comunicati e volantini

Lander e Aingeru sono di nuovo liberi

  • 19 Novembre, 2013 10:23

landerlibero2

Lander e Aingeru sono di nuovo liberi

Non capita spesso di poter prendere parola per comunicare una bella notizia.
Dopo più di due anni di campagna portata avanti dal comitato uncasobascoaroma
e dalle reatà solidali in molte città, possiamo dare il bentornato in libertà a lander e Aingeru.

Mentre scriviamo sappiamo che i due compagni stanno rientrando in Euskal Herria per ricevere un caldo abbraccio dai compagni e le compagne che insieme alle famiglie li stanno aspettando nel quartiere di Santutxu, a Bilbao. Lander e Aingeru, finalmente liberi, potranno ritrovarsi in strada dopo più di dieci anni nei quali sono stati costretti dietro le sbarre a causa delle diverse carcerazioni subite da francia e spagna.

Non ci aspettavamo nessun tipo di giustizia da un tribunale speciale come l’Audiencia Nacional spagnola, erede del franchista Tribunal de Orden Publico. L’assoluzione avviene dopo che entrambi sono stati privati della propria libertà per molto tempo.

Ricordiamo che Lander venne sequestrato nelle strade di Roma a giugno 2012 da uomini in passamontagna con armi alla mano mentre usciva dalla sua abitazione a Garbatella dove viveva da diversi mesi alla luce del sole.
Dopo diversi giorni in carcere viene mandato agli arresti domiciliari dove trascorre quasi dieci mesi prima di essesere nuovamente sequestrato ed estradato dallo stato italiano per conto della spagna. Messo su un volo speciale, trattato come un pericoloso terrorista e messo in isolamento nel carcere di massima sicurezza di Soto del Real, prima di essere trasferito nel carcere di Estremera dove è rimasto per quasi sette mesi in attesa del processo. A tutto questo va aggiunta la campagna diffamatoria portata avanti dai mezzi di informazione ufficiali tra i quali si è distinta per infamità l’agenzia di stampa EFE che in questi due anni non ha mai smesso di diffondere menzogne e falsità smentite dai fatti.
Nessuna assoluzione potrà restituire il tempo rubato e le violenze subite.

Sin dall’inizio la campagna è stata portata avanti dal comitato in maniera ampia e plurale. Innumerevoli le iniziative pubbliche, convegni, sanzionamenti e i presidi che hanno goduto del sostegno di singoli e singole compagne, delle molte realtà di movimento, di giuristi, ricercatori universitari e anche parlamentari.
In ogni occasione è stato detto forte e chiaro che Lander non è un terrorista ma un militante politico della sinistra indipendentista basca contro il quale si è abbattuta un’assurda e spietata persecuzione politica.Una persecuzione alla quale ha contribuito attivamente lo stato italiano che servilmente si è prostrato alle richieste di Madrid, subordinando il rispetto dei più basilari diritti umani alla ragion di stato.

lander è libero inizia la festa

lander è libero inizia la festa

Abbiamo anche ribadito con forza che quello di Lander e Aigeru è un caso tra i tanti che colpiscono chi lotta per la libertà del paese basco.La battaglia per cercare di fermare l’estradizione di lander è stata una battaglia per dare voce a quanti e quante in Euskal Herria subiscono quotidiananmente torture, violenze e carcerazioni che hanno il sapore della vendetta che lo stato spagnolo riserva alla dissidenza politica e sociale basca. Dopo più di due anni dalla fine della lotta armata il governo di Madrid invece di impegnarsi per l’avvio di un vero processo di pace continua a colpire duramente e criminalizzare centiania di militanti del paese basco sventolando lo spauracchio del terrorismo per governare con la paura gli effetti di una crisi economica e sociale devastante.
Quello di oggi è un solo un passaggio nella battaglia per la liberazione di tutte e tutti i prigionieri politici baschi, un’altra goccia nel mare della risposta popolare che in Euskal Herria e a livello iternazionale chiede con forza la fine dei processi politici contro la dissidenza basca e l’avvio di una fase veramente risolutiva del conflitto.

Terrorista è lo stato spagnolo che reprime e tortura non chi lotta ogni giorni per la libertà, con loro continueremo a lottare compilci e solidali.

Ongi etorri Lander eta Aingeru!
Euskal preso eta ihesleriak etxera!

un caso basco a roma

bilbi

EZ DUGU IZATERIK ASKE HAIEK GABE!

OCCUPATA SEDE ITALIANA DELLA EFE (AGENZIA STAMPA SPAGNOLA)

  • 7 Novembre, 2013 12:10

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: COMITATO “UN CASO BASCO A ROMA” OCCUPA SEDE ITALIANA DELLA EFE (AGENZIA STAMPA SPAGNOLA). “11 NOVEMBRE: PROCESSO PER LANDER, CI SAREMO ANCHE DALL’ITALIA SOTTO L’AUDINECIA NACIONAL DI MADRID”.

20131107_120450Questa mattina un nutrito gruppo di militanti del Comitato “Un caso basco a Roma” ha occupato la sede dell’agenzia stampa spagnola EFE, in Piazza Navona 106. Un’azione che ha puntato l’indice contro la principale agenzia stampa al soldo del governo di Madrid, sempre pronta a criminalizzare la lotta per l’autonomia dei militanti baschi e soprattutto schiacciata in maniera acritica sulla ragion di Stato del governo spagnolo, nonostante le torture e le leggi speciali che – come ha recentemente ricordato la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo – sono in aperta contraddizione con la “condotta democratica” che si dice di applicare in Euskal Herrira.
L’azione di stamattina rappresenta un modo per rompere il silenzio e l’ipocrisia intorno al noto caso di Lander Fernandez Arrinda, che il prossimo 11 novembre si troverà davanti i giudici dell’Audiencia Nacional di Madrid (insieme al coimputato Aingeru, al quale fu estorta sotto tortura la dichiarazione con cui fu poi costruita l’accusa a Lander), chiamati ad emettere la sentenza finale su una montatura politica che rischia ancora di privare Lander della sua libertà.
20131107_120522Già da tempo, infatti, Lander si trova in arresto con l’accusa, infondata, di essere un etarra e soprattutto di aver danneggiato un autobus a seguito di un corteo di oltre 10 anni fa. Prima arrestato in Italia, nel giugno 2012, è poi costretto ai domiciliari per 10 mesi; poi, lo scorso 27 aprile, estradato e detenuto nel carcere di Estremera, appena fuori Madrid.
Il contributo dei suoi compagni e delle sue compagne, oltre al sostegno di chi da più di un anno si è prodigato per fare chiarezza sul suo caso, hanno dato vita all’azione odierna: che si torni a parlare del Paese Basco e di Lander, che si distenda nuovamente la fitta rete di solidarietà che ha dato vita alla campagna per la sua liberazione.

Oggi più che mai, parlare dei Paesi Baschi vuol dire parlare di noi.

Per info:
http://uncasobascoaroma.noblogs.org/
https://www.facebook.com/uncasobasco.aroma
Twitter: @landerlibero
email uncasobasco@autistici.org

 

RASSEGNA STAMPA

La notizia è uscita in rete su diversi siti,
-italiani:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/9582-roma-occupata-sede-agenzia-stampa-spagnola

http://www.dinamopress.it/news/lander-libero-occupata-sede-dellagenzia-di-stampa-spagnola-efe

http://www.contropiano.org/archivio-news/documenti/item/20163-lander-libero-occupata-a-roma-l-agenzia-di-stampa-spagnola

http://www.romatoday.it/cronaca/caso-lander-blitz-attivisti-sede-agenzia-stampa-efe-piazza-navona.html

http://webpedia.altervista.org/post/701892/

-baschi:

http://www.askapena.org/it/content/ocupan-la-sede-de-la-agencia-efe-en-roma-en-solidaridad-con-lander-fern%C3%A1ndez

http://www.naiz.info/eu/actualidad/noticia/20131107/solidarios-italianos-ocupan-la-sede-de-efe-en-roma-en-apoyo-a-lander-fernandez

http://www.berria.info/albisteak/85552/fernandez_arrindaren_aldeko_elkartasun_taldea_efe_ren_erromako_egoitzan_sartu_da.htm

-spagnoli:

http://www.elcorreo.com/vizcaya/20131107/mas-actualidad/mundo/radicales-italianos-apoyan-eta-201311071440.html

http://www.elconfidencial.com/ultima-hora-en-vivo/2013-11-07/un-grupo-proetarra-irrumpe-en-la-sede-de-la-agencia-efe-en-roma_90317/

http://www.republica.com/2013/11/07/radicales-italianos-irrumpen-en-la-sede-de-efe-en-roma-en-apoyo-a-un-preso-etarra_723897/

http://www.elmundo.es/espana/2013/11/07/527b8d7163fd3dbd2b8b4583.html

http://www.abc.es/espana/20131107/abci-radicales-italianos-201311071425.html

http://www.diariosigloxxi.com/texto-s/mostrar/95815/eta-identificado-uno-de-los-asaltantes-de-la-sede-de-efe-en-roma

http://ecoteuve.eleconomista.es/ecoteuve/prensa/noticias/5291758/11/13/Un-grupo-proetarra-irrumpe-en-la-sede-de-la-agencia-Efe-en-Roma.html

http://www.intereconomia.com/noticias-gaceta/politica/radicales-proetarras-italianos-irrumpen-sede-efe-roma-20131107

 

Il lancio dell’ Agenzia Nazionale Stampa Associata (ANSA)

SPAGNA: MILITANTE BASCO ESTRADATO, BLITZ IN SEDE EFE A ROMA

(ANSA) – ROMA, 7 NOV – Un gruppo di militanti del sedicente Comitato ‘Un caso basco a Romà ha compiuto un blitz stamani nella sede dell’agenzia di stampa spagnola Efe in piazza Navona per protesta contro il processo in Spagna a un presunto membro dell’Eta estradato dall’Italia. Pretendevano la pubblicazione di una notizia sul caso, rifiutata dai giornalisti, secondo quanto riferito. Ci sono stati momenti di tensione prima che i militanti si allontanassero. I giornalisti denunciano di essere stati aggrediti. (ANSA).

