AGENZIA STAMPA SPAGNOLA)

  • 7 Novembre, 2013 12:10

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: COMITATO “UN CASO BASCO A ROMA” OCCUPA SEDE ITALIANA DELLA EFE (AGENZIA STAMPA SPAGNOLA). “11 NOVEMBRE: PROCESSO PER LANDER, CI SAREMO ANCHE DALL’ITALIA SOTTO L’AUDINECIA NACIONAL DI MADRID”.

20131107_120450Questa mattina un nutrito gruppo di militanti del Comitato “Un caso basco a Roma” ha occupato la sede dell’agenzia stampa spagnola EFE, in Piazza Navona 106. Un’azione che ha puntato l’indice contro la principale agenzia stampa al soldo del governo di Madrid, sempre pronta a criminalizzare la lotta per l’autonomia dei militanti baschi e soprattutto schiacciata in maniera acritica sulla ragion di Stato del governo spagnolo, nonostante le torture e le leggi speciali che – come ha recentemente ricordato la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo – sono in aperta contraddizione con la “condotta democratica” che si dice di applicare in Euskal Herrira.
L’azione di stamattina rappresenta un modo per rompere il silenzio e l’ipocrisia intorno al noto caso di Lander Fernandez Arrinda, che il prossimo 11 novembre si troverà davanti i giudici dell’Audiencia Nacional di Madrid (insieme al coimputato Aingeru, al quale fu estorta sotto tortura la dichiarazione con cui fu poi costruita l’accusa a Lander), chiamati ad emettere la sentenza finale su una montatura politica che rischia ancora di privare Lander della sua libertà.
20131107_120522Già da tempo, infatti, Lander si trova in arresto con l’accusa, infondata, di essere un etarra e soprattutto di aver danneggiato un autobus a seguito di un corteo di oltre 10 anni fa. Prima arrestato in Italia, nel giugno 2012, è poi costretto ai domiciliari per 10 mesi; poi, lo scorso 27 aprile, estradato e detenuto nel carcere di Estremera, appena fuori Madrid.
Il contributo dei suoi compagni e delle sue compagne, oltre al sostegno di chi da più di un anno si è prodigato per fare chiarezza sul suo caso, hanno dato vita all’azione odierna: che si torni a parlare del Paese Basco e di Lander, che si distenda nuovamente la fitta rete di solidarietà che ha dato vita alla campagna per la sua liberazione.

Oggi più che mai, parlare dei Paesi Baschi vuol dire parlare di noi.

Per info:
http://uncasobascoaroma.noblogs.org/
https://www.facebook.com/uncasobasco.aroma
Twitter: @landerlibero
email uncasobasco@autistici.org

 

RASSEGNA STAMPA

La notizia è uscita in rete su diversi siti,
-italiani:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/9582-roma-occupata-sede-agenzia-stampa-spagnola

http://www.dinamopress.it/news/lander-libero-occupata-sede-dellagenzia-di-stampa-spagnola-efe

http://www.contropiano.org/archivio-news/documenti/item/20163-lander-libero-occupata-a-roma-l-agenzia-di-stampa-spagnola

http://www.romatoday.it/cronaca/caso-lander-blitz-attivisti-sede-agenzia-stampa-efe-piazza-navona.html

http://webpedia.altervista.org/post/701892/

-baschi:

http://www.askapena.org/it/content/ocupan-la-sede-de-la-agencia-efe-en-roma-en-solidaridad-con-lander-fern%C3%A1ndez

http://www.naiz.info/eu/actualidad/noticia/20131107/solidarios-italianos-ocupan-la-sede-de-efe-en-roma-en-apoyo-a-lander-fernandez

http://www.berria.info/albisteak/85552/fernandez_arrindaren_aldeko_elkartasun_taldea_efe_ren_erromako_egoitzan_sartu_da.htm

