La Solidarietà non si arresta: Scriviamo a Karlos!

  • marzo 5, 2015 12:00

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EUSKAL HERRIA- Andoain- manifestazioni in solidarietà con Karlos!

  • marzo 2, 2015 16:10

 

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VOLANTINO IN EUSKERA DISTRIBUITO DURANTE LA MANIFESTAZIONE:

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VOLANTINO IN CASTIGLIANO:
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KARLOS ASKATU! KARLOS LIBERO!

Aggiornamento del 27/02/2015 dall’udienza di convalida dell’arresto di Karlos Garcia Preciado.

  • febbraio 27, 2015 16:57

corteo a andoain per KarlosQuesta mattina presso la IV sezione della corte d’appello di Roma si è svolto l’interrogatorio di convalida dell’arresto di Karlos.
Alla presenza degli avvocati, il giudice ha convalidato l’arresto e ha fatto a Karlos qualche domanda.
Karlos si è opposto all’estradizione immediata e i suoi avvocati hanno fatto richiesta di arresti domiciliari.
Come sappiamo il governo spagnolo ha 40 giorni di tempo per richiedere l’estradizione.
Tra qualche giorno il tribunale si pronuncerà sulle richieste degli avvocati accogliendole o confermando il suo fermo presso il carcere di Rebibbia, dove attualmente Karlos si trova.

L’udienza si è svolta a porte chiuse ma un gruppo di solidali ha potuto ugualmente salutarlo all’entrata e all’uscita dall’aula; Karlos era ammanettato e scortato ma comunque sorridente, dimostrando di non perdersi d’animo.

In attesa di novità rinnoviamo a tutti e tutte l’invito a scrivergli per fargli sentire la nostra solidarietà.

Karlos Askatu!
Karlos Libero!

Karlos García Preciado
casa circondariale di Roma – Rebibbia
via Raffaele Majetti 70 00156

ANCORA UN CASO BASCO A ROMA – KARLOS ASKATU!

  • febbraio 26, 2015 13:03

ETXERAANCORA UN CASO BASCO A ROMA..

Ancora un caso basco a Roma, ancora una volta la nostra città è attraversata da una storia che parla di repressione, persecuzione, condanne spropositate emesse dall’ Audiencia Nacional, il Tribunale Speciale di Madrid, che da decenni è complice delle torture ai danni di militanti baschi/e.

Karlos García Preciado vive da 14 anni in Italia, qui lavora e costruisce ogni giorno la propria vita, dopo essere stato costretto ad andarsene dal Paese Basco, davanti ad un’accusa assurda che lo condanna a 16 anni per reati di kale borroka -lotta di strada- di quasi vent’anni fa.

La storia di Karlos è la storia di tanti e tante che hanno pagato e continuano a pagare, nonostante ETA abbia abbandonato le armi nel 2011 a favore di un processo di risoluzione del conflitto.
In tutto il mondo centinaia di latitanti esiliati, iheslariak, che hanno rinunciato alle proprie vite per non rinunciare alla libertà.
A loro si aggiungono i deportati, mandati al confino, cui la spagna rifiuta da decenni il permesso di rientrare, a cui si sommano a loro volta i circa 500 prigionieri e prigioniere basche chiuse nelle carceri di spagna e francia, colpiti dall’infame sistema della dispersione, che li costringe reclusi a centinaia di km di distanza dalle loro famiglie.

Pesanti accuse di terrorismo, costantemente, perseguitano i dissidenti baschi e ci ricordano le condanne spropositate chieste per Lander e Aingeru per un presunto bus danneggiato nel 2001, nel corso di una manifestazione a Bilbao, in occasione della messa al bando di SEGI, l’organizzazione giovanile del tempo.
Pensiamo alla vicenda di Arkaitz Bellon, che un anno fa è stato ucciso dalla dispersione che lo ha costretto a 13 anni di carcere duro, a più di mille km dalla sua famiglia, per presunti reati dello stesso genere.
Con facilità pensiamo a quanto accade anche in italia in questi anni, dove al danneggiamento di un compressore che brucia in Val Susa corrispondono accuse di terrorismo, con carcere e isolamento per i/le No Tav.

I tentacoli dello stato spagnolo arrivano fin qui da noi, Karlos è il quinto compagno basco arrestato a Roma in pochi anni, e ancora una volta ci troviamo davanti a una gogna mediatica, un’ignobile narrazione dei media spagnoli e italiani.
In questi tempi di caccia alle streghe, cercando in ogni modo la criminalizzazione delle lotte, non si vede l’ora di trovare il terrorista di turno da sbattere in prima pagina e accostarlo così a presunti reati di danneggiamento, come può essere in questo caso, un bancomat bruciato.

Contemporaneamente con le nuove norme antiterrorismo gli apparati repressivi , legittimano e rafforzano i meccanismi e i dispositivi di controllo e sorveglianza con i quali dichiarano di continuare ad indagare per ricostruire le ipotetiche reti di appoggio di cui Karlos si è avvalso in questi anni.
C’è poco da indagare, potete sprecare migliaia di euro in dispositivi tecnologici, ma la solidarietà non si controlla, non si processa e non si arresta, fa parte del nostro DNA.. centinaia sono le persone che negli anni hanno condiviso un pezzo di cammino con Karlos ..e poco importa se per molti di loro era Roberto.

In queste ore Karlos si trova in regime di isolamento nel carcere di Rebibbia, domani a piazzale Clodio alle 12e30 ci sarà l’interrogatorio di convalida dell’arresto e su questo verranno dati aggiornamenti tramite gli avvocati che lo stanno seguendo.

Invitiamo tutti e tutte ad inviare a Karlos telegrammi di solidarietà e a fargli sentire che non è solo.

KARLOS ASKATU !
EUSKAL PRESO TA IHESLARIAK ETXERA!