(ANSA) – ROMA, 7 NOV – Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia, chiamata dalla Efe e arrivata quando i militanti si erano già allontanati. Gli agenti stanno raccogliendo le testimonianze del personale dell’agenzia. «L’azione di stamattina rappresenta un modo per rompere il silenzio e l’ipocrisia intorno al noto caso di Lander Fernandez Arrinda – si legge in un comunicato del sedicente Comitato ‘Un caso basco a Romà -, che il prossimo 11 novembre si troverà davanti i giudici dell’Audiencia Nacional di Madrid (insieme al coimputato Aingeru, al quale fu estorta sotto tortura la dichiarazione con cui fu poi costruita l’accusa a Lander), chiamati ad emettere la sentenza finale su una montatura politica che rischia ancora di privare Lander della sua libertà». «Già da tempo, infatti, Lander si trova in arresto con l’accusa, infondata, di essere un etarra e soprattutto di aver danneggiato un autobus a seguito di un corteo di oltre 10 anni fa – prosegue la nota -. Prima arrestato in Italia, nel giugno 2012, è poi costretto ai domiciliari per 10 mesi; poi, lo scorso 27 aprile, estradato e detenuto nel carcere di Estremera, appena fuori Madrid». (ANSA).

 

 

18 novembre processo per i “TARTAZZI” contro il T.A.V

  • 6 Novembre, 2013 15:34

da http://tavtazo.org/

MANIFESTO DI SOLIDARIETÀ CON LE QUATTRO PERSONE SOTTO PROCESSO PER I “TARTAZZI” CONTRO LA TAV A YOLANDA BARCINA

L’Audienzia Nazionale fissa il processo per il 18 novembre, con richieste da 5 a 9 anni di carcere

tavtazoIl 27 ottobre 2011, tre persone “intartarono” la presidentessa della Navarra, Yolanda Barcina, durante una sessione plenaria della Comunità di lavoro dei Pirenei, nella cittá di Tolosa. Per alcuni secondi, la faccia di Barcina rimase coperta di dolce meringa. L’obiettivo di questa azione di protesta, realizzata dal movimento di disobbedienza TAV Mugitu!, era denunciare Barcina come la principale responsabile, tra le persone presenti alla riunione, dell’imposizione del Treno ad Alta Velocità in Euskal Herria (Paesi Baschi), imposizione che fin dal principio ha suscitato un’ampia opposizione. A Tolosa, l’azione non provocó detenzioni né identificazioni, mentre le guardie di sicurezza si limitarono a espellere i “lanciatori di torta” dalla sala. Tornati in Navarra, sin embargo, gli autori dei “tartazzi” furono arrestati dalla Polizia Forale e imputati per un supposto delitto di “attentato all’autorità” nell’Audienzia Nazionale española, tribunale d’eccezione que si è arrogato il diritto di processarli. In un secondo momento, inoltre, durante la conferenza stampa realizzata il giorno successivo in Iruñea (Pamplona) per spiegare le ragioni dell’azione, anche una quarta persona venne messa sotto processo con lo stesso capo d’accusa. Attualmente, l’Audienzia Nazionale ha fissato per il prossimo 18 novembre la celebrazione del processo, con richieste dai 5 ai 9 anni di carcere.

Il Treno ad Alta Velocità è un progetto ecologicamente devastante ed economicamente disastroso. Gran sperperatrice d’energia, distruttrice dell’ambiente, rumorosa, la TAV aumenta la centralizzazione del territorio nelle grandi metropoli a detrimento dei piccoli paesi e delle città di mezze dimensioni, promuove l’ipermobilità ed è elitista: la maggior parte delle persone lo utilizza molto poco, o non lo usa affatto, e solo una residua minoranza vi ricorre con una certa frequenza. Le grandi opere come la TAV, inoltre, suppongono un grande sperpero di denaro pubblico e sono una delle cause dei grandi tagli al welfare che stiamo soffrendo. Oltre a tutto questo, la classe dirigente, negli ultimi venticinque anni, ha consapevolmente occultato il costo sociale, economico ed ecologico del progetto, ha mentito sulle sue supposte virtú ed ha insultato, quando non criminalizzato, l’opposizione alla TAV lí dove questa si è manifestata, mentre in molti casi si arricchiva in modo fraudolento, como dimostrano le carte di Bárcenas. Yolanda Barcina rappresenta perfettamente questo atteggiamento di prepotenza e inganno permanente.

Per questi motivi, consideriamo che azioni popolari come l”intartamento” di dirigenti, che, come Yolanda Barcina, sono responsabili di aver imposto la TAV occultando i suoi effetti nocivi e di aver mentito sul suo vero impatto economico e sociale, sono perfettamente legittime e comprensibili como una giusta forma di protesta contra la TAV. In cambio, denunciamo che la gravitá e l’assoluta sproporzione delle pene da 5 a 9 anni di prigione richieste per queste quattro persone non hanno paragone in nessun paese occidentale, dato che azioni simili di lanciamento di torte alle autoritá sono considerate infrazioni minori e praticamente senza conseguenze legali. Tutto questo rappresenta una vergognosa contraddizione con la “magnanimità” che la Giustizia mostra con politici bugiardi e corrotti, che vengono quasi sempre assolti. Per tutto questo, esigiamo la paralizzazione dei lavori della TAV e l’archiviazione del processo incoato nell’Audienzia Nazionale contro queste quattro persone che addolcirono la faccia di Barcina. Oltretutto, questa è una questione che, in caso essere messa sotto processo, avrebbe dovuto esserlo a Tolosa, luogo dei fatti. Possiamo affermare senza ombra di dubbio che questo processo riunisce tutti gli elementi propri dell”ingiustizia penale”, tra cui l’uso di tribunali d’eccezione come l’Audienzia Nazionale per reprimere la dissidenza sociale e l’applicazione di codici penali sempre più repressivi per criminalizzare la disobbedienza civile. Vogliamo che la fine di questo processo si converta in una presa di coscienza del carattere innecessario e dannoso della TAV e di altre infrastrutture ugualmente megalomane e distruttive.

No al Treno ad Alta Velocità

Fine del processo contro i quattro lanciatori di torte

La disobbedienza non è un delitto

Diffusione del manifesto:

Vi chiediamo di diffondere questo manifesto di solidarietà nel vostro ambiente e di comunicare il vostro appoggio all’indirizzo mugituaht@gmail.com, indicando il nome dell’associazione o della persona.

16 novembre:

Manifestazione contro la TAV e in appoggio ai lanciatori di torte a Iruñea (Pamplona).

 18 novembre:

Processo e concentrazione all’Audienzia Nazionale (sala San Fernando de Henares, Madrid).

 Appoggio economico:

3035.0068.08.0680058591 (Laboral Kutxa)

 Campagna di solidarietà:

Chiamiamo la popolazione a partecipare alla campagna di sostegno nel modo che consideri più opportuno: partecipando alle dinamiche proposte; scrivendo ai mass media; organizzando conferenze con i “lanciatori di torte”: promuovendo iniziative d’appoggio economico (concerti, sorteggi…); aderendo individualmente o collettivamente al manifesto di solidarietà; appoggiando economicamente; ecc.

www.tavtazo.org

http://mugitu.blogspot.com

video di solidarietà ai TavTazos
https://www.youtube.com/watch?v=kMlxsnt5Fg4#t=184

iniziativa in Val di Susa con attivist* del movimento No Tav Basco e EHL Torino
http://www.notav.info/agenda/dalla-valsusa-ai-paesi-baschi-fermarlo-si-puo/

AMNISTIA E LIBERTA’ IN EUSKAL HERRIA _HAMAIKA HERRI BORROKA BAKARRA -TANTI POPOLI UN’ UNICA LOTTA_

  • 5 Novembre, 2013 12:35

 

La solidarietà fa andata e ritornoWP_20131105_008

 

Parlare di Paesi Baschi vuol dire parlare di noi. Questo è vero da
sempre e appare ancora di più con il passare degli eventi e delle fasi
politiche. Il paese negato si trova al centro di quella Europa dove la
dittatura della finanza impone controllo e crisi senza risparmiare
nessuno. In particolare i baschi devono subire le politiche di attacco
ai diritti sociali e nazionali da parte di due governi, spagnolo e
francese. Anomalia che si aggiunge al fatto che questi stati e le loro
forze di polizia occupano e militarizzano gran parte del territorio in
questione. La richiesta di autodeterminazione è un’urgenza
democratica, che non solo affonda le proprie radici in una diversità
culturale e politica storica, ma che oggi appare anche come l’unica
possibile uscita dalla crisi, attraverso la costruzione di un modello
sociale e politico altro, di ispirazione socialista che nel contesto
basco ha da tempo creato le condizioni strutturali e di massa per
concretizzarsi.