-spagnoli:

http://www.elcorreo.com/vizcaya/20131107/mas-actualidad/mundo/radicales-italianos-apoyan-eta-201311071440.html

http://www.elconfidencial.com/ultima-hora-en-vivo/2013-11-07/un-grupo-proetarra-irrumpe-en-la-sede-de-la-agencia-efe-en-roma_90317/

http://www.republica.com/2013/11/07/radicales-italianos-irrumpen-en-la-sede-de-efe-en-roma-en-apoyo-a-un-preso-etarra_723897/

http://www.elmundo.es/espana/2013/11/07/527b8d7163fd3dbd2b8b4583.html

http://www.abc.es/espana/20131107/abci-radicales-italianos-201311071425.html

http://www.diariosigloxxi.com/texto-s/mostrar/95815/eta-identificado-uno-de-los-asaltantes-de-la-sede-de-efe-en-roma

http://ecoteuve.eleconomista.es/ecoteuve/prensa/noticias/5291758/11/13/Un-grupo-proetarra-irrumpe-en-la-sede-de-la-agencia-Efe-en-Roma.html

http://www.intereconomia.com/noticias-gaceta/politica/radicales-proetarras-italianos-irrumpen-sede-efe-roma-20131107

 

Il lancio dell’ Agenzia Nazionale Stampa Associata (ANSA)

SPAGNA: MILITANTE BASCO ESTRADATO, BLITZ IN SEDE EFE A ROMA

(ANSA) – ROMA, 7 NOV – Un gruppo di militanti del sedicente Comitato ‘Un caso basco a Romà ha compiuto un blitz stamani nella sede dell’agenzia di stampa spagnola Efe in piazza Navona per protesta contro il processo in Spagna a un presunto membro dell’Eta estradato dall’Italia. Pretendevano la pubblicazione di una notizia sul caso, rifiutata dai giornalisti, secondo quanto riferito. Ci sono stati momenti di tensione prima che i militanti si allontanassero. I giornalisti denunciano di essere stati aggrediti. (ANSA).

(ANSA) – ROMA, 7 NOV – Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia, chiamata dalla Efe e arrivata quando i militanti si erano già allontanati. Gli agenti stanno raccogliendo le testimonianze del personale dell’agenzia. «L’azione di stamattina rappresenta un modo per rompere il silenzio e l’ipocrisia intorno al noto caso di Lander Fernandez Arrinda – si legge in un comunicato del sedicente Comitato ‘Un caso basco a Romà -, che il prossimo 11 novembre si troverà davanti i giudici dell’Audiencia Nacional di Madrid (insieme al coimputato Aingeru, al quale fu estorta sotto tortura la dichiarazione con cui fu poi costruita l’accusa a Lander), chiamati ad emettere la sentenza finale su una montatura politica che rischia ancora di privare Lander della sua libertà». «Già da tempo, infatti, Lander si trova in arresto con l’accusa, infondata, di essere un etarra e soprattutto di aver danneggiato un autobus a seguito di un corteo di oltre 10 anni fa – prosegue la nota -. Prima arrestato in Italia, nel giugno 2012, è poi costretto ai domiciliari per 10 mesi; poi, lo scorso 27 aprile, estradato e detenuto nel carcere di Estremera, appena fuori Madrid». (ANSA).

 

 

Roma Antifà – Lander Askatu!

  • 21 Agosto, 2013 22:58

 

BILBAO 20 AGOSTO 2013

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Daje Lander dalla Val Susa che resiste!

  • 17 Agosto, 2013 18:37

Val di Susa agosto 2013

vernetto giobbe

Daje Lander sui muri della Valle, aspettando di ritornarci nuovamente insieme!

 

Foto0297Dal presidio del Vernetto, che monitora gli spostamenti dei tir verso il cantiere..

 

 

 

 

Foto0300Dai sentieri violati dalle truppe d’occupazione, che da Giaglione portano dentro ai boschi della val Clarea..