Uncasobascoaroma

per scrivere:
Karlos García Preciado
casa circondariale di Roma – Rebibbia
via Raffaele Majetti 70 00156

6 marzo @ALEXIS OCCUPATO ” Tortura, carcere,repressione, Voci di Resistenza”

  • febbraio 26, 2015 12:24

6marzocarlos6 MARZO 2015 ALEXIS OCCUPATO VIALE OSTIENSE 124

dalle 18
Dibattito con
uncasobascoaroma
Alexis Occupato
ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus
Avv. Maria Luisa D’addabbo
Avv. Francesco Romeo

PROIEZIONE DI
VOCES: detenzioni e tortura nel Paese Basco

LETTURE DAL LIBRO
L’AMICO CONGELATO di “Sarri” Joseba Sarrionandia

APERITIVO CON PINTXOS A SOSTEGNO DEL KM DELLA KORRIKA 2015
E SOTTOSCRIZIONE PER LE SPESE LEGALI
#KARLOSASKATU!

Operazione repressiva contro gli avvocati dei presoak #JeSuisBasque !

  • gennaio 13, 2015 22:19

Rdada Abogados. Registro Manzisidor.Ieri mattina, 12 gennaio, un’ operazione della guardia civil ha portato all’arresto di 16 persone in tutta Euskal herria.
12 di questi sono avvocati del collettivo dei prigionieri politici. L’operazione denominata “Mate” é direttamente collegata a quella compiuta già più di un anno fa quando 18 persone furono arrestate nell’operazione contro Herrira. La retata di oggi va a colpire direttamente anche il finanziamento del collettivo dei prigionieri e delle prigioniere, con il sequestro di denaro nelle varie sedi perquisite (Herriko Taberna, sindacato LAB) tra Bilbao, Hernani e Durango. Fonti della polizia parlano di 90.000 euro prelevati e sequestrati durante le perquisizioni. Sono i soldi che sabato, durante la manifestazione imponente di Bilbao, erano stati raccolti per sostenere le spese delle centinaia di prigionieri politici che si trovano nelle carceri spagnole e francesi.
Tre degli avvocati soni stati arrestati direttamente a Madrid dove era previsto uno dei tanti maxi processi contro i militanti della sinistra indipendentista.
Tra gli avvocati arrestati anche kepa, che molti di noi hanno conosciuto negli anni passati in quanto legale di Lander e Aingeru.

Da subito sono stati organizzati presidi e manifestazioni solidali in tutta Euskal Herria.
In serata sono finite le perquisizioni nella sede del sindacato autonomo LAB mentre anche durante il presidio solidale una manifestante é stata fermata.
Mobilitazioni in tutta Euskal Herria hanno chiesto a gran voce la liberazione degli arrestati e delle arrestate,e la fine dei giudizi politici.

Da Euskal Herria chiamano alla mobilitazione generale tutti i solidali e i comitati di solidarietà alla causa basca:
Dimostriamo ancora una volta che: EUSKAL HERRIA NON CAMMINA SOLA!
#JeSuisBasque
http://www.notav.info/post/comunicato-di-solidarieta-con-gli-avvocati-baschi-dagli-avvocati-dei-notav/
http://www.naiz.eus/eu/actualidad/noticia/20150112/jesuisbasque-cataliza-en-la-red-la-indignacion-por-la-operacion-contra-los-abogados
http://www.naiz.eus/eu/actualidad/noticia/20150112/operacion-de-la-guardia-civil-contra-varios-abogados-vascos http://askapena.org/eu/content/otra-vez-el-fascismo-espa%C3%B1ol-agrede-con-detenciones-al-pueblo-vasco
http://www.radiondadurto.org/2015/01/12/paesi-baschi-retata-della-guardia-civil-in-carcere-16-persone-accusate-di-terrorismo/?fdx_switcher=true http://contropiano.org/internazionale/item/28526-democrazia-occidentale-retata-di-avvocati-baschi-sedici-arresti-per-terrorismo
http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/13658-paesi-baschi-retata-contro-gli-avvocati-della-sinistra-indipendentista

Da Roma a Euskal Herria solidarietà con Aingeru e Piol!

  • dicembre 1, 2014 13:57
zuluAingeru e Piol sono stati processati lo scorso 3 novembre davanti all’audiencia nacional per fatti accaduti nel quartiere di Santutxu (Bilbao) nel novembre del 2001.
La procura chiedeva 5 anni per ognuno di loro per aver bruciato un bancomat 13 anni prima.
Qualche giorno fa è arrivata la sentenza che condanna Aingeru e Piol a 3 anni di carcere.
Tutti e due presenteranno ricorso davanti al tribunal supremo, e quindi non dovranno andare in carcere finchè la sentenza non sarà definitiva in secondo grado.
Le prove per condannarli sono state le solite dichiarazionI estorte sotto tortura in commissariato, sotto regime di “incomunicacion” quando sono stati arrestati nel 2003.
nano e rapnoize2Bisogna riccordare che sia Aingeru che Piol sono già stati in carcere per anni.
Piol aveva recuperato la libertà nel 2011 dopo aver scontato una condanna di 8 anni e Aingeru aveva recuperato la libertà insieme a Lander nel novembre scorso, festeggiando la loro libertà anche a Roma con l’ “ongi etorri” di gennaio.
PIOL E AINGERU LIBERI!!!
VIDEO:
99 posse in concerto per genova 2001 ,per Aingeru e Piol e per la libertà di tutti e tutte
Nano e laboratorio Hip Hop Stay Real con Euskal Herria
zulu2Durante la serata benefit per  Genova 2001, al L.O.A. Acrobax, striscioni, parole e musica in solidarietà con Aingeru e Piol e per tutti i compagni e le compagne costrette in carcere.
Da Euskal Herria alla Palestina, dai No Tav a Genova 2001..
HAMAIKA HERRI BORROKA BAKARRA!

TANTI POPOLI UN’UNICA LOTTA!
ELKARTASUNA ETA ASKATASUNA!
  SOLIDARIETA’ E LIBERTA’!
99 posse199 posse

3 novembre, con Aingeru e Piol !