L’attualità del Paese basco è data anche dal fervente dibattito che
lì si sta sviluppando circa la fase politica in corso. Abbandonata la
lotta armata, il movimento indipendentista basco sta ridefinendo
l’assetto interno di una composizione complessa ed unica nel quadro
della sinistra europea. Fanno parte del movimento in modo organico
l’organizzazione giovanile Ernai, il sindacato di classe LAB e un
partito politico come SORTU. A questi si devono aggiungere le
associazioni di massa, le occupazioni,i collettivi contro lo
sfruttamente del territorio, i movimenti sociali, collettivi e
associazioni culturali per la difesa della lingua e della cultura
basca, le organizzazioni che si occupano di internazionalismo e dei
pres@s politici, e i pres@s stessi, organizzati in collettivo
politico,l’ EPPK, che vuole partecipare attivamente alla vita politica
e sociale di Euskal Herria.

La solidarietà con i Paesi Baschi si alimenta e si rinnova nella
connessione delle lotte di oggi. Una discussione sulla repressione o la
militarizzazione dei territori, ovunque si faccia, deve tenere in
considerazione anche quello che accade quotidianamente nei Paesi
Baschi. I comitati contro il TAV che si sono determinati in Val di Susa
e in Euskal Herria si conoscono, si parlano, si scambiano conoscenza,
strumenti ed esperienze di lotta, perché più intensi e simili tra loro
di quelli sviluppati altrove contro l’alta velocità. Il dibattito che
sta nascendo sulla tortura e sull’amnistia nel contesto italiano, può
attingere dalla triste esperienza fatta dai movimenti baschi in questi
lunghi decenni.

Insomma parlare di Paesi Baschi vuol dire parlare di noi.

Ad ottobre si è scatenata la macchina repressiva dello Stato spagnolo,
senza che questo rappresenti una novità con il passato, nonostante il
nuovo scenario di superamento della lotta armata iniziato ormai da ben
due anni. Sono stati arrestati 18 compagn@ di Herrira,
l’organizzazione basca che lotta per i diritti e la liberazione dei
pres@s politici, con l’accusa di sostegno alla lotta armata. In
particolare gli viene contestato l’organizzazione di ONGI ETORRI, atti
politici di benvenuto che si celebrano in occasione della scarcerazione
deidelle prigionier@. Sono stati rilasciati una settimana dopo in
libertà condizionale in attesa del processo. La notte di domenica 13
ottobre dopo un intervento violento e diverse cariche è stato rotto il
muro del popolo (HERRI HARRESIA) a Iruna. La città si era stretta,
infatti, intorno a Luis Goñi, giovane condannato a sei anni di
detenzione per appartenenza all’organizzazione giovanile della
sinistra indipendentista, SEGI. Tutto ciò non ha purtroppo impedito
l’arresto, anzi ha dato il via alla settimana dei grandi processi
contro il movimento indipendentista basco: quasi 200 compagn@, giovani,
responsabili di partiti, di associazioni, di herriko taberna sono
coinvolt@ nell’operazione, basata sul solito copione accusatorio del
“tutto è ETA”. In questo caso l’accusa richiede più di 400 anni
di carcere complessivo.

La Spagna ha però subito da poco un duro colpo. La Corte Europea dei
Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha condannato definitivamente la
“dottrina Parot”, che prevede l’allungamento arbitrario delle
condanne, creando delle situazioni di ergastolo di fatto, pur essendo
questo formalmente vietato dall’ordinamento spagnolo. In seguito alla
sentenza di Strasburgo è stata scarcerata Ines del Rio, dopo 26 anni di
prigionia, e si delinea la possibilità di liberare in questo modo quasi
60 pres@s politic@ considerati “storici”. Non si è fatta attendere
la risposta di Madrid, dove hanno manifestato contro questa decisione la
destra estrema e parte del governo, per ribadire la loro contrarietà
alla liberazione deidelle prigionier@ ma soprattutto ad ogni progetto di
autodeterminazione e liberazione sociale; la loro soluzione continua ad
essere “giustizia per una fine con vincitori e vinti”. Il mese si è
chiuso con la decisioni deidelle prigionier@ politic@ baschi detenuti
nel carcere di Siviglia II di iniziare uno sciopero della fame per le
gravi condizioni di vita a cui sono costretti all’interno della
prigione.

Novembre, dunque, si prevede come un mese particolarmente
significativo e vogliamo attraversarlo in modo attivo e solidale.

· Il primo appuntamento sarà quello dell’11, in cui saremo a Madrid,land e ange
dove di fronte ai giudici dell’Audiencia Nacional saranno processati
Lander e Aingeru. Questo processo si basa su una finta testimonianza
estorta sotto tortura, come ha potuto documentare nel suo ultimo
rapporto sulla Spagna, anche il Relatore Speciale dell’ONU contro la
Tortura, Theo Van Boven. La Spagna è stata più volte condannata per
aver violato i diritti dell’uomo ma continua noncurante a torturare e
a proseguire con i processi politici contro la dissidenza sociale e
politica basca.
Saremo a Madrid e in diverse piazze in Italia per
denunciare le politiche repressive spagnole e francesi e chiedere la
liberazione dei nostri compagni, rilanciando una soluzione collettiva
per il ritorno a casa di tutte e tutti i priginier@ e gli esiliat@.
Entrambi sono già detenuti, Lander in particolare ha vissuto negli
ultimi due anni a Roma, in modo attivo e militante, contribuendo
all’inizio di un percorso che ha rimesso in agenda la questione basca
nella città. Ad aprile è stato estradato, con la complicità delle
autorità italiane, dopo 10 mesi di arresti domiciliari. Anche in questa
occasione non li lasceremo soli.

· A metà novembre saranno in Italia delle/i compagn@ di SEGI.
Hanno ottenuto un permesso speciale per questo viaggio, sono infatti parte del
maxi-processo 2611, un vero e proprio processo politico che coinvolge
circa quaranta giovani baschi senza accusa di reati specifici. Parte di
loro ha già scontato complessivamente 50 anni di detenzione preventiva,
ma rischiano altri 240 anni solo per aver fatto parte di un
organizzazione giovanile indipendentista che la Spagna ha dichiarato
illegale. In questi giorni stiamo organizzando delle iniziative
pubbliche per incontrali e confrontarci con loro su temi comuni come le
lotte sociali e la repressione. Con loro organizzeremo dibattiti e
incontri.

· Altra data sulla quale si concentreranno iniziative sarà quella del
18 novembre in cui ci sarà il processo contro quattro militanti del
movimento NO TAV basco. Due anni fa durante un incontro della comunità
di lavoro dei Pirenei a Tolosa tirarono una torta in faccia alla
presidentessa della Navarra, Yolanda Barcina, esponente della destra
reazionaria e tra i principali responsabili dell’imposizione del treno
ad alta velocità nei Paesi Baschi. Per questo rischiano condanne tra
i 5 e i 9 anni, e anche in questo caso faremo sentire la nostra voce e
la nostra solidarietà con le/gli accusate/i

Parlare dei Paesi Baschi vuol dire parlare di noi, ne siamo sempre
più convint@. Vi invitiamo a partecipare alle prossime iniziative
proposte, a contribuire e sostenere i nostri comitati a moltiplicare i
momenti di incontro e dibattito ovunque, a promuovere e aderire agli
appelli e convocazioni che ci saranno.

La solidarietà non si arresta e, come ci insegna il popolo basco,
solo goccia dopo goccia e con l’impegno di tutte e tutti, si forma un
mare.

TANTAZ TANTA, EUSKAL PRESO ETA IHESLARIENEN ESKUBIDEEN ALDE

Un Caso Basco a Roma \ Rete EHL Italia – Amici e Amiche del Popolo Basco

 

 

 

9 NOVEMBRE-TORINO- Presidio per Lander e Aingeru

  • 5 Novembre, 2013 10:10

LANDER eta AiNGERU ASKATU!
LANDER e AiNGERU LIBERI!

torinoLunedì prossimo, l’ 11 Novembre, a Madrid, i giudici del tribunale dell’Audiencia Nacional, sono chiamati ad esprimersi sulle sorti di due giovani baschi, Lander ed Aingeru.
Una storia, quella di Lander ed Aingeru, che è la storia di tante e tanti,giovani e meno giovani, baschi e militanti della sinistra indipendentista, fatta di persecuzione, arresti, torture, menzogne, anni di carcere e condanne.