 

 

 

 

chiomonteDalla centrale idroelettrica di Chiomonte, dove continua il campeggio di lotta davanti ai cancelli del  cantiere..

 

No TAV – Ez AHT

Lander Libero! Giobbe Libero!

Tutti Libere!

AURRERA!

UN SALUTO PER LANDER DA ZULU DEI 99 POSSE

  • 2 Luglio, 2013 23:05

 

PALESTINA SOLIDALE CON EUSKAL HERRIA

  • 16 Giugno, 2013 18:33

LanderVenerdì 14 giugno durante un corteo che dal villaggio di Al Maasara ha raggiunto l’insediamento ebraico di Gush Etzion tra i cartelli che chiedono libertà c’è anche anche il nome di Lander.

LANDER LIBERO!

PALESTINA LIBERA!

TUTTI LIBERE!

Lander1

ESKERRIK ASKO

  • 15 Giugno, 2013 17:59

ACROBAXESKERRIK ASKO

“La solidarietà rompe i muri dei carceri”
Solo un anno fa Lander veniva arrestato. In questi mesi ha cominciato il suo lavoro il comitato “un caso basco a Roma”. Un laboratorio fatto di singoli e collettivi che con azioni, iniziative, incontri, concerti, feste, presentazioni di libri ha provato a bloccare l’estradizione di Lander mantenendo una finestra aperta sui paesi baschi. Una battaglia di giustizia e libertà dura e difficile, condotta contro la diplomazia dello stato spagnolo e la complicità di quello italiano. Il 27 aprile Lander è stato estradato ma questo anno di attività ha costruito reti solidali che non si possono arrestare. Sostenendo Lander il comitato ha provato a ridare centralità al conflitto basco, coinvolgendo anche  parlamentari e giuristi alimentandosi della solidarietà dei compagn@ di Roma e di tante altre città. Il coraggio della lotta lotta basca ha costruito un patrimonio umano e politico che non vogliamo disperdere, abbiamo aperto uno spazio pubblico di discussione sul conflitto basco che non vogliamo chiudere. Lander è in carcere a Madrid ma lo lotta per la sua libertà  e di tutt* i prigionier* politc* bach* continua.
Sabato 8 giugno è stata una giornata molto importante. Musica, immagini e parole in euskera fino a tarda notte. Storie di lotta di ieri e di oggi che hanno prodotto un volume altissimo che è entrato nelle celle dei carceri spagnoli. Una partecipazione straordinaria  e per nulla scontata che ci riconsegna una volontà diffusa di continuare questa battaglia. Il comitato “un caso basco a Roma” è uno spazio aperto e continuerà a sostenere Lander e tutt* i presos, connettere e raccontare le lotte dei paesi baschi.
Eskerrik asko vuole dire grazie. Eskerrik asko ai compagn* di Acrobax che hanno ospitato l’evento. Eskerrik asko a Fermin Muguruza e la sua band, gli Shots in The Dark, la Banda Batxoki e Prozac per avere reso possibile la serata. Eskerrik asko ai\le compagn* di Bilbo, Torino e Teramo perché sono partiti da lontano. Eskerrik asko a tutt* per aver collaborato ed esserci stati. Eskerrik asko a chi non è libero ma ha fatto arrivare forte la sua voce.
http://www.youtube.com/watch?v=PKgGNhGWIeo&feature=youtu.be
“contro ogni carcere, contro ogni fascismo. daje forte sempre. jo ta ke irabazi arte”
Un caso basco a Roma – Lander Libero

Do I Need (S)Pain? Contestazione allo stand del ministero del turismo spagnolo

  • 25 Maggio, 2013 14:01

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25 maggio – Roma

Questa mattina un gruppo di 30 attivisti/e del comitato ‘Un caso basco a Roma’ hanno interrotto la manifestazione ‘La Spagna a Roma’ organizzata dall’Ufficio Spagnolo del Turismo presso la Galleria Alberto Sordi, nel centro della città.