  • novembre 3, 2014 11:07

AINGERU EPAIKETA MANI KARTELAAingeru Cardaño, che molti di noi hanno avuto la fortuna di conoscere l’anno scorso come compagno coimputato nel processo di Lander, sarà nuovamente giudicato oggi, 3 novembre, presso l’audiencia nacional di madrid.
Insieme a un altro compagno di Indautxu, Piol, saranno chiamati oggi a processo per rispondere all’accusa di un presunto reato di kale borroka, che si riferisce a 14 anni fa e per cui il pubblico ministero chiede 5 anni di carcere.

Una storia che si ripete quella della persecuzione da parte dell’autorità madrilena, di giovani indipendentisti baschi, per presunti reati di danneggiamento, anche a distanza di molti anni, con l’inutile scopo di punire, limitare e scoraggiare la dissidenza basca, che invece non teme la repressione e va avanti verso la liberazione di Euskal Herria e di tutti i prigionieri e le prigioniere politiche ancora costrette nelle carceri spagnole e francesi.

Complici e solidali con Aingeru e Piol!
Non sarete mai soli!

BORROKA DA BIDE BAKARRA!
LA LOTTA è L’UNICO CAMMINO!

 

11 ottobre “NON LASCIAMOLI SOLI” Solidarietà con Urtzi,Telle e i giovani baschi!

  • ottobre 7, 2014 19:34

kartelaUrtzi e Telle , due giovani ragazzi di Bilbao, arrestati nel giugno del 2012 per la presunta partecipazione ad alcuni incidenti durante lo sciopero generale del 29 marzo dello stesso anno sono stati condannati a due anni e sei mesi lo scorso 22 settembre. L’Alta Corte aveva dichiarato che ci sarebbe stata una “punizione esemplare” per chi avesse procurato “distrubi”.
Dopo la condanna i due ragazzi hanno scelto la via della “disobbedienza” ed hanno deciso di non presentarsi alle autorità nel giorno della scadenza del mandato. Il 2 ottobre infatti è stata indetta una conferenza stampa in cui i due hanno dichiarato la loro volontà a non consegnarsi  dichiarandosi ingiustamente giudicati e condannati in un processo farsa.
Per questo i compagni e le compagne hanno scelto, come atto di solidarietà, di lanciare un concentramento nella piazza del quartiere di Deusto (il quartiere di Urtzi e Telle) per tutta la mattina di sabato 11 ottobre, caratterizzata da azioni da parte del movimento femminista, dei sindacati, delle organizzazioni politiche e dei movimenti giovanili con lo slogan comune “Non lasciamoli soli”.

Urtzi e Telle li abbiamo conosciuti a Roma e ci sentiamo complici e solidali con loro e con quanti e quante, in Euskal Herria, ogni giorno affrontano l’infamità della repressione e la prepotenza delle leggi spagnole, come l’assurdo caso dei 4 compagn* di Bilbao, che pochi giorni fa sono stati condannati per aver scritto una lettera in ricordo di una militante morta.Oroimena 4

Intanto oggi per lo stato spagnolo, arriva la sesta condanna da parte del tribunale europeo dei diritti umani, per non aver investigato su due casi di tortura denunciati nel 2008 e 2011.

 
ELKARTASUNA eta ASKATASUNA
EUSKAL HERRIA AURRERA

HERRI HARRESIA, LOYOLA difende giovani militanti baschi/e

  • settembre 23, 2014 18:20

22 settembre 2014
UN MURO POPOLARE CONTRO LA REPRESSIONE

IMG_8508E’ cominciato ieri all’audiencia nacional di madrid il processo per 28 giovani indipendentist* basch* accusati, di appartenenza a Segi, un organizzazione giovanile, considerata terroristica e per questo messa fuori legge dal governo spagnolo nel 2007.

Dei 23 presenti al processo, tutti quelli che hanno testimoniato hanno denunciato le pesanti torture subite durante il periodo di incomunicacion, costretti ad auto incolparsi per dare modo alla magistratura di aprire un processo che altrimenti non avrebbe potuto nemmeno iniziare, essendo basato unicamente sulle testimonianze estorte con abusi, vessazioni e maltrattamenti ai danni dei giovani militanti baschi.

5 ragazz*, Jazint Ramirez, Xabier Arina, Imanol Salinas, Igarki Robles e Irati Tobar, hanno scelto di non presentarsi al processo ed immediatamente per loro è scattato il mandato di cattura.

Nel pomeriggio di ieri nel comune di Azpeitia, davanti alla cattedrale di Loyola centinaia di solidali si sono stretti intorno ai 5 giovani, per tentare di impedirne l’arresto e per testimoniare al mondo l’infamità e la brutalità della finta democrazia spagnola nei confronti dei dissidenti baschi.

SegiTre ore di Herri Harresia – Muro Popolare- hanno temporaneamente impedito la cattura dei giovani militanti.
La polizia autonoma basca, la ertzaintza, ha faticato per portare a termine l’infame compito e l’ha fatto picchiando decine e decine di attivist* di ogni età che hanno resistito il più possibile per difendere i compagni e le compagne accusate.

LA ERTZAINTZA LLEGA A LOYOLA PARA DETENER A LOS CINCO PROCESADOS DE SEGI

 

 

Anche due manifestanti sono stati arrestati con l’assurda accusa di lesioni nei confronti di un poliziotto che pare si sia rotto una gamba cadendo goffamente mentre era intento ad aggredire il presidio.

Ancora una volta la dignità, la forza e la determinazione di Euskal Herria si è opposta all’arroganza e all’arbitrarietà dell’infame legislazione spagnola.

VIDEO Herri Harresia Loyola

Da Roma tutta la nostra solidarietà e vicinanza con i compagni e le compagne basche.

BORROKA DA BIDE BAKARRA!
LA LOTTA è L’UNICO CAMMINO!

Libertà per i/le giovani indipendentisti/e baschi/e!
Libertà per Euskal Herria!