Una storia, questa, che abbiamo conosciuto da vicino, in quanto Lander viveva in Italia da anni, a Roma, quando nel giugno 2012 è stato nuovamente arrestato e poi estradato. Al solito copione repressivo nei confronti del popolo basco da parte di Spagna e Francia c’è da aggiungere in questo caso la sottomissione e la complicità delle autorità italiane: è infatti la polizia italiana, in una pomposa quanto grottesca “operazione antiterrorismo”, che arresta Lander e lo trasferisce in totale isolamento nel carcere di Regina Coeli per oltre 24 ore (senza cibo ne ora d’aria e senza poter parlare con un avvocato). L’arresto si tramuterà in mesi di domiciliari e saranno la stessa Digos e la Polizia, nell’ aprile scorso, a preleverlo dalla sua abitazione per consegnarlo alla polizia spagnola.

Conoscevamo già, sin troppo bene, la cieca violenza repressiva che le autorità madrilene rivolgono al popolo basco per tentare di zittire, impaurire e disgregare un movimento che da decenni rivendica il diritto del proprio popolo ad autodeterminarsi, a vivere in una terra libera da speculazioni e devestazioni ambientali, un popolo costretto a subire la militarizzazione forzata da parte di Francia e Spagna, che lotta per costruire un Paese Basco libero, non solo dall’occupazione straniera, ma anche dalle logiche di profitto e sopraffazione.

Per questo non ci stupiamo delle accuse inconsistenti e false che dipingono Lander ed Aingeru come criminali, basate addirittura su alcune dichiarazioni estorte sotto tortura ad un loro conoscente nel periodo di isolamento che seguì al primo arresto, un’altra pratica aberrante più volte denunciata da numerosi organismi internazionali nonché dagli attivisti baschi.
Lander infatti era già stato perseguitato nella sua Euskal Herria, sequestrato e minacciato dalla polizia spagnola, così come aveva già subito processi dal quale era stato assolto.
L’ennesimo processo e l’ennesimo giudizio su cui si esprimerà questo tribunale, l’Audiencia Nacional -per altro istituita dal regime fascista di Franco e mai “riformato” o abolito- che in questi mesi vedrà alla sbarra quasi 200 fra giovani militanti delle organizzazione giovanili, giudicati per aver militato in collettivi poi illegalizzati, i “responsabili” delle Herriko Taberne, le “case del popolo” presenti in ogni quartiere e in ogni paese, o gli attivisti No Tav che si oppongono al super treno devastatore nel loro paese e nelle loro vallate.
Ancora una volta ribadiamo la nostra vicinanza ad Aingeru e Lander, così come ai suoi compagni a Roma e in Euskal Herria, denunciando lo stato di eccezione permanente e di criminalizzazione verso chi lotta nel Paese Basco e rivendicando la liberazione dei prigionieri e delle prigioniere politiche basche.
La repressione non scalfisce la solidarietà, lunedì durante il processo tanti amici e compagni di Lander saranno a Madrid davanti al tribunale, così come noi saremo in piazza sabato, a ribadire che siamo e saremo sempre al fianco di chi lotta, in Italia come nel Paese Basco.

LIBERTA’ per i PRIGIONIERI POLITICI BASCHI, DIRITTO al RITORNO per gli ESILIATI!
CON il POPOLO BASCO in CAMMINO VERSO la LIBERTA’ e l’ AUTODETERMINAZIONE!

Comitato EHL Torino (Euskal Herriaren Lagunak-Amici ed Amiche del Paese Basco)
Cassa Antirepressione delle Alpi Occidentali

ESKERRIK ASKO

  • 15 Giugno, 2013 17:59

ACROBAXESKERRIK ASKO

“La solidarietà rompe i muri dei carceri”
Solo un anno fa Lander veniva arrestato. In questi mesi ha cominciato il suo lavoro il comitato “un caso basco a Roma”. Un laboratorio fatto di singoli e collettivi che con azioni, iniziative, incontri, concerti, feste, presentazioni di libri ha provato a bloccare l’estradizione di Lander mantenendo una finestra aperta sui paesi baschi. Una battaglia di giustizia e libertà dura e difficile, condotta contro la diplomazia dello stato spagnolo e la complicità di quello italiano. Il 27 aprile Lander è stato estradato ma questo anno di attività ha costruito reti solidali che non si possono arrestare. Sostenendo Lander il comitato ha provato a ridare centralità al conflitto basco, coinvolgendo anche  parlamentari e giuristi alimentandosi della solidarietà dei compagn@ di Roma e di tante altre città. Il coraggio della lotta lotta basca ha costruito un patrimonio umano e politico che non vogliamo disperdere, abbiamo aperto uno spazio pubblico di discussione sul conflitto basco che non vogliamo chiudere. Lander è in carcere a Madrid ma lo lotta per la sua libertà  e di tutt* i prigionier* politc* bach* continua.
Sabato 8 giugno è stata una giornata molto importante. Musica, immagini e parole in euskera fino a tarda notte. Storie di lotta di ieri e di oggi che hanno prodotto un volume altissimo che è entrato nelle celle dei carceri spagnoli. Una partecipazione straordinaria  e per nulla scontata che ci riconsegna una volontà diffusa di continuare questa battaglia. Il comitato “un caso basco a Roma” è uno spazio aperto e continuerà a sostenere Lander e tutt* i presos, connettere e raccontare le lotte dei paesi baschi.
Eskerrik asko vuole dire grazie. Eskerrik asko ai compagn* di Acrobax che hanno ospitato l’evento. Eskerrik asko a Fermin Muguruza e la sua band, gli Shots in The Dark, la Banda Batxoki e Prozac per avere reso possibile la serata. Eskerrik asko ai\le compagn* di Bilbo, Torino e Teramo perché sono partiti da lontano. Eskerrik asko a tutt* per aver collaborato ed esserci stati. Eskerrik asko a chi non è libero ma ha fatto arrivare forte la sua voce.
http://www.youtube.com/watch?v=PKgGNhGWIeo&feature=youtu.be
“contro ogni carcere, contro ogni fascismo. daje forte sempre. jo ta ke irabazi arte”
Un caso basco a Roma – Lander Libero

ROMA 3 MAGGIO 2013 – NIENTE DA FESTEGGIARE!

  • 3 Maggio, 2013 22:02

cervantesfotofintaLander è stato estradato.

Oggi siamo andat* a rovinare la festa  “Las Catas del Cervantes” che si teneva presso l’Istituto Cervantes di Roma. Nessun brindisi o ricevimento passerà indisturbato fin quando Lander non verrà liberato.

La lotta del Paese Basco è la nostra lotta e non avrete pace fin quando tutt* non saranno liber*!

Uncasobascoaroma.noblogs.org

 

1 maggio – Lander Askatu

  • 1 Maggio, 2013 16:49

Lander AskatuLander è stato estradato.

La determinazione e la grande solidarietà dei compagni e delle compagne non è bastata davanti al potere e all’arroganza dello stato spagnolo e alla complicità di quello italiano.

Non sono servite le interrogazioni parlamentari, le dichiarazioni dell’ONU sui casi di tortura in spagna, gli appelli e gli articoli di denuncia apparsi sulla stampa, non sono serviti gli sforzi diplomatici dei rappresentanti del governo dimissionario nè quelli del neo costituito.

Lander è stato portato a Madrid davanti all’Audiencia Nacional, che ha convalidato il suo arresto mettendolo temporaneamente in isolamento nel carcere di Soto del Real.

Non si sa quando comincerà il processo, l’assurda e infame legislazione spagnola prevede fino a 4 anni di detenzione preventiva.

Il comitato continuerà la sua battaglia fino alla liberazione di Lander e delle prigioniere e dei prigionieri politici baschi costretti nelle carceri spagnole e francesi.

Sabato scorso le strade di Roma hanno gridato in euskera, JO TA KE IRABAZI ARTE’ ora dobbiamo continuare con determinazione a portare avanti la lotta dei compagni e delle compagne basche FINO ALLA VITTORIA.

BORROKA DA BIDE BAKARRA! AURRERA!

Per informazioni, solidarietà e sostegno per le spese legali

Uncasobascoaroma.noblogs.org

Mail: aske@autistici.org  

twitter: @landerlibero

fb: uncasobascoaroma

 

COMUNICATO 27.04.2013 HERRI HARRESIA Roma – Lander libero subito!

  • 29 Aprile, 2013 21:10
27 Aprile 2013Oggi, 27 Aprile 2013, Lander è stato estradato.
Per un anno il nostro comitato ha combattuto perché fossero rispettati i suoi diritti, mobilitandosi e sensibilizzando l’opinione pubblica con rabbia e determinazione. Interrogazioni parlamentari, appelli e articoli di denuncia sulla stampa, dibattiti sui temi della prigionia politica e sulla tortura nei Paesi Baschi, azioni pubbliche di protesta.
Tutto questo è stato fatto per denunciare il pretestuoso stato di eccezione adottato dallo Stato spagnolo contro i militanti politici baschi. Un’anomalia che lo Stato italiano ha tacitamente avallato costringendo Lander a dieci mesi di domiciliari e infine riconsegnandolo a uno Stato più volte ammonito da organismi internazionali e dall’UE per gli atroci trattamenti riservati a chi abita le sue carceri.
Nonostante l’impegno e la costanza della nostra lotta, Madrid ha potuto perpetrare l’ennesima operazione repressiva, le cui fondamenta non risiedono nel vizio giuridico ma nel pregiudizio politico.
Lander ora è a Madrid; nulla sappiamo circa le sue attuali condizioni e l’udienza del suo processo. Ciò che possiamo dare per certe sono la passione umana e la tenacia politica che continueranno ad animare la nostra campagna, la cui riuscita non sarà la sola liberazione di Lander, ma l’amnistia per tutti i prigionieri politici baschi costretti nelle carceri spagnole e francesi in condizioni disumane e prive di dignità.