Con foto, striscioni e volantini hanno denunciato l’altro volto del paese iberico, il volto della repressione delle lotte sociali, della tortura dei detenuti, dei diritti negati di centinaia di cittadini e cittadine basche.

 

_MG_1922L’azione è stata fatta in solidarietà con gli oltre 600 detenuti e detenute politiche basche costretti nelle carceri spagnole, tra cui Lander Fernandez, che ha vissuto a Roma negli ultimi due anni e che un mese fa è stato estradato a Madrid, con l’accusa di danneggiamento di un autobus avvenuto nel 2002. Un caso quello di Lander, come molti altri, in cui un’accusa assurda, basata su una testimonianza rilasciata sotto tortura da un altro detenuto, viene trasformata in reato di terrorismo dalla propaganda del governo spagnolo.

 

 

 

La reazione ottusa degli addetti allo stand del turismo è sfociata nel ridicolo accanimento contro le foto dei prigionieri e dei torturati baschi. A ricordarci nuovamente il legame inscindibile tra lo stato spagnolo e quello italiano un plotone di polizia ha inseguito il comitato che si stava allontanando dallo stand, strattonando alcuni attivisti/e tentando invano di identificarli.

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Questo il volantino distribuito durante l’iniziativa.

 

Do I need (S)pain??

LA SPAGNA TORTURA.

NON ANDARCI IN VACANZA !

Spagna non vuole dire solo mare, spiagge, città da visitare e attrazioni turistiche.

Spagna è anche tortura e repressione dei movimenti politici e sociali.

Da diversi anni le associazioni per la tutela dei diritti umani e importanti organizzazioni internazionali hanno denunciato molti casi di tortura avvenuti nelle carceri e nei commissariati spagnoli, ma il governo di Madrid continua a fare orecchie da mercante, mantenendo in vigore la legislazione speciale antiterrorista che favorisce la pratica dei maltrattamenti contro attiviste e attivisti politici baschi e non solo.

Torture e maltrattamenti usati per estorcere dichiarazioni favorevoli all’accusa e funzionali alla costruzione di processi farsa. Proprio alcune settimane fa il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura ha reso pubblico il rapporto annuale in cui viene documentato un caso di tortura avvenuto nel 2011 ai danni di una giovane attivista basca.

Questo atteggiamento del governo spagnolo risulta particolarmente assurdo e odioso dopo che nell’ottobre 2011 l’organizzazione indipendentista Eta ha posto fine in maniera definitiva alla lotta armata, rispondendo alla volontà di risoluzione del conflitto condivisa dalla stragrande maggioranza della società basca. Il governo di Madrid, invece di dimostrare di essere all’altezza della situazione, continua a seguire il vecchio copione di criminalizzazione e repressione.

Anche la città di Roma ha vissuto recentemente gli effetti dell’ottusa politica repressiva spagnola, con il caso del cittadino basco Lander Fernández Arrinda, che viveva nella nostra città da due anni, estradato con la complicità del governo italiano e incarcerato a Madrid sulla base di un’assurda accusa di terrorismo, frutto di una confessione estorta sotto tortura, come hanno dimostrato i diversi parlamentari italiani e i giuristi di livello internazionale che hanno seguito il caso.

Questa città non può tollerare che nelle sue piazze si mettano in vetrina le attrazioni turistiche spagnole, mentre nelle carceri e nei commissariati del paese iberico è in corso una vera e propria persecuzione di movimenti politici e sociali.

Alde hemendik! Via da qui chi reprime e tortura!

LANDER LIBERO !

BASTA TORTURA ! BASTA REPRESSIONE !

SOLIDARIETA’ alle PRIGIONIERE e ai PRIGIONIERI POLITICI BASCHI !

EUSKAL PRESOAK eta IHESLARIAK ETXERA !

TUTTI LIBERE !