29 giugno – Abordatzera! PIRATI A BORDO! – al Bilancione Occupato

  • giugno 21, 2014 00:29

Abordatzera! Proiezione del documentario sui Pirati di Donostia

MILANO – BERGAMO – NAPOLI – FIUMICINO

“Abordatzera! Pirati a bordo!” è un documentario che racconta unaAbordatzera_generale_vert
curiosa iniziativa che si effettua durante le vacanze estive a
Donostia (San Sebastian) nei Paesi Baschi, organizzata a partire dal
2003 da un gruppo di giovani che, sfidando il Comune, proposero una
festa più popolare e creativa e ricca di impegno politico…
Da allora, il porto accoglie oltre 5000 partecipanti, che con le
zattere provano a raggiungere la spiaggia, ricordandoci ogni estate
che… tutti i cambiamenti sono possibili!

domenica 29 giugno 2014
Fiumicino – Bilancione occupato – Via del Faro (vecchio faro di Fiumicino)
Dalla mattina • porta il materiale e costruisci la tua zattera!
ore 16.00 • all’abbordaggio, con le zattere costruite la mattina
ore 19.00 • aperitivo e incontro con le autrici del documentario
“Abordatzera! Dokumental Etnografikoa”
ore 21.00 • proiezione del documentario “Abordatzera! Dokumental
Etnografikoa” (2013, 59′. V. O. sottotitolata in italiano)

Il calendario delle altre iniziative:

martedì 24 giugno 2014
Milano – spazio comune Cuore in Gola - via Gola – Quartiere Ticinese
dalle ore 19.30 • aperitivo
ore 21.30 • proiezione del documentario “Abordatzera! Dokumental
Etnografikoa” (2013, 59′. V. O. sottotitolata in italiano)
ore 22.30 • incontro con le registe del film

mercoledì 25 giugno 2014
Bergamo - occupazione di Celadina -via monte Grigna
alle ore 19.00 • cena con grigliata
ore 21.30 • proiezione del documentario “Abordatzera! Dokumental
Etnografikoa” (2013, 59′. V. O. sottotitolata in italiano)
ore 22.30 • incontro con le registe del film

venerdi 27 giugno 2014
Napoli – Mensa Occupata – Via Mezzocannone, 14
ore 18.30 • Proiezione “Abordatzera! Dokumental Etnografikoa”
(2013,59′. V. O. sottotitolata in italiano e dibattito con le registe)
a seguire • grigliata e dj set

Gora euskal gazteria!  Libertà per 40 giovani basch*, ora liberiamo tutte e tutti gli altri!

  • giugno 12, 2014 17:52

40 giovani processat* nella Audiencia Nacional…
LA SENTENZA ASSOLVE TUTTI/E!
#grebalariakASKE! condanna a 2 anni e 6 mesi per due giovani

Due notizie, due sentenze, giornata dal sapore agrodolce quella di ieri nel Paese basco. Sono arrivate infatti due importanti sentenze. La prima sul maxi-processo contro 40 giovani  militanti con piena assoluzione da parte dell’Audiencia Nacional. La seconda condanna due giovani di Bilbao a scontare una pena di 2 anni e 6 mesi.
libre1Dopo 5 anni si chiude con una totale assoluzione “l’odissea” di 40 giovani baschi/e. Il processo farsa si è finalmente concluso con la piena assoluzione di tutte e tutti. Un maxiprocesso farsa che si è svolto da ottobre a febbraio, preceduto da diversi anni di persecuzione poliziesca e giudiziaria ai danni delle compagne e dei compagni che hanno dovuto affrontare carcerazione preventiva, regime di incomunicazione, torture e maltrattamenti, seguito da mezzo anno di attesa della sentenza. Uno schifo repressivo fatto prima, durante e dopo il processo dalle autorità spagnole che certamente non viene cancellato dalla sentenza e dalla gioia per la libertà delle compagne e dei compagni.
Una storia che inizia nel novembre del 2009 con una maxi-retata contro 42 militanti indipendentist*, 34 dei quali arrestat* la notte del 24 novembre del 2009. La maggior parte degli arrestati denunciano torture nei giorni di incomunicación. Nei mesi succesivi vengono arrestati in diversi stati europei altri 8 giovani riusciti a fuggire il giorno dell’operazione. Tre di questi, Zuriñe, Artzai e Fermin, vengono arrestat* a Roma mentre denunciavano la criminalizzazione del movimento giovanile basco.
[Video]
Dopo alcuni mesi di carcere in Italia e senza alcuna prova giudiziaria lo stato italiano come nel caso di Lander Fernandez concede l’estradizione allo stato spagnolo.
Come Caso basco a Roma abbiamo seguito con particolare attenzione questo processo. Sia perché ha rappresentato un caso particolarmente evidente della strategia di criminalizzazione della dissidenza politica e sociale che vivono sulla loro pelle le compagne e i compagni di Euskal Herria. Sia perché abbiamo appunto potuto conoscere da vicino quest* compagn* nelle nostre città, condividendone le storie, il legame solidale e la rabbia dell’arresto e dell’estradizione.
Tutti gli imputati hanno scontato da uno a due anni di carcere preventivo. Hanno subito in questi mesi un processo lungo e faticoso, fatto di continui viaggi tra Paese basco e il Tribunale speciale di Madrid.
libre libreI giudici del “tribunale speciale”, dopo quasi 4 mesi di attesa dalla fine del dibattimento, hanno finalmente reso pubblica una sentenza importante. Infatti, viene riconosciuto che i compagni e le compagne accusate hanno solo svolto attività politica e non terrorismo. Inoltre, vengono rifiutate le dichiarazioni dei 40 accusati raccolte dalla polizia durante i fermi in regime di incomunicación, vale a dire il periodo, che dura diversi giorni, in cui i fermati per accuse di terrorismo non possono contattare avvocati, medici e famigliari, rimanendo così senza difese nelle mani della polizia. Questa volta i giudici dell’Audiencia Nacional, pur non entrando nel merito delle torture denunciate dalle nostre compagne e compagni, ci hanno sorpreso, dichiarando nulle le dichiarazioni raccolte durante l’incomunicación, solo per il dubbio che possano essere state estorte sotto tortura, e, inoltre, dichiarando esplicitamente che l’ incomunicación rappresenta una situazione in cui sono a rischio i diritti di chi è tratt* in arresto e che, pertanto, risulta essere una formula poco compatibile con una pratica giudiziaria attenta ad evitare i rischi di tortura e maltrattamenti.
[ qui il link allo stralcio della sentenza, pdf in castigliano ]
Ciò che da anni denunciano i collettivi e le realtà che svolgono lavoro di solidarietà e informazione sulla prigionia politica e la repressione nel Paese basco, vale a dire che durante l’ incomunicación si tortura, e che le dichiarazioni estorte sotto tortura vengono usate come prova in processi farsa, è stato riconosciuto in maniera abbastanza chiara anche dalla stessa Audiencia Nacional, il famigerato tribunale che per decenni è stato complice, se non parte integrante e attiva, del sistema di criminalizzazione e brutale repressione della dissidenza politica e sociale basca ad opera di Madrid e Parigi. ‘Meglio tardi che mai’ non si può dire, perchè ci sono stati anni e anni di sofferenze, torture e rabbia.
La gioia per l’assoluzione dei 40, e l’importanza della sentenza per la delegittimazione dell’incomunicación, non ci devono comunque far tenere bassa la guardia e l’attenzione solidale. Nelle stesse ore in cui si stava per rendere pubblica la sentenza sul maxiprocesso Segi, altri compagni venivano invece nuovamente colpiti dalla repressione.
Nella notte tra lunedì e martedì Tomás “Tomi” Madina è stato svegliato nella sua casa di Galdakano, vicino Bilbao, da una quindicina di sbirri incappucciati e armati fino ai denti, che lo hanno arrestato e posto in regime di incomunicación con la solita accusa di terrorismo e appartenenza ad Eta (a quasi tre anni dalla fine definitiva delle attività armata). Oggi Tomi ha denunciato davanti al giudice di essere stato torturato.