25 aprile FERMIAMO L’ESTRADIZIONE!

  • 25 Aprile, 2013 16:53

25 Aprile 2013, corteo a RomaFERMIAMO L’ESTRADIZIONE DI LANDER FERNANDEZ

Lander è un cittadino basco, detenuto ai domiciliari da oltre 10 mesi nella sua abitazione di Roma. Su Lander pende la richiesta di estradizione da parte della Spagna che lo accusa di aver commesso un reato di danneggiamento di un autobus durante una manifestazione a Bilbao nel febbraio 2002.

La scorsa settimana la Cassazione ha dato l’ennesimo parere favorevole alla sua estradizione, calpestando l’articolo 26 della Costituzione italiana che vieta la consegna a qualsiasi altro Stato di chi è accusato di aver commesso reati politici.

La sentenza non ha preso in considerazione le denunce e le iniziative relative al caso:

– Il procedimento contro Lander si basa su una dichiarazione estorta sotto tortura al suo coimputato ( raccolta nel rapporto 2005 del relatore speciale dell’ONU per la tortura Teo Van Boven)

– Se Lander venisse estradato verrebbe giudicato dall’ Audiencia Nacional di Madrid, un organo giurisdizionale al di fuori di ogni norma europea.

– Contro l’estradizione si è mobilitata l’opinione pubblica con un appello sottoscritto da migliaia di firme oltre che da intellettuali e deputati della Repubblica Italiana

– Diversi parlamentari hanno presentato interrogazioni al Ministro di Giustizia.

La battaglia in difesa di Lander continua, ieri abbiamo occupato gli uffici della Comunità Europea, per protestare contro quelle istituzioni che non tutelano i diritti dei cittadini.

Oggi  25 Aprile  rinnoviamo i valori della  Resistenza Antifascista e della Liberazione perché la memoria collettiva non sia solo un ricordo ma  il motore  di nuove lotte contro tutti i fascismi e per la libertà.

Nell’Europa delle banche e dell’austerità si sta consumando una nuova ingiustizia, non permettiamo che gli interessi diplomatici di due stati calpestino i diritti delle persone!

Facciamo appello a tutte le realtà sociali e politiche per dimostrare ancora una volta che contro la repressione nessun@ è sol@.

Pronti/e a mobilitarci!

LANDER LIBERO! LANDER ASKATU!

NO ALL’ESTRADIZIONE

Uncasobascoaroma.noblogs.org

25 Aprile 2013, corteo a Roma

17 APRILE La Corte di Cassazione è favorevole all’estradizione

  • 17 Aprile, 2013 17:22

Abbiamo appreso stamane la decisione della Sesta Sezione penale della Corte di Cassazione sulla richiesta di estradizione nei confronti di Lander Fernandez.

La Cassazione ha deciso di rigettare il ricorso presentato dalla difesa di Fernandez, avallando – come già la Corte di appello di Roma – l’estradizione richiesta dal Regno di Spagna.

Ancora una volta la Giustizia italiana si piega alle ragioni della diplomazia, calpestando i diritti di un cittadino europeo contro cui la Spagna sta inscenando una vera e propria persecuzione politica.

Ora la palla passa al Ministro della Giustizia che dovrà prendere una decisione tutta politica sul futuro di Lander. Il Ministro potrà decidere se garantire i diritti civili e politici di Lander, sottraendolo all’accanimento giudiziario che si è acceso nei suoi confronti. Altrimenti il Ministro potrà ciecamente acconsentire a questa usurpazione, inviando Lander davanti all’Audiencia Nacional di Madrid: un tribunale speciale – unico in Europa – presso cui verrà intentato un processo fondato su una dichiarazione estorta sotto tortura.

La mobilitazione continua ora più che mai. Come nella giornata di ieri, in cui decine di presidi e striscioni  si sono dispiegati in molte città italiane, invitiamo tutte e tutti ad attivarsi per partecipare a questa battaglia di civiltà.

Oggi il nostro comitato parteciperà alla manifestazione per i diritti dei prigionieri politici in tutto il mondo, convocata per le 17 al Colosseo.

Vogliamo Lander libero. Vogliamo che Lander non venga estradato in Spagna.

Per tutta la documentazione sul caso: uncasobascoaroma.noblogs.org/dossier

Info 3289034030

APIRILAK 16

★ 15 GENNAIO, LA CORTE D’APPELLO DI ROMA E’ FAVOREVOLE ALL’ESTRADIZIONE DI LANDER

  • 15 Gennaio, 2013 23:24
Roma 15 gennaio 2013
COM. STAMPA La Corte d’Appello di Roma è favorevole all’estradizione di Lander Fernandez

Abbiamo appreso quest’oggi che la Sez. IV della Corte d’Appello di Roma  ha emesso la sentenza riguardo al procedimento di estradizione a carico di Lander Fernandez.

La Corte ha espresso parere favorevole all’estradizione, negando contestualmente la sospensione delle misure restrittive che da oltre 7 mesi costringono Lander ai domiciliari.

Dobbiamo ancora entrare in possesso delle motivazioni della sentenza, eppure possiamo sin da ora evidenziare il comportamento della Corte d’Appello. Una condotta vigliacca e lassista, che decide sulla vita di un cittadino europeo senza prendere in considerazione le molteplici denunce ed iniziative relative al suo caso:
1. abbiamo già denunciato e messo agli atti come il procedimento a carico di Lander prenda il via da una dichiarazione estorta sotto tortura al suo coimputato Aingeru Cardano;
2. abbiamo già denunciato come tale episodio di tortura sia stato raccolto dal relatore dell’Onu Theo Van Boven;
3. si è mobilitata l’opinione pubblica attraverso molteplici iniziative e prese di parola di intellettuali e deputati della Repubblica contro la possibilità dell’estradizione.
Tutto questo non ha interessato alla Corte d’Appello di Roma che, emanando tale sentenza, riconosce pari dignità all’Audiencia Nacional di Madrid: un mostro giuridico, un tribunale speciale al di fuori di ogni norma europea.
Nell’Europa delle banche e dell’austerità, si consuma una nuova ingiustizia e ancora una volta gli interessi diplomatici di due stati calpestano i diritti delle persone .
Ma la lotta per sottrarre Lander al destino che lo aspetterebbe a Madrid continua.
La palla ora passa alla Cassazione, dove gli avvocati impugneranno la sentenza. Continua la battaglia processuale come continua la mobilitazione: Lander non deve essere estradato. Per questo vi invitiamo a partecipare ed animare i prossimi appuntamenti del comitato uncasobascoaroma.noblogs.org.
Lander libero! Lander askatu!

★ 8 GENNAIO, COMUNICATO DELLA RETE DI SOLIDARIETA’

  • 8 Gennaio, 2013 12:31

20130108_102820Almeno un centinaio di persone hanno partecipato stamattina al presidio di solidarietà organizzato a Piazzale Clodio dal coordinamento ‘Un caso basco a Roma’ mentre all’interno del palazzo di giustizia si svolgeva l’udienza sulla richiesta di estradizione avanzata dal governo spagnolo nei confronti di Lander Fernandez, arrestato a Roma il 13 giugno e da 7 mesi ormai agli arresti domiciliari nel suo domicilio di Garbatella.
Gli attivisti e le attiviste hanno esposto per due ore bandiere basche e striscioni di solidarietà con Lander e tutti i prigionieri politici baschi, hanno gridato slogan e hanno informato i passanti sulle ragioni della mobilitazione. Un ulteriore appuntamento dopo il blitz di ieri di fronte al Ministero della Giustizia, per investire del problema i rappresentanti del governo Monti. Perché, qualsiasi cosa verrà decisa nelle aule dei tribunali, l’ultima parola sull’assurda vicenda spetta comunque al Ministero di Via Arenula e da qui l’importanza di una mobilitazione che finora ha investito migliaia di persone e ha permesso la pubblicazione dell’appello su ben quattro quotidiani nazionali.

Durante l’udienza la principale novità all’interno di una riconfermata strategia di accanimento e persecuzione nei confronti di Lander, da parte delle autorità spagnole, è stata la presenza di Franco Coppi. Un avvocato di fama nazionale scelto a Madrid per affiancare e potenziare l’accusa rappresentata dal pm, in nome delle difesa diretta del punto di vista e degli interessi del governo di Madrid. La vera e propria requisitoria l’ha realizzata proprio Coppi, noto per aver assistito personaggi del calibro di Giulio Andreotti, Don Pierino Gelmini, Antonio Fazio, alcuni degli imputati di Rignano Flaminio, e poi ancora Sabrina Misseri, Vittorio Emanuele di Savoia e non ultimo l’ex capo della polizia Gianni de Gennaro nel processo sui fatti della scuola Diaz di Genova, nel 2001.

Se la Spagna arriva a farsi rappresentare da uno dei penalisti più noti d’Italia per perorare la causa della richiesta di consegna a proposito di un episodio minore e oltretutto avvenuto più di dieci anni fa è evidente che esiste un interesse e un investimento politico importante del governo spagnolo sulla vicenda, che va bel oltre il carattere specifico del caso e l’iter giudiziario.