UNCASOBASCOAROMA.NOBLOGS.ORGIMG_1682locandina

AIDA CAMP- PALESTINA SOLIDALE

  • 18 Maggio, 2013 12:03

DSC_0597PALESTINA 

CAMPO PROFUGHI DI AIDA – zona BETLEMME

 

 

 

 

 

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لندرLa torretta militare israeliana che sovrasta l’entrata del campo profughi di Aida, incorporata nel muro dell’apartheid, è andata a fuoco nel dicembre 2012 nelle giornate di lotta seguite all’uccisione di Mohammad Zaid Awwad Salayam, giovane ragazzo di Hebron colpito a morte  a un Check Point, da una soldatessa israeliana, nel giorno del suo diciassettesimo compleanno.

http://freepalestine.noblogs.org/post/2012/12/15/stella-cometa-o-torretta-in-fiamme-aida-camp-ci-dice-la-sua/

I/Le compagn* antifascist* del campo di Aida, in queste foto, ci dimostrano ancora una volta che le solidarietà non ha confini e che la lotta dal basso per la libertà è la stessa in qualsiasi  parte del mondo.

  PALESTINA LIBERA!

  LANDER LIBERO!

  TUTTI LIBERE!

   PALESTINAN INTIFADA !    

   EUSKAL HERRIAN  MATXINADA !

ARDITA SAN PAOLO PER LANDER

  • 11 Maggio, 2013 12:31

11 MAGGIO 2013- ROMA- ARDITA SAN PAOLO PER LANDER

ARDITA PER LAN

1 maggio 2013 – Girasoli solidali con Lander!

  • 2 Maggio, 2013 17:36

“Abbiamo deciso di dedicare la guerrilla gardening dell’ International Sunflower day 2013 al compagno basco Lander Fernandez Arrinda sperando di vederlo presto libero tornare nella nostra città! I nostri girasoli seminati quando sbocceranno grideranno per Corviale FREE LANDER!
buon primo maggio a tutt*”

giardinier* sovversiv* roman*

giardinier sovverrsiv x lander

1 maggio 2013 – c.s.o.a. Forte Prenestino – Roma

  • 2 Maggio, 2013 12:05

1 MAGGIO 2013  – c.s.o.a. FORTE PRENESTINO

27° ANNO D’OCCUPAZIONE – 31° FESTA DEL NON LAVORO

forte

 

 

24 aprile – Roma – Blitz alla Commissione Europea

  • 24 Aprile, 2013 15:11

20130424_121346Questa mattina oltre 50 attivisti della rete in solidarietà con Lander Fernandez hanno occupato l’Ufficio di informazione del Parlamento Europeo in Italia, a Roma in Via Quattro Novembre 149. Lander è un cittadino di Bilbao, detenuto ai domiciliari da oltre 10 mesi nella sua abitazione di Roma. Su Lander pende la richiesta di estradizione da parte della Spagna che lo accusa di aver commesso un reato di danneggiamento di un autobus durante una manifestazione a Bilbao nel febbraio 2002. La scorsa settimana la Cassazione ha dato l’ennesimo parere favorevole all’estradizione, calpestando l’articolo 26 della Costituzione italiana che dichiara come l’estradizione “non può essere in nessun caso ammessa per i reati politici”. Con l’occupazione degli uffici del Parlamento Europeo, gli attivisti hanno voluto presentare alle istituzioni europee un dossier dettagliato sulla vicenda di Lander e un appello contro l’estradizione firmato da deputati e senatori italiani. Gli Uffici, nella persona di Daniel Ractliffe, hanno preso l’impegno di divulgare questo materiale e render nota la vicenda di Lander a tutti gli eurodeputati. Nella mattina, è stata inoltre presentata un’interrogazione al Ministro della Giustizia Severino dal deputato di SEL Daniele Farina per scongiurare qualsiasi colpo di mano su una storia così delicata in questa fase di passaggio di poteri da un governo a un altro.