aske grebalariakLa giornata di ieri è stata inoltre macchiata dalla notizia della condanna a 2 anni e 6 mesi per Urtzi e Jon, due giovani ragazzi di Bilbao, arrestati nel giugno del 2012 per la presunta partecipazione ad alcuni incidenti durante lo sciopero generale del 29 marzo dello stesso anno. Dal momento dell’arresto è partito un grande montaggio giudiziario atto a condannare i 2 ragazzi, molto attivi a Deusto, il loro quartiere. Un montaggio che ha portato l’accusa a chiedere fino a 14 anni di carcere. Nel settembre del 2013 arriva la condanna a 1 anno e tre mesi, che rispetto alle richieste iniziali fa intravedere l’assoluta inconsistenza delle accuse mosse contro di loro, ma ieri, dopo il ricorso della procura, è arrivata la notizia che la condanna sale a 2 anni e 6 mesi, e costringerà i due giovani baschi a scontare la totalità della pena.
L’atteggiamento schizofrenico dell’apparato repressivo spagnolo, che, da un lato, dopo anni di persecuzione assolve 40 giovani militanti della sinistra indipendentista, dopo avergli fatto soffrire carcere, esilio e tortura, mentre, dall’altro continua a condannare militanti di organizzazioni politiche e sociali e ad arrestare in regime di incomunicazione e di legislazione antiterrorista come se nulla fosse accaduto nell’ottobre 2011, rendono ancora necessaria la mobilitazione e la solidarietà internazionalista. Oggi festeggiamo il ritorno alla libertà dei 40, ma la lotta del movimento basco, e la nostra azione solidale, non si fermeranno finché non saranno liberati tutti i prigionieri e le prigioniere politiche basche, e finché non si porrà fine all’assurda legislazione antiterrorista.
Perché non possiamo essere liber* se non lo sono anche tutte e tutti loro.

Con Tomi, Urtzi e Jon, finchè non saranno liberi!

euskal gazteria aurrera!! tutti liberi, tutte libere!

NoTav: SOLIDARIETA’ da EUSKAL HERRIA con Chiara,Claudio,Mattia e Niccolò

  • maggio 20, 2014 22:44

Traduciamo il testo dell’appello alla manifestazione  di oggi davanti al consolato di Italia a Bilbao e Donostia, in solidarietà con il movimento No Tav e per la liberazione di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò.

http://www.ahtgelditu.org

bilboSolidarietà con la Val Susa, no alla criminalizzazione del movimento NO TAV!
Val de Susa NO TAV Elkartasuna! Kriminalizaziorik ez!

Il cordinamento di opposizione al TAV AHT Gelditu! Elkarlana y Mugitu! Mugimendua, movimento di disobbedienza civile contro il TAV, chiama a un presidio per oggi,20 maggio, in solidarietà con 4 oppositori del movimento NO TAV dellaValle di Susa, che saranno processati in questi giorni in Italia.
Allo stesso tempo, vi informiamo che dalla Val Susa è stato lanciato un appello perché qualsiasi persona o collettivo possa aderire esprimendo la propria solidarietà all’indirizzo appello10maggio@gmail.com.
Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò è importante ripetere i loro nomi, è importante pronunciarli a voce alta perché si sta parlando di quattro vite;di quattro attivist* NO TAV che sono in carcere dal 9 dicembre, distribuiti nelle prigioni di Alessandria,Ferrara e Roma.
Chiara, Claudio , Mattia y Niccolò sono stati accusati di terrorismo per aver suppostamente danneggiato compressore e per questo rischierebbero una pena di 30 anni di prigione.
por-mobilizazioakIl processo comincerà il prossimo 22 maggio.
Di cosa sono accusati esattamente? Li si accusa di aver partecipato ad una protesta nella quale suppostamente si danneggiò un compressore. Per due procure e un pubblico ministero dell’udienza preliminare, Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò tentarono con questa azione di danneggiare l’immagine dell’Italia. La situazione di isolamento nella quale si trovano queste persone, a seguito della chiusura delle indagini, va contro quello che si può leggere nell’articolo 3 del Convegno Europeo di Diritti Umani penitenziari.
Dal movimento di opposizione al TAV di Euskal Herria rifiutiamo il progetto del TAV e la sproporzionata accusa di terrorismo davanti la quale si trovano i nostr* compagn* di lotta, allo stesso tempo sollecitiamo la libertà immediata per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò e l’ archiviazione degli atti giudiziali.