Se l’accusa non facesse riferimento alla pretesa finalità di terrorismo dell’episodio contestato all’imputato – il presunto incendio di un autobus vuoto nel 2002 – non ci sarebbero gli estremi per la consegna alle autorità di Madrid – hanno spiegato i suoi legali – visto che secondo la nostra legislazione ma anche quella spagnola il reato sarebbe ampiamente prescritto. A riprova di un accanimento e di una vera e propria persecuzione nei confronti di Lander Fernandez e di tutti gli attivisti della sinistra basca che oggi trova nuova linfa nell’aumentata conflittualità sociale frutto di una crisi verticale che investe tutto lo stato spagnolo.

Conclusa l’udienza di questa mattina occorrerà ora attendere alcuni giorni per il pronunciamento della terna di giudici. Dopodiché il ricorso in Cassazione bloccherebbe comunque una eventuale estradizione in attesa del pronunciamento del massimo organo giudiziario. Non finisce quindi con la manifestazione di oggi in Piazzale Clodio il percorso di iniziativa e solidarietà iniziato immediatamente dopo l’arresto di Lander e coagulatosi all’interno della campagna ‘Un caso basco a Roma’: decine di manifestazioni, presidi, assemblee e seminari all’interno di facoltà universitarie, sedi politiche, centri sociali. E un appello, sottoscritto da decine tra parlamentari e giuristi che smaschera e contesta il carattere vendicativo ed emergenzialista della legislazione spagnola scritta ad hoc per giustificare una persecuzione politica prima ancora che giudiziaria contro gli attivisti baschi.

20130108_110153

APPELLO AL MINISTRO DI GIUSTIZIA- FERMIAMO L’ESTRADIZIONE DI LANDER

  • 28 Dicembre, 2012 17:23

FERMIAMO L’ESTRADIZIONE DI LANDER FERNANDEZ

Lander Fernandez Arrinda è un cittadino europeo e attivista dei movimenti politici baschi, detenuto
dal 13 giugno 2012 presso il proprio domicilio a Roma perché oggetto di indagine da parte
dell’Audiencia Nacional di Madrid.

Lander Fernandez è stato arrestato dalla polizia italiana in esecuzione di un mandato di arresto
emanato dalle autorità spagnole. Fernandez è indagato dalla procura spagnola per un’ipotesi di reato
commesso a Bilbao nel febbraio 2002. Si tratterebbe dell’incendio di un autobus vuoto e in sosta.
L’azione non avrebbe prodotto “alcun tipo di rischio per la vita o l’integrità fisica di nessuna
persona”, proprio come riporta il verbale della Polizia autonoma basca. Tale presunto
danneggiamento viene qualificato dal giudice spagnolo come atto terroristico.

Per un presunto reato commesso oltre dieci anni fa, Lander Fernandez è quindi sottoposto dalla
metà del giugno 2012 agli arresti domiciliari, dove attende che la giustizia italiana si esprima sulla
richiesta di estradizione effettuata da parte dell’autorità giudiziaria spagnola.

Ci sono diversi motivi per opporsi a tale richiesta di estradizione:

1. Il fatto addebitato al Fernandez risale al febbraio 2002 e sarebbe quindi prescritto secondo
l’ordinamento giuridico italiano. In base alla normativa internazionale, la prescrizione
rappresentauna causa ostativa all’estradizione; Fernandez pertanto non può essere consegnato alle
autorità spagnole. Tale ostacolo all’estradizione decadrebbe unicamente qualora venisse riconosciuta
un’aggravante “terroristica” al presunto reato compiuto da Fernandez. Tale ipotesi, tuttavia, non
potrebbe trovare alcuna giustificazione. Come già detto, infatti, dal verbale della polizia autonoma
basca si rivela che l’azione di cui è imputato Fernandez non avrebbe compromesso l’incolumità di
nessuno e, inoltre, non è stata rivendicata da gruppo terroristico alcuno.

2. Il procedimento a carico di Lander Fernandez trae origine da una dichiarazione estorta sotto
tortura al suo coimputato Aingeru Cardano. Tale testimonianza, che colloca il Fernandez sul luogo
del reato, avviene durante il cosiddetto periodo di “incomunicacion”. Questo regime, previsto dalla
legislazione spagnola e applicato dall’Audiencia Nacional, consente all’autorità giudiziaria di
trattenere l’arrestato fino a una durata di 5 giorni (estendibili fino a 13), senza che egli possa
nominare un avvocato, accedere a un medico di fiducia o informare la famiglia del luogo in cui si
trova. Misure di questo tipo ostacolano le indagini riguardanti i numerosi episodi di tortura
denunciati dai cittadini sottoposti a tale regime, come dimostrano le denunce delle diverse
organizzazioni internazionali – Nazione Unite, Amnesty International e Human Rights Watch tra le
altre – che hanno infatti più volte richiamato lo Stato spagnolo a sospendere tale pratica e a
rispettare i diritti umani. Lo stesso caso di tortura nei confronti di Aingeru Cardano è stato oggetto
di attenzione da parte delle Nazioni Unite ed è stato raccolto e documentato dal relatore speciale
dell’ONU Theo Van Boven nell’informativa del 30 marzo 2005 alla Commissione sui Diritti Umani
delle Nazioni Unite (E/CN.4/2005/62/Add.1). Il fatto che l’accusa nei confronti di Fernandez prenda
le mosse a partire da una caso di tortura internazionalmente riconosciuto costituisce quindi
un’ulteriore ragione per opporsi alla richiesta di estradizione del Fernandez.

3. In caso di estradizione il Fernandez verrebbe processato dall’Audiencia Nacional, un’istituzione
che rappresenta un’eccezione nel panorama giuridico comunitario. Si tratta di un tribunale non
ordinario dotato di una competenza indefinita, la quale si estende a gravi reati (come terrorismo,
narcotraffico, commercio di armi e altri) che possono essere individuati di volta in volta dallo stesso
giudice. L’attribuzione all’Audiencia Nacional del procedimento nei confronti di Fernandez dimostra
il tentativo di qualificare il danneggiamento di un autobus come un atto terroristico.
Nessun elemento prodotto dalle autorità giudiziarie spagnole dimostra, però, l’appartenenza di
Lander Fernandez ad alcun gruppo terroristico. Sussiste quindi il timore di una evidente forzatura
nella qualificazione del reato addebitato al Fernandez come terrorismo.

Facciamo appello al Ministro di Giustizia affinché, nel rispetto delle procedure di garanzia previste dai trattati internazionali, Lander Fernandez Arrinda non venga estradato in Spagna: le ragioni di Stato non prevalgano su quelle del diritto.

Firmatari:
Cons. Andrea Alzetta (Roma Capitale),
Stefano Anastasia (ass. Antigone),
Avv. Cesare Antetomaso (Giuristi democratici),
Avv. Leonardo Arnau (Giuristi democratici),
Matteo Bartocci (il manifesto),
On. Rita Bernardini (XVI Legislatura),
Pres. Andrea Catarci (Municipio Roma XI),
Sen. Roberto Della Seta (XVI Legis.),
Erri De Luca,
Prof. Luigi Ferrajoli,
Sen. Francesco Ferrante (XVI Legis.),
Prof. Luciano Gallino,
Pres. Patrizio Gonnella (Antigone),
Sen. Luigi Manconi (XVII Legis.),
Fabio Marcelli (Isgi CNR),
Sen. Pietro Marcenaro (XVI Legis.),
ex Cons. Fabio Nobile (Regione Lazio),
On. Pancho Pardi (XVI Legis.),
ex Cons. Gianluca Peciola (Provincia di Roma),
Mauro Palma (ex Presidente del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura),
Sen. Marco Perduca (XVI Legis.),
Sen. Donatella Poretti (XVI Legis.),
Rossana Rossanda,
Prof. Claudio Tognonato,
Sen. Vincenzo Vita (XVI Legis.).

Per aderire:
noestradizione.fernandez@gmail.com

★ COMUNICATO DELLA RETE, CONTRO LANDER “PROVE” A’ LA CARTE

  • 10 Dicembre, 2012 17:53

Contro Lander ‘prove’ à la carte

Pochi giorni fa la Quarta Sezione Penale della Corte d’Appello di Roma ha deciso che Lander Fernandez Arrinda, cittadino basco arrestato a Roma lo scorso 13 giugno, debba rimanere agli arresti domiciliari.

Nella motivazione del rigetto della richiesta di revoca dei domiciliari di Lander, i giudici svelano l’incredibile farsa in atto. In un fax inviato in data 30 ottobre dal rappresentante dell’Ambasciata Spagnola a Roma, Manuel Garcia Castellon, all’Audiencia Nacional di Madrid , appare chiaro che contro Lander l’accusa non ha alcuna prova e che le informazioni inviate fino a quel momento da Madrid alle autorità italiane sono carenti e insufficienti a sostenere e sostanziare la richiesta di estradizione.Si fa inoltre presente che il reato contestato- il presunto incendio di un autobus senza passeggeri parcheggiato vicino a una fermata soppressa – è avvenuto nel 2002, configurando pertanto un’ avvenuta prescrizione sulla base dell’articolo 10 della Convenzione Europea sulle estradizioni.

Essendo destinata al fallimento la strategia persecutoria di Madrid nei confronti di uno dei tanti cittadini baschi perseguiti in patria e ora anche all’estero per motivazioni politiche più che giudiziarie, la magistratura italiana e quella spagnola sono corse ai ripari.

Introducendo nell’accusa nuovi elementi che dovrebbero dimostrare – ma senza alcuna prova – sia la «concreta appartenenza» di Lander all’organizzazione armata Eta, sia la pericolosità del fatto addebitatogli, che viene ora relazionato a presunte finalità di terrorismo, in quanto, scrive la Corte d’Appello riprendendo quando dettato da Madrid, “il predetto, con la distruzione dell’autobus, ha perseguito finalità di destare panico nella popolazione”.

E che, pur non essendo la tanica di benzina, suppostamente usata per incendiare l’autobus, un ordigno esplosivo, “nel solo fatto di detenere la materia infiammabile, ad attentare alla pubblica incolumità” si ravvisano forme di attentato terroristico.

Tutte ipotesi già smentite dalla documentazione prodotta in dieci anni di “inchieste” sull’episodio e sulla dinamica dell’episodio contestato a Lander, ma improvvisamente accluse alla nuova documentazione inviata per rimediare all’inconsistenza delle carte. In base a questi ragionamenti forzati la Corte d’Appello stabilisce, cercando di dettare anche la decisione finale sull’estradizione,  che il presunto reato non può dichiararsi prescritto, non essendo nei casi di ‘terrorismo’ operativo l’articolo 10 della Convenzione Europea sulle estradizioni.

Il prossimo 8 gennaio è prevista l’udienza sull’estradizione verso Madrid di Lander Fernandez.

Alla luce di un impianto persecutorio di natura politica le realtà sociali, territoriali e politiche che in questi mesi hanno dato vita a una vasta e capillare campagna di solidarietà con il cittadino basco perseguitato e privato della propria libertà, fanno appello a moltiplicare le prese di posizione   contro questo arbitrio e le pressioni nei confronti delle autorità politiche italiane – in particolare il Ministero della Giustizia – affinché il nostro paese difenda i diritti che la nostra Costituzione e i trattati internazionali garantiscono a Lander.

la rete di solidarietà “Un Caso Basco a Roma”

★ 13 NOVEMBRE, UDIENZA PER LA REVOCA DELLE MISURE DETENTIVE

  • 15 Novembre, 2012 03:56

http://www.youtube.com/watch?v=UsP5m4jFLN0

 http://www.youtube.com/watch?v=uGE5GG0Ig0w&feature=plcp

IMG_1460Lander libero! Lander askatu!

Il nostro amico e compagno Lander Fernandez è agli arresti domiciliari ormai dallo scorso 15 giugno, dopo il suo spettacolare arresto del 13 giugno nella capitale con l’accusa di terrorismo.

In realtà Lander – che lavorava a Roma e partecipava all’attività delle reti sociali alla luce del sole e senza nascondersi – è accusato esclusivamente del presunto danneggiamento di un autobus vuoto, avvenuto nel febbraio del lontano 2002.

Un reato – tutto da dimostrare – che comunque nulla a che fare con il terrorismo e con l’esorbitante pena di 5 anni di carcere che Lander dovrebbe probabilmente scontare se fosse estradato a Madrid come chiede la magistratura spagnola. Un reato che nel nostro paese sarebbe comunque prescritto e che non giustifica l’accanimento delle istituzioni giudiziarie e politiche spagnole nei suoi confronti.Un accanimento comprensibile esclusivamente considerando una cieca e inammissibile repressione da parte dei governi spagnoli presenti e passati contro ogni espressione politica, sociale e culturale del popolo basco, che ha portato in questi anni a politiche emergenzialiste, alla sistematica violazione dei diritti dei prigionieri politici e dei loro familiari, alla persecuzione di organizzazioni sociali, culturali, sindacali e politiche, alla chiusura manu militari di giornali e radio. Una politica repressiva più volte denunciata – dati e documenti alla mano – da istituzioni come l’Onu e da Ong come Amnesty International.Una persecuzione politica e una vera e propria apartheid che oggi non può più contare neanche sulla giustificazione classica della lotta al ‘terrorismo’, dopo la cessazione definitiva e completa di ogni attività violenta da parte dell’ETA ormai più di un anno fa.Le accuse mosse nei confronti di Lander sono pretestuose, inconsistenti e vaghe, e non giustificano né la sua estradizione in Spagna né la privazione della sua libertà in Italia.
Noi vogliamo che Lander torni libero immediatamente, perché è indegno che una persona venga privata della sua libertà così a lungo solo perché perseguitato da un paese sotto accusa a livello internazionale.Per questo invitiamo tutti e tutte a:- manifestare martedì 13 novembre a piazzale Clodio, per chiedere la liberazione di Lander- firmare e far firmare la petizione per la liberazione di Lander che trovate sul blog http://uncasobascoaroma.noblogs.org/– partecipare alle altre iniziative che la Campagna di Solidarietà con Lander Fernandez realizzerà nei prossimi giorni per denunciare il caso di fronte ai media e all’opinione pubblicaLANDER LIBERO! NO ALL’ESTRADIZIONE!
LANDER ASKATU! ESTRADIZIORIK EZ!Info: aske@autistici.org

 

★ 27 SETTEMBRE, CONFERENZA STAMPA

  • 1 Ottobre, 2012 13:53

Conferenza stampa davanti all’ambasciata spagnola

http://www.youtube.com/watch?v=DFmbWHqY4GY

http://www.youtube.com/watch?v=Vii_qzdX5eg

http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120928/manip2pg/07/manip2pz/329316/

http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/09/27/news/lander_106_giorni_di_domiciliari_manifestazioni_e_cortei-43409356/

COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: Convocazione conferenza stampa e presidio per Lander Fernandez Arrinda

 

Oltre 100 giorni sono passati dall’infondato arresto di Lander Fernandez Arrinda, militante basco da quasi due anni residente a Roma alla luce del sole. 100 giorni di arresti domiciliari, di privazione delle libertà personale, per un reato tutto da dimostrare che nulla a che fare con il terrorismo e che per l’ordinamento giuridico italiano già sarebbe stato prescritto. 100 giorni di accanimento repressivo del governo spagnolo, artefice di una montatura che non giustifica né l’estradizione in Spagna e né gli arresti domiciliari in Italia.

 

La rete di solidarietà nata intorno al giovane militante basco indice per Giovedì 27 settembre alle ore 12.00 una Conferenza Stampa in Piazza di Spagna, angolo Via Condotti. Hanno assicurato la loro partecipazione il Senatore Marco Perduca (Radicali), Gianluca Peciola (consigliere Provincia di Roma SEL), Fabio Nobile (consigliere Regione Lazio FdS), Andrea Alzetta (consigliere Roma Capitale Roma in Action), Marialuisa D’Addabbo (Giuristi Democratici). E’ stata invitata l’associazione Antigone.

 

La stessa rete di solidarietà ha altresì convocato per Sabato 29 settembre ore 11.00 presso il Ministero della Giustizia di Via Arenula un presidio per dire No all’Estradizione di Lander.
Per adesioni e info sul presidio:

 

aske@autistici.org

 

Per info e contatti:

 

http://uncasobascoaroma.noblogs.org/

328 90 34 030

338 62 06 018

http://www.petizioni24.com/lander

★ COMUNICATO DELLA RETE

  • 13 Luglio, 2012 13:23

“No all’estradizione di Lander Fernandez, Stop alla repressione nei Paesi Baschi”

Lo scorso venerdì il senatore Perduca e la senatrice Poretti hanno presentato un’interrogazione scritta al ministro della Giustizia per avere chiarimenti sull’assurda situazione in cui è costretto il nostro compagno Lander Fernandez a seguito della richiesta di estradizione mossa dall’autorità giudiziaria di Madrid.

Lander è stato arrestato lo scorso 13 giugno con la roboante accusa di essere un militante dell’ETA. Dopo appena 48 ore, il tribunale del riesame della Corte d’appello di Roma cambia il regine di misure cautelati dalla detenzione presso Regina Coeli agli arresti presso il proprio domicilio. Con questa sentenza la giustizia italiana fa chiarezza sulla vicenda visto che Lander è attualmente indagato solo per il danneggiamento di un autobus vuoto (avvenuto per di più nel febbraio 2002) e non ha alcun capo di imputazione per reati associativi di stampo terroristico.

 

Ora, dopo oltre 45 giorni di domiciliari, Lander è ancora impossibilitato nel lasciare il proprio domicilio, non potendo così lavorare e provvedere al proprio sostentamento.

 

Tutto questo avviene semplicemente perché Lander è indagato per un reato di danneggiamento avvenuto oltre 10 anni fa.

 

Questa vicenda ha dell’incredibile e si iscrive perfettamente nello stato d’eccezione che colpisce i diritti dei militanti politici baschi. Infatti nel cuore d’Europa è ancora permesso l’applicazione di una legislazione speciale che deroga persino alla Carta europea dei diritti dell’uomo, come più volte denunciato da Ong quali Amnesty intenational e Human right.