AHT Gelditu! Elkarlana
Mugitu! Mugimendua
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15 maggio, 25 anni di DISPERSIONE per i prigionieri e le prigioniere politiche basche

  • maggio 15, 2014 14:07

IMG-20140515-WA0001Oggi 15 maggio 2014 sono 25 anni di attuazione della politica di dispersione per i presoak baschi,  in Euskal Herria moltissime sono le mobilitazioni per denunciare e contrastare questa politica disumana e punitiva riservata ai dissidenti baschi.

Ripubblichiamo di seguito due contributi sull’argomento che avevamo scritto tempo fa, che restano, purtroppo, ancora molto attuali.

Un incontro lungo un viaggio, la repressione fa rima con dispersione

Goccia dopo goccia storie  di viaggio da estremera

EUSKAL PRESOAK ETXERA!
EUSKALPRESOAK kALERA!

TUTTI E TUTTE LIBERE!

17 aprile giornata di solidarietà con i prigionieri e le prigioniere politiche

  • aprile 17, 2014 13:49

IMG-20140417-WA0010Oggi 17 aprile a Roma diversi solidali hanno deciso di attraversare la giornata internazionale di solidarietà contro la prigionia politica.
Abbiamo deciso di toccare tre luoghi simbolici per richiamare l’attenzione sul tema.
Di fronte all’ambasciata spagnola è stata esposta una bandiera basca mentre venivano distribuiti dei volantini informativi. La reazione scomposta e innervosita da parte dei funzionari dell’ambasciata dimostra quanto la questione delle centinaia di prigionieri e prigioniere politiche basche sia una nervo scoperto che il governo di madrid non vuole affrontare.
Successivamente abbiamo fatto un passaggio alle scuderie del Quirinale dove è in corso la mostra internazionale su Frida Khalo. Qui abbiamo ricordato che esiste un altro messico ribelle che quotidianamente costruisce un mondo alternativo al neoliberismo; abbiamo richiamato l’attenzione su alcuni casi esemplari.
Come terzo e ultimo passaggio abbiamo deciso di sanzionare la El Al, compagnia di bandiera israeliana, ricordando che israele non è una meta di turismo alternativo ma uno stato occupante che imprigiona e occupa militarmente un intero popolo da più di sessanta anni.

Senza la loro libertà non saremo mai liberi e libere

Di seguito il link alla trasmissione radio realizzata per il 17 aprile, con il contributo di Un Caso Basco a Roma, Free Palestine, La Pirata e Comitato Carlos Fonseca
TRASMISSIONE RADIO PRIGIONIERI/E POLITICHE
https://archive.org/details/17AprilePrigionieriPoliticiFinal

PERCHE’ IL 17 APRILE?
Il 17 aprile 1974 viene rilasciato Mahmoud Hijazi Baker, prigioniero politico palestinese, dopo uno scambio di prigionieri con Israele. Da quel giorno per tutto il movimento di liberazione palestinese questa data diventa un simbolo, un occasione ogni anno per rimettere in primo piano la questione della prigionia politica. Anni dopo anche il movimento basco riprende questa data per organizzare e coordinare mobilitazioni su questo tema fino ad arrivare ai giorni nostri quando a diverse latitudini si decide di tendere il famoso “filo rosso” che unisce chi lotta per la costruzione di un mondo più giusto e per questo subisce le conseguenze della repressione. Oggi quindi, il giorno del 17 aprile diventa una giornata che non vuole rappresentare una vuota celebrazione bensì un occasione per organizzare mobilitazioni e partecipare alla degna lotta di chi da dentro il carcere reclama a gran voce non solo la propria libertà ma quella di tutti e tutte.
Come Leonard Pertier che da 36 anni resiste nella carceri americane o Mumia Abu Jamal che nelle stesse carceri fra pochi giorni compirà 60 anni;
Come Alvaro Sebastian Ramirez che da 18 anni è rinchiuso nelle carceri messicane.
Come la resistenza quotidiana dei più di 5000 prigionieri/e politici palestinesi che al pari del loro popolo subiscono quotidianamente l’oppressione dell’occupazione israeliana.
Come le centinaia di prigioniere e prigionieri politici baschi e tutti/e coloro che, in esilio da decine di anni, non possono fare ritorno nella propria terra.
Come le compagne e i compagni reclusi nelle carceri italiane per aver partecipato alle lotte sociali di questi anni.
Quest’anno il 17 aprile cade nei giorni della protesta promossa dal coordinamento nazionale dei detenuti, ancora di più quindi, vogliamo unire la nostra voce a quella di chi, da dentro, lotta per conquistare diritti e libertà.
A tutti e tutte loro va il nostro saluto e la nostra solidarietà.
Senza la vostra libertà non saremo mai liberi e libere!

Free Palestine Roma http://freepalestine.noblogs.org/
Un caso basco a Roma http://uncasobascoaroma.noblogs.org/
Comitato Carlos Fonseca http://comitatocarlosfonseca.noblogs.org/
LaPirata http://lapirata.indivia.net/
– Nodo solidale, Roma e Messico
– Nomads, Bologna, Berlino e Messico
– Collettivo Zapatista di Lugano
– Aderenti individuali

20140417_190216I PRIGIONIERI E LE PRIGIONIERE BASCHE
La città di Roma negli ultimi due anni ha conosciuto il caso di Lander, un militante della sinistra indipendentista basca che stava vivendo qui, perseguitato dalle autorità spagnole.
Come abbiamo sempre sostenuto durante la campagna, il caso di Lander non rappresenta un’eccezione nel contesto basco.
Centinaia sono infatti i casi di persecuzione, sequestri, tortura, aggressioni da parte di agenti in borghese e processi in tribunali speciali ; tutto questo è sostenuto da una legislazione penitenziaria fascista sopravvissuta alla dittatura di Franco, che per i 500 prigionieri e prigioniere politiche basche è caratterizzata da dispersione in carceri lontane centinaia di km da casa, aggressioni fisiche e psicologiche nelle celle, vessazioni dei famigliari durante le visite, isolamento e leggi speciali.
Sistematica è la criminalizzazione della dissidenza politica e sociale basca, l’uso indiscriminato della legislazione “antiterrorista” da parte dello stato spagnolo per colpire duramente chi svolge attività politica nelle organizzazioni della sinistra indipendentista, così come negli altri movimenti politici e sociali del Paese basco. Anche lì il movimento contro gli sfratti, il sindacalismo di base, la lotta contro il TAV basco, gli spazi occupati, i collettivi giovanili, per citarne alcuni, vengono attaccati quotidianamente, con accuse pesantissime e richieste di pene che non hanno eguali. Da decenni il Paese basco è un vero e proprio laboratorio di repressione. In questi mesi la “democratica” Spagna ha processato in tribunali speciali e arrestato, lanciatori di torte No Tav, compositori di versi solidali, rapper, associazioni di familiari dei prigionieri e avvocati. Laddove le leggi speciali sono normalità ogni forma di attivazione diventa reato, tutto è terrorismo! Le stesse strategie che vediamo sempre più spesso utilizzare contro i movimenti sociali in Italia. Da qui l’importanza di continuare e rafforzare l’attività di solidarietà e di connessione tra le diverse esperienze di lotta e di resistenza nei nostri territori e in quelli del Paese Basco.
Euskal Preso eta Ieslariak Etxera!
Libertà per i prigionieri e le prigioniere basche, rientro a casa per chi è in esilio!
Non dimentichiamo e non perdoniamo, anche nel tuo nome, Arkaitz, verso la vittoria e la liberazione di tutto il popolo basco!

volantino distribuito a Roma il 17 aprile 2014
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28.03.14 IHESLARIAK ETXERA! TORNANO A CASA ESILIAT* e RIFUGIAT*

  • marzo 29, 2014 18:56

DUINTASUNA ETA AUSARDIA – DIGNITA’ E CORAGGIO

RIENTRO A CASA DI ESILIAT* E RIFUGIAT* POLITICI BASCHI

iheslariakI presidi e i cortei silenziosi che si svolgono abitualmente ogni venerdi sera in Euskal Herria per richiedere la fine della dispersione e il ritorno alla libertà di prigionier*, esiliat* e rfugiat* politici baschi, hanno acquisito un valore particolare questo fine settimana.
Venerdi 28 marzo, infatti, diverse compagne e compagni in esilio, in alcuni casi da decenni, hanno deciso di ritornare in Euskal Herria, nelle loro città e nei loro quartieri, per affermare con forza il loro diritto ad essere parte attiva della vita sociale e politica di Euskal Herria, e per dare il loro contributo alla soluzione del conflitto.

Il 15 marzo oltre cento esiliate e esiliati storici hanno realizzato un atto pubblico ad Altsasu per richiedere ed attivare il sostegno popolare per permettere di tornare a casa alle compagne e ai compagni ancora in esilio

La settimana successiva il Collettivo delle Esiliate e degli Esiliati Politici Baschi (EIPK) ha reso pubblica l’intenzione di iniziare a fare rientrare circa un quarto delle esiliate ed esiliati politici nelle prossime settimane

Un gesto forte e determinato di fronte al quale l’immobilismo di Madrid e Parigi appare ancora più assurdo, colpevole e infame.

EUSKAL  PRESOAK ETA IHESLARIAK ETXERA!

http://vimeo.com/90402740

https://www.youtube.com/watch?v=l10pq1truPk

 

 

8° SETTIMANA di SOLIDARIETA’ con Euskal Herria

  • marzo 27, 2014 14:04

VIVA IL PAESE BASCO LIBERO – GORA EUSKAL HERRIA ASKATUTA

ElkartasunAstea_2 copyDal 4 al 13 aprile 2014, anche a Roma, come in tante città, torna la settimana di solidarietà con il Paese Basco.

Il Primo appuntamento è venerdì 4 aprile al Forte Prenestino per una serata in cui si potrà bere patxaran, mangiare pintxos, sfidarsi al gioco della rana, guardare video e ascoltare il suono tipico della TXALAPARTA.

Il secondo appuntamento è martedì 8 aprile presso la facoltà di Scienze Politiche Roma 3.
La legisazione penale come strumentodi repressione delle lotte sociali in Europa:
Incontro con Lander e gli avvocati che hanno seguito il suo caso.
Parteciperà al dibattito Antonello Ciervo, Dottore di ricerca  in diritto pubblico e il comitato contro l’estradizione di Bahar.

Ore 15 Aula 21 Scienze Politiche Rm 3
via Chiabrera 199

VIDEO completo dell’ONGI ETORRI di Lander e Aingeru

  • marzo 27, 2014 13:35

Roma 17 gennaio 2014, Ongi Etorri Lander eta Aingeru
Eskerrik asko
Grazie alle compagne, ai compagni, ai collettivi e alle realtà di movimento che hanno partecipato all’Ongi Etorri del 17 gennaio. È stata una serata di festa e lotta, un abbraccio caloroso e militante a Lander e Aingeru e a tutti e tutte coloro che lottano per la libertà del Paese Basco.
Abbiamo brindato e cantato con gioia per festeggiare il ritorno alla libertà di Lander e Aingeru, ma abbiamo anche gridato con determinazione il nostro rifiuto alla criminalizzazione delle lotte sociali attraverso l’etichetta di “terrorismo”.
Insieme abbiamo animato, a Roma, un momento di solidarietà al fianco di tutte e tutti coloro che sono colpiti dalla repressione, in Euskal Herria, in Italia e ovunque.
Solo poche settimane fa Arkaitz Bellon, un compagno basco detenuto da quasi 13 anni per ‘kale borroka’, è morto in carcere, ucciso dal regime spagnolo e dall’infame politica di dispersione che lo costringeva recluso a più di mille chilometri da casa.
Arkaitz sarebbe uscito dal carcere a maggio, tra 2 mesi avrebbe ricevuto il suo Ongi Etorri.
A lui dedichiamo questo video.

Borroka da bide bakarra..
La lotta è l’unico cammino..

EUSKAL PRESOAK ETXERA!
TUTTI LIBERE!

I compagni e le compagne di Un caso basco a Roma

Roma 15 marzo, Corteo contro la repressione

  • marzo 16, 2014 12:21

Volantino distribuito al corteo nazionale  “Quando l’ingiustizia si fa legge Ribellarsi è necessario” , Roma 15 marzo 2014

 

Borroka da Bide Bakarra! La Lotta è l’unico Cammino!

 

amniIl comitato Un caso basco a Roma si è formato più di due anni fa intorno al caso di Lander, un militante della sinistra indipendentista basca che stava vivendo a Roma, perseguitato dalle autorità spagnole.

 

Una crescente persecuzione che negli anni ha portato Lander e Aingeru ad affrontare, sequestri, tortura, aggressioni da parte di agenti in borghese, processi in tribunali speciali; tutto questo sostenuto da una legislazione penitenziaria fascista sopravvissuta alla dittatura di Franco, che per i prigionieri e le prigioniere politiche basche è caratterizzata da dispersione in carceri lontane centinaia di km da casa, aggressioni fisiche e psicologiche nelle celle, vessazioni dei famigliari durante le visite, isolamento e leggi speciali.

 

Come abbiamo sempre sostenuto durante la campagna, il caso di Lander non rappresenta un’eccezione nel contesto basco. È infatti sistematica la criminalizzazione della dissidenza politica e sociale basca, l’uso indiscriminato della legislazione “antiterrorista” da parte dello stato spagnolo per colpire duramente chi svolge attività politica nelle organizzazioni della sinistra indipendentista, così come negli altri movimenti politici e sociali del Paese basco. Anche lì il movimento contro gli sfratti, il sindacalismo di base, la lotta contro il TAV basco, gli spazi occupati, i collettivi giovanili, per citarne alcuni, vengono attaccati quotidianamente,con accuse pesantissime e richieste di pene che non hanno eguali.

Da decenni il Paese basco è un vero e proprio laboratorio di repressione.
In questi mesi la “democratica” spagna ha processato in tribunali speciali e arrestato, lanciatori di torte No Tav, compositori di versi solidali, rapper, associazioni di familiari dei prigionieri e avvocati.
Laddove le leggi speciali sono normalità ogni forma di attivazione diventa reato, tutto è terrorismo!

 

Questa settimana a Bilbao è stato arrestato Asier, con la solita accusa di terrorismo. Dopo tre giorni di carcere e 50mila euro di cauzione “il pericoloso terrorista” è stato scarcerato; sembra che la spagna per rispondere alla crisi faccia cassa sequestrando giovani baschi con accuse pazzesche e poi chiedendone il riscatto in cifre insostenibili, che l’intera comunità solidale si sforza ogni volta di pagare.
Le stesse strategie che vediamo sempre più spesso utilizzare contro i movimenti sociali in italia.
Pensiamo alle ultime inchieste che hanno colpito i disoccupati e precari Bros di Napoli e i movimenti per il diritto all’abitare di Roma.
Pensiamo alle centinaia di persone indagate per le mobilitazioni contro il TAV, alla multa che il movimento ha dovuto pagare per la rottura dei sigilli del cantiere o all’infame reclusione cui sono costrett* in isolamento Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò dal 9 dicembre; alla condanna a più due anni e 5000 euro di multa per Davide e Paolo, agli arresti dal 30 agosto, per essere stati fermati, in un auto mentre si recavano a un presidio NoTav .

Da qui l’importanza di continuare e rafforzare l’attività di solidarietà e di connessione tra le diverse esperienze di lotta e di resistenza nei nostri territori e in quelli del Paese Basco.
Parlare di Paese Basco vuol dire parlare di noi, così come parlare delle nostre lotte e di come il potere cerca di attaccarle, vuol dire anche parlare di Paese Basco.
Hamaika Herri Borroka Bakarra – Tanti Popoli un’ unica Lotta

Dal 4 al 12 aprile si svolgerà in varie parti del mondo la 8° settimana di solidarietà con Euskal Herria, per la liberazione di tutt* i prigionieri e le prigioniere politiche basche e per il rientro degli esiliat*.
Vi invitiamo a partecipare e a seguire le varie iniziative.
Ez dugu aske izaterik zuek gabe – Senza la loro libertà non saremo mai liberi e libere

 

 

Un Caso basco a Roma

 

blog: uncasobascoaroma.noblogs.org facebook: uncasobasco.aroma twitter: @landerlibero

 

 

 

 

ASIER ASKATU ORAIN! LIBERO SUBITO!

  • marzo 11, 2014 13:47

asierQuesta mattina a Santutxu quartiere di Bilbao l’ennesima operazione della guardia civil ha portato all’arresto di Asier Gonzales Soreasu, compagno del quartiere. È accusato di aver collaborato con Eta nel tentato sequestro di un consigliere nel 2007.
Nel corso della mattinata anche la Herriko Taberna di Santutxu è stata lungamente perquisita in presenza di Asier, mentre un imponente dispiegamento di polizia bloccava la strada, impedendo anche al fratello di Asier di raggiungerlo per consegnarli alcune medicine di cui aveva bisogno.
Asier in questo momento si trova in regime di incomunicacion.
Il tutto avviene quando neanche un mese fa Eta, dopo la fine della lotta armata del 2011, ha iniziato un processo di disarmo alla presenza di una commissione internazionale. Uno scenario, quello del processo di pace, che  ha visto protagonista solo l’organizzazione basca mentre lo stato spagnolo continua a imprigionare compagn* (con quello di oggi sono 100 negli ultimi 2 anni) e a rendere illegale qualsiasi cosa si muova controcorrente, in Euskal Herria.

 

I compagni e le compagne di Bilbao si stanno mobilitando in queste ore per manifestare contro questo ennesimo infame arresto e pretendere l’immediata scarcerazione di tutti e tutte le prigioniere politiche basche!
Ancora una volta ci sentiamo al loro fianco, convint* che senza la loro libertà non saremo mai liberi e libere.

 

Ez dugu aske izaterik zuek gabe!
ASIER LIBERO!
TUTTI LIBERE!