 

Nello sforzo di proseguire la campagna di opposizione all’estradizione di Lander Fernandez chiediamo che tutte le forze democratiche del nostro paese, l’associazionismo della nostra città e i media si impegnino da subito per la scarcerazione di Lander e così per la fine dello stato d’eccezione che Madrid impone ai movimenti sociali e politici dei Paesi Baschi.

 

RETE DI SOLIDARIETA’ CON LANDER

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Di seguito il testo dell’interrogazione dei senatori Perduca e Poretti:

 

Premesso che:

 

Lander Fernandez Arrinda (LFA) viene arrestato con un’imponente operazione di polizia il 13 giugno 2012 alle ore 830 fuori del suo appartamento mentre si recava ad incontrare i suoi avvocati. Pel suo arresto furono impiegati oltre quindici agenti di polizia (passamontagna in volto e pistole alla mano) per arrestare un cittadino europeo che, come dimostrerà anche la Corte di appello del tribunale di Roma, vive legittimamente in Italia da oltre un anno;

 

l’arresto avviene in esecuzione di una richiesta di estradizione avanzata dall’autorità giudiziaria spagnola per processare LFA di fronte alle autorità competenti di quel paese;

 

una volta arrestato LFA viene tradotto nel carcere di Regina Coeli dove trascorre due giorni in isolamento giudiziario, in virtù delle condizioni in cui versa l’istituto carcerario in questione, LFA non puo usufruire appieno dell’ora d’aria né ricevere il pasto nel primo giorno di detenzione come raccolto di persona dal Senatore Perduca recatosi in visita presso l’astuto di pena capitolino;

 

LFA a oggi risulta indagato per il reato attribuitogli, in quanto il processo deve essere ancora celebrato dalle autorità spagnole.

 

Considerato che:

 

Le autorità giudiziarie spagnole attribuiscono a LFA il reato di terrorismo. In realtà i fatti riportati nella sentenza di convalida sulle misure cautelari emessa dalla Sezione IV penale della Corte di appello di Roma in data 15 giugno 2012, riguardano l’incendio di un autobus (avvenuto nel febbraio 2002) in sosta e senza passeggeri a bordo, facendo uso di una bottiglia incendiaria;

 

la riconduzione di tale evento alla fattispecie di reato di terrorismo avviene a mezzo di due presunzioni che non possono trovare fondamento. LFA infatti avrebbe commesso il fatto in concorso con Aingeru Cardanu Reoyo, appartenente ad una presunta organizzazione terroristica chiamata KALLE BORROKA. Quest’ultima sigla viene a sua volta accusata di collaborare con l’ETA. Bisogna evidenziare che non esiste nessun provvedimento giudiziario spagnolo che accerti l’esistenza di un’associazione denominata KALLE BOROKA e che, quindi, possa dimostrarsi il suo collegamento coll’ETA;

 

dalle carte finora inviate dall’autorità giudiziaria spagnola non viene dimostrato alcuno degli elementi finora indicati;

 

allo stato degli atti, per quanto di conoscenza degli interroganti, l’unico fatto addebitabile all’indagato è quello di danneggiamento di un autobus vuoto e che le accuse mosse dall’autorità spagnola sono al vaglio della Corte d’appello di Roma;

 

nel periodo in cui LFA è in custodia presso le autorità italiane, numerose testate nazionali e internazionali riportano la notizia dell’arresto di un “terrorista basco”. Tale imputazione verrà successivamente smentita sempre dalla Corte d’appello di Roma che si riserva di verificare l’effettiva qualificazione giuridica del fatto attribuito al LFA;

la stampa quindi ha già celebrato il suo processo mediatico, anticipando il giudizio della Corte d’appello, senza successivamente riservare all’indagato alcun diritto di replica;

 

dal 15 di Giugno 2012, LFA è sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, tale decisione è stata giustificata dalla Corte d’appello in quanto – citando testualmente la sentenza – “il Fernandez risulta di fatto controllato dagli organi di polizia (italiana, ndr) fin dal dicembre 2011 senza che, a suo carico siano emerse attività illecite o iniziative volte a sottrarsi alla Polizia Giudiziaria”.

 

atteso che:

 

dall’inizio della sua permanenza in Italia, la Corte d’Appello riconosce che LFA abbia tenuto una condotta rispettosa delle norme del nostro ordinamento;

 

LFA è stato detenuto in custodia cautelare a Regina Coeli per due giorni e da oltre 45 giorni è detenuto ai domiciliari solo perché indagato di un reato di danneggiamento consumato più di dieci anni fa;

 

l’accusa mossa dall’autorità giudiziaria spagnola si basa su ipotesi prive di fondamento;

 

da oltre 45 giorni LFA è impossibilitato a svolgere attività lavorativa per provvedere al suo sostentamento;

 

in Spagna sussiste un regime di legislazione speciale nei confronti dei militanti politici baschi, più’ volte al centro di pronunciamenti della Corte europea di Strasburgo e condannato da Ong quali Amnesty International e Human Rights Watch;

 

Si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti summenzionati;

 

quali siano i contatti intercorsi coll’autorita’ giudiziaria spagnola;

 

se il Ministro non ritenga esistano le condizioni perché il regime di libertà vigilata e controlla di LFA possa essere ulteriormente attenuato in modo da consentirgli di poter tornare a lavorare e quindi provvedere al proprio sostentamento.

★ 13 GIUGNO 2012 APPELLO PER LA LIBERAZIONE DI LANDER ★

  • 13 Giugno, 2012 17:24

APPELLO PER LA LIBERAZIONE DI LANDER FERNANDEZ

Ci appelliamo alle forze politiche e sociali democratiche italiane per richiedere l’immediata scarcerazione di Lander Fernandez, attivista basco arrestato questa mattina a Roma, dopo un anno di domicilio pubblico continuato nella Capitale.

Segue descrizione dell’accaduto e il riferimento al blog in costante aggiornamento.

★ CONFERENZA STAMPA E COMUNICATI

  • 13 Giugno, 2012 15:45

 

 

COMUNICATO ARRESTO – 13 GIUGNO

Questa mattina alle 8:30 una squadra di circa 15 poliziotti incappucciati e con armi alla mano hanno arrestato Lander Fernandez, un attivista del movimento giovanile basco , mentre usciva dall’occupazione a scopo abitativo di ACTION di via delle sette chiese. Attualmente Lander e’ trattenuto presso la questura di via genova.
Non avendo notizie ufficiali dalle autorita’ italiane, apprendiamo dalla stampa internazionale della ridicola accusa di apparenenza a ETA.
Questa vicenda appare ancor piu’ preoccupante dal momento che dallo scorso autunno e’ in atto un processo di pacificazione definitivo del conflitto basco. Nonostante questo la morsa repressiva dello stato spagnolo si inasprisce contro i movimenti giovanili e contro chi, come Lander, si trova regolarmente a Roma da circa un anno conducendo la propria vita alla luce del sole, lavorando e studiando.
VOGLIAMO LA LIBERTA’ PER LANDER, VOGLIAMO CHE FINISCA LO STATO DI ECCEZIONE VIGENTE IN SPAGNA E CHIEDIAMO A TUTTE LE FORZEDEMOCRATICHE DEL NOSTRO PAESE DI IMPEGNARSI NEL SOSTENERE CONCRETAMENTE IL PROCESSO DI PACIFICAZIONE COME SOSTENUTO DA PERSONALITA’INTERNAZIONALI COME KOFI ANNAN

CONVOCHIAMO URGENTEMENTE UNA CONFERENZA STAMPA OGGI ALLE ORE 13 IN VIA GENOVA

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COMUNICATO STAMPA – DOMICILIARI – 15 giugno 2012

Questa mattina la IV Sezione Penale della Corte d’Appello del Tribunale di Roma ha disposto la scarcerazione di Lander Fernandez Arrinda, trasferendolo agli arresti domiciliari. La scarcerazione rappresenta la conseguenza logica ad una maxi-operazione di polizia non giustificata da prove giudiziarie fornite dalla magistratura spagnola, mandante politico dell’arresto avvenuto mercoledì scorso.

L’inconsistenza dell’impianto accusatorio si somma alla canea mediatica che si è abbattuta su Lander da due giorni a questa parte; sbattendo il “mostro” in prima pagina, la stampa italiana e spagnola hanno accusato Lander Fernandez di essere membro di ETA, terrorista implicato in episodi stragisti e pericoloso militante eversivo. Un impianto accusatorio che oggi, invece, ci consegna la stupefacente verità della sola accusa di danneggiamento di un autobus vuoto, pendente sulla testa di Lander per fatti risalenti al 2002.

Quanto accaduto stamattina rappresenta solo una vittoria parziale per la definitiva liberazione di Lander. Siamo invece certi che questa stessa decisione possa essere letta come un grave colpo alla giustizia emergenziale che spadroneggia in Spagna, sempre pronta a reprimere militanti e attivisti per le sole ipotesi di sospetto, in barba ai diritti fondamentali della persona. La battaglia per la liberazione di Lander, dunque, è la battaglia contro lo stato d’eccezione vigente in Spagna; un neo, una macchia, un marchio che male si sposa con l’anelito di democrazia propagandato nelle stanze della Moncloa madrilena.